L’AQUILA – Lo scontro sul nuovo direttore generale della Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila, che la Giunta regionale deve nominare entro la fine del mese, è ormai aperto, e il sindaco del capoluogo Massimo Cialente è sempre più isolato sia dagli altri amministratori dell’Aquilano, che in 35 hanno sottoscritto un documento per chiedere che il manager sia espressione del territorio, sia dal suo stesso partito, con in testa il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci.
Proprio quest’ultimo, intanto, ha trovato una sponda nel vice sindaco Nicola Trifuoggi: “Ci sono tante persone in grado di svolgere bene questo ruolo, e penso che comunque si tratti di un incarico a breve termine, quindi è opportuno che se ne occupasse chi conosce la situazione”, dice l’ex magistrato ad AbruzzoWeb, che sposa dunque la linea anti-Cialente.
Si fanno sentire anche i medici, che attraverso il presidente dell’Ordine Maurizio Ortu in una nota ricordano come nelle aziende sanitarie di Chieti e Pescara, dove sono recentemente stati rinnovati i vertici, la scelta sia caduta proprio sui medici, ai quali Cialente vuole privilegiare un “manager puro”. E secondo i rumors la scelta potrebbe cadere su Enrico Del Baglivo, 65enne romano in passato consulente della Asl di Avezzano. Ma si fa il nome anche di Antonello Maraldo, direttore provinciale Inail Teramo-L’Aquila.
“Il medico per formazione non è un manager – ripete Cialente – un lauerato in medicina con gli anni può diventare un manager ma non nasce come tale. Alcuni sperano che trovando l’accordo tra alcune delle lobby dei medici dell’Aquila si possa ridurre il cambiamento, ma la gran parte dei medici che credono nella meritocrazia e in questi anni sono stati umiliati non la pensano così”.
Un corpo al cerchio e uno alla botte, invece, da alcuni consiglieri comunali del Pd (Tonino De Paolis, Antonio Nardantonio, Alì Salem, Sergio Ianni), per i quali il direttore generale deve coniugare sì grande professionalità ma anche essere espressione del territorio.
E mentre il consigliere regionale di Forza Italia Emilio Iampieri ha chiesto al presidente della Regione Luciano D’Alfonso di convocare tutti gli eletti all’Emiciclo della provincia e i sindaci per condividere i criteri di scelta, a favore di una soluzione “espressione del territorio” si è creata una maggioranza trasversale.
Tra i papabili “aquilani” restano il primario del reparto di Cardiologia del San Salvatore, Sabrina Cicogna, la direttrice del dipartimento di Medicina legale Patrizia Masciovecchio e il primario di Malattie infettive, Alessandro Grimaldi, questi ultimi tra i “preferiti” di Pietrucci. Sembra si sia sfilata, invece, Silvia Cavalli, ex direttore amministrativo dell’azienda ma oggi con un incarico nella Asl di Roma.
La scelta, stando a quanto affermato dall’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, avverrà comunque la prossima settimana.
Antonello Bernardi, dirigente medico e consigliere comunale del Pd che ha incontrato Trifuoggi a margine della riunione di Giunta di oggi e lo rivedrà, insieme a Pietrucci, lunedì, spiega che la classe medica aquilana ha pieni titoli per rivendicare la guida dell’azienda sanitaria.
Il vice sindaco è ritenuto “un garante”, un uomo nel quale credono fermamente anche i detrattori di Cialente, “uno dei pochi per i quali sono rimasto” per Bernardi.
“Serve una figura straordinariamente preparata e capace che coniughi questa caratteristica alla straordinaria capacità di lettura del territorio in un momento in cui è ancora da completare non solo l’unione tra le Asl di L’Aquila e Avezzano (in passato divise, ndr) e la rifunzionalizzazione dell’ospedale San Salvatore”.
Il nuovo manager, insomma, “andrebbe scelto tra un medico perché i dirigenti medici dell’Aquila storicamente hanno grandissime competenze, sono figli dell’esperienza di Serafino Zucchelli, sottosegretario espressione dell’Anaao (Associazione dirigenti medici) con le ministre Rosi Bindi e Livia Turco, molto vicino alla classe medica aquilana, l’attuale direttore generale della Asl Marche, Piero Ciccarelli, in passato commissario Anaao all’Aquila, o Carlo Lusenti, ex assessore alla Sanitò dell’Emilia Romagna di origini aquilane”.
“Parliamo – dice Bernardi – di persone ai vertici della Sanità in regioni dove questa funziona”.




