CHIETI – “L’unico default che vedo è nella decenza e nelle parole dette tanto per aprire bocca. Solo che non è un rischio, ma realtà”:
E’ furibondo il direttore generale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, Pasquale Flacco, che replica a muso duro a Mauro Febbo, consigliere regionale di Forza Italia e presidente della Commissione regionale di Vigilanza sul piano di assunzioni 2018, da 6 milioni di euro, per l’assunzione di 117 nuove assunzioni a tempo indeterminato nella Asl teatina.
Per Febbo si tratta infatti di assunziono dal “sapore elettorale”, che la Asl non si potrebbe permettere, “visto che ha chiuso il bilancio in profondo rosso: nel 2016 di 26 milioni mitigata da entrate straordinarie di oltre 21 milioni da richiedere alla curatela fallimentare ex villa Pini e di circa 17 milioni il 2017”. “
“È incredibile come un’Azienda debba essere censurata perché crea occupazione al fine di migliorare l’assistenza – spiega Flacco -. Le presunte preoccupazioni possono essere indirizzate altrove perché per quanto attiene alla nostra azienda esistono organi di controllo chiamati a valutare sostenibilità e rispetto dei parametri dei provvedimenti adottati e che hanno approvato il nostro piano, quali il Collegio sindacale e il Servizio Ragioneria della Regione Abruzzo. Le garanzie, dunque, ci sono tutte e non potrebbe essere diversamente, perché abbiamo elaborato un documento che risponde al reale fabbisogno di personale aziendale senza perdere di vista l’impatto economico, perfettamente allineato ai vincoli di spesa”.
“La gestione del personale – prosegue Flacco – è stata sempre un nostro punto di forza sotto il profilo economico, perché non abbiamo mai sforato il budget a nostra disposizione. Inoltre questo provvedimento contiene anche misure finalizzate alla riduzione del precariato, com’è noto imposte da normative regionali e ministeriali a cui dobbiamo adeguarci. Quanto al bilancio aziendale, abbiamo adottato misure di revisione dei costi che ci hanno permesso di abbassare la perdita a 16 milioni di euro. Non si dia pena, dunque, perché non ce n’è bisogno”.
“Così come sono fuori fuoco – ha aggiunto – le allusioni alla posizione lavorativa dell’ortopedico Beniamino Flacco, al quale non mi lega alcun vincolo di parentela. Ha partecipato a una selezione, arrivando terzo, e ha preso servizio. Ora l’Azienda presso la quale aveva prestato servizio in precedenza gli ha richiesto un comando per due anni, facendosi ovviamente carico della retribuzione, e noi lo abbiamo concesso per un solo anno, condividendo li provvedimento con il responsabile dell’Unità operativa e il direttore del Dipartimento. Tutto nel rispetto delle regole, perciò ironie e censure le respingo al mittente”.
“È tornato all’attacco il Presidente della Commissione vigilanza – ha concluso – ma ha sbagliato il bersaglio. Può succedere, specie se qualche suggeritore aziendale prende un abbaglio e gli passa una notizia che tale non è. Ecco, in tempi di fake news si dovrebbe essere più attenti. Di questo sì che sarebbe bene preoccuparsi”.





