TERAMO – A convincerlo “è stata la fiducia nel governatore della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, un professionista prestato alla politica per portare a casa risultati”, più la consapevolezza che in “Abruzzo e nel Teramano c’è una buona sanità, tutto si può migliorare ma la base di partenza è ottima”.
Una scelta rapida insomma, quella che ha portato Paolo Rolleri, manager 52 enne di Genova, a prendere il posto dell’aquilano Giustino Varrassi, sotto processo per presunta truffa e peculato, alla guida della Asl teramana.
“Non sono emozionato né lusingato, sono qui per fare il mio lavoro”, esordisce sicuro il nuovo direttore generale nell’incontro con la stampa.
Ancora presto per entrare nel merito delle questioni calde della sanità teramana, ma Rolleri ha dalla sua l’esperienza maturata come advisor della regione durante la difficilissima fase del piano di rientro della spesa sanitaria: “Oggi l’Abruzzo è un’ottima regione – assicura – grazie all’operato di Chiodi è stato raggiunto il pareggio di bilancio e si è tornati a investire. È un segnale fortissimo e una condizione di partenza favorevole per lavorare”.
Favorevole come la squadra amministrativa e sanitaria che il manager avrà accanto in questa nuova sfida e che ha già conosciuto in questi primi giorni a Teramo: “Nei presidi e negli uffici ho incontrato persone competenti, motivate e preparate. E questo è importante per raggiungere degli obiettivi”.
Per adesso preferisce non sbilanciarsi su future nomine e scelte dello staff tecnico e amministrativo ma garantisce: “Non ho amici, non ci sono pregiudizi né posizioni di favore. Ho bisogno di persone che lavorino bene, sto facendo una ‘valutazione laica’ ma per ora ho avuto un’ottima impressione su tutti”.
Una battuta anche sui presunti tagli subiti dalla sanità abruzzese in questi anni:
“Un falso mito, i fondi del sistema sanitario nazionale ripartiti tra le regioni sono sempre cresciuti. Quello che va fatto è utilizzare meglio le risorse a disposizione, tagliare le spese dove l’investimento non è produttivo e spostarle dov’è necessario”. Stesso approccio sul fronte della mobilità passiva, vero vulnus della sanità teramana che da sempre soffre la vicinanza con le Marche.
“Non posso garantire che riuscirò a ridurla – spiega il direttore generale – ma le tre linee su cui intervenire sono queste: rendere più comode e accessibili le prestazioni sul territorio, sviluppare accordi di confine con le Regioni limitrofe e lavorare sulle prestazioni inadeguate rispetto a qualità e popolazione”.
Ultimo passaggio sul rapporto che avrà con la politica e le istituzioni del territorio. “Sono abituato a sentire tutti, cercherò di avere un filo diretto con chiunque potrà essermi d’aiuto a dare servizi migliori ai cittadini. Del resto la sanità che sogno è questa: quella che si prende in carico il paziente e che lo guida nelle prestazioni di cui ha bisogno. Dalla nascita fino alla morte”.



