L’AQUILA – Sono centinaia i dipendenti del settore amministrativo della Asl provinciale dell’Aquila assenteisti che si sono visti recapitare le lettere con cui la azienda sanitaria ha comunicato le ore da recuperare perché pagate ma non prestate. Nei prossimi giorni, da quanto si apprende, partiranno lettere anche nei confronti di medici e infermieri.
Questo a seguito, come rivelato da Abruzzoweb (Qui il link), del giro di vite deciso dal manager Paolo Costanzi, in sella dal settembre dello scorso anno subentrato a Ferdinando Romano, ora dg del policlinico Tor Vergata a Roma.
Dai controlli è emerso un quadro preoccupante nell’azienda sanitaria che conta oltre 4.600 dipendenti, con molti casi di assenteismo, anche per centinaia di ore non prestate, in alcune situazioni anche vicino al migliaio.
A fare scalpore anche il fatto che tra gli assenteisti ci siano anche sindacalisti.
Ad intervenire in merito per ora solo la Uil, lo stesso sindacato che nel giro di una settimana per ben due volte aveva con note di fuoco attaccato la Asl e il dg Costanzi, prima sulle liste di attesa per avere una visita o un esame, e poi per la mancata attribuzione degli incarichi di funzione, il blocco dei concorsi e delle graduatorie mentre “dall’altra ci si inventa ruoli da assegnare direttamente, bypassando qualsiasi logica di merito”.
Ora il coordinatore provinciale L’Aquila Uil Fp Abruzzo Claudio Incorvati, intervenendo sull’assenteismo sottolinea che la “nostra linea è e rimarrà sempre quella della legalità a tutto campo. Se vi sono lavoratori che hanno maturato un effettivo debito orario, è assolutamente corretto che si svolga un controllo capillare e che tali posizioni vengano sanate secondo le regole”, e ovviamente “lo stesso rigore deve valere nell’eventuale coinvolgimento di rappresentanti sindacali”.
Evidenzia però che non è disponibile al momento “documentazione formale” e definisce il fenomeno “marginale”, “riconducibile soltanto a un numero estremamente ristretto di persone”.
Esprime forte perplessità sul metodo, con una “continua e sistematica fuga di notizie e documenti interni sensibili e riservati, che rischia di ledere gravemente non solo l’immagine e la dignità dei singoli lavoratori, ma l’intero mondo sindacale”.
Un passaggio assai singolare, quello sulla fuga di notizie, se si considera che sono centinaia le lettere a firma del dg recapitate a centinaia di assenteisti.
Per Incorvati: “solo all’esito di verifiche certe si potranno eventualmente fare nomi e attribuire responsabilità. Alimentare il clamore mediatico prima ancora di aver accertato i fatti finisce per screditare il ruolo e la natura stessa del sindacato, da sempre presidio di tutela e legalità”.






