L’AQUILA – Si preannuncia una conferenza stampa di fuoco, quella convocata per oggi alle 11.30 di tutti i consiglieri comunali di opposizione al Comune dell’Aquila, dopo la riunione di ieri durata quattro ore, con seduti al tavolo da una parte il direttore generale della Asl Avezzano- Sulmona- L’Aquila, Ferdinando Romano, dall’altra Cgil, Fimmg, Smi e Snami, 180 Amici, Unasam, Cittadinanzattiva, Tribunale per i diritti del malato, Anpi, Arci, Auser, Udu, associazione Donatella Tellini, TerreMutate e “Salviamo i Nuclei di cure primarie” e esponenti politici di centrosinistra e M5s. con al centro la situazione del servizio sanitario nella asl provinciale e sull’emergenza causata dall’attacco hacker che ha messo fuori uso il sistema informatico della Asl.
Un esito dell’incontro, quello di ieri, ha cui Romano da una parte, e sindacati e associazioni dall’altra.
Basta leggere le due note arrivate alle redazioni: in quella a firma del direttore generale si afferma: “L’azienda esprime una valutazione positiva dell’incontro, che ha rappresentato un momento di confronto di idee e di opinioni che, anche se diverse, sono sempre espressione dell’univoca volontà di garantire l’interesse dei cittadini”, un incontro “durato circa 4 ore”, viene sottolineato, “a dimostrazione, se ve ne fosse bisogno, della totale apertura al confronto da parte della Direzione aziendale”.
Aggiunge Romano: “Durante il confronto è stato ribadito ancora una volta l’impegno al mantenimento dell’esperienza positiva dei Nuclei di Cure Primarie. Va chiarito che le notizie sulla paventata chiusura di tali Nuclei risultano prive di fondamento, così come un presunto rischio di depotenziamento dell’assistenza nelle zone più interne del territorio, come peraltro le ultime deliberazioni dell’azienda sull’inserimento di personale nelle sedi di Montereale e San Demetrio stanno a dimostrare. Vi è senza dubbio la necessità di avere certezza sulla capienza del Fondo finalizzato alle forme di associazionismo dei MMG da parte degli uffici regionali competenti, che tuttavia non inficia la volontà di perseguire il potenziamento dell’assistenza di cui l’azienda si fa interprete e promotrice”.
E ancora: “Voglio ricordare che siamo al lavoro da tempo per una sanità vicina ai cittadini, anche con la grande sfida delle Case di Comunità, che non saranno solo le 11 indicate dal Ministero ma ben 26”. Inoltre, “l’azienda ha illustrato anche i risultati raggiunti sul fronte del personale, con centinaia di assunzioni e stabilizzazioni portate a termine negli ultimi due anni per medici, personale sanitario e amministrativo”.
Un resoconto, quello del manager, lontano da quello fatto da associazioni, sindacati e consiglieri regionali che, tra le altre cose, hanno lamentato “risposte evasive e di circostanza. Impegni pochi e formali”.
“Se vi fosse stato bisogno di conferme circa la debolezza ed inadeguatezza degli attuali vertici della Asl 1, la riunione odierna ha certificato il giudizio. Nessuna risposta sui temi posti. Incredibili rimandi di responsabilità alla politica regionale, che peraltro tale assetto ha dato alla Asl1” e ancora, “esternalizzazioni, liste di attesa, emergenza urgenza, salute mentale, consultori, hackeraggio e furto dei dati gli altri temi posti alla loro attenzione. Risposte evasive e di circostanza. Impegni pochi e formali”. In una parola, una “commedia all’italiana”
“In un drammatico gioco delle parti loro sono i buoni, i volenterosi, i coerenti e gli altri, cioè i loro mentori i cattivi – aggiungono – Nessuna assunzione di responsabilità. Vi è sempre un impedimento, le problematiche rimangono prive di soluzioni”.
Entrando nel merito, spiegano sindacati e associazioni: “Sui Nuclei di Cure Primarie siamo alla farsa. Sono intenzionati a procedere alle sostituzioni dei medici usciti per pensionamento ma incredibilmente non conoscono le capienze del loro Bilancio e dei vari fondi che lo compongono. Altrimenti CERTAMENTE procederebbero”.
Sulle Case di Comunità, continuano, “confermano determinazioni incomprensibili, dettate da convenienze economiche e non dai bisogni delle cittadine e dei cittadini. Pertanto le stesse sia a L’Aquila che a Sulmona sorgeranno all’interno dei nosocomi cittadini, ben distanti da quel concetto di medicina territoriale di prossimità tanto reclamata ed anelata durante la dura fase pandemica. Allo stesso tempo si prospettano mirabolanti projet-financing tesi a realizzare parcheggi certo utili, ma che non risolvono i problemi dell’assistenza sanitaria delle nostre comunità”.
In sostanza, “fastidio e mancate risposte la cifra della riunione. Fastidio nel produrre e consegnare atti, nel renderli disponibili, nel comunicare. Risposte tutte volte a giustificare se stessi e rispedire le responsabilità alla Politica. La commedia all’italiana insomma. Tante, troppe quasi tutte inevase le richieste poste nella Piattaforma prodotta dalle scriventi. Ancora hanno bisogno di tempo. Lo stesso che i fruitori dei servizi sanitari spesso non hanno. Lo stesso che loro provano a guadagnare, mentre le problematiche tutte rimangono senza risposta. Sostanza nulla”.
“Saremo riconvocati. Noi saremo come sempre presenti e determinati ad ottenere le risposte ai bisogni posti. Il tempo però è fattore determinante. Non siamo disposti ad ulteriori rimandi, non accetteremo ulteriori giustificazioni. Siamo pronti a continuare la mobilitazione e se necessario ad alzare il livello della stessa”, concludono.
Una ricostruzione che, in parte, confermerebbe quanto riferito a questo giornale da un gruppo di medici dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila che hanno parlato di disservizi e difficoltà lavorative ad oltre un mese dall’attacco degli hacker, sottolineando: “Secondo i calcoli del direttore generale Ferdinando Romano, la settimana scorsa avremmo avuto rete, programmi e archivio storico per ripartire. Non c’è nulla. Interi reparti sono ancora all’età della pietra”.
Per i medici “al di là degli annunci”, tanti sono insomma i problemi irrisolti per garantire i servizi sanitari in condizione di relativa normalità.






