L’AQUILA –  Il tribunale dell’Aquila, nella persona del giudice del Lavoro Giulio Cruciani,  il 4 luglio scorso, ha annullato la delibera della giunta regionale Abruzzo 380 del 21 giugno 2021, con la quale era stato revocato l’incarico di direttore generale della Asl 1  Avezzano -Sulmona-L’Aquila  Roberto Testa, ritenendo “assolutamente insussistenti le motivazioni poste alla base del provvedimento amministrativo”. Testa, nominato nel 2019 in quota centrodestra, era poi caduto politicamente in “disgrazia”, inviso in particolare alla Lega, e sostituito con Ferdinando Romano.

Ora Testa potrà avere diritto ad un congruo risarcimento.

Le motivazioni della rimozione da parte della giunta furono  “l’insufficiente capacità organizzativa per i tamponi e inadeguata gestione della campagna vaccinale”, più altre omissioni, contenute in un documento del maggio 2021 a firma dell’assessore regionale Nicoletta Verì e del Direttore del Dipartimento Sanità della Regione, Claudio D’Amario, con ad oggetto: “l’avvio del procedimento ex art.7 L241/1990 ed art.2 comma 5 D.Lgs 171/2016”, ovvero  un procedimento volto alla “risoluzione del contratto di prestazione d’opera intellettuale” intercorrente tra Testa e l’amministrazione regionale per “atti assumibili alla responsabilità del Direttore Generale e per mancato esercizio della diligenza dovuta nell’esecuzione contrattuale”.

La rimozione è avvenuta ancor prima della verifica di metà mandato, per la quale ci sarebbe stato tempo fino a dicembre 2021, quando le singole UOC avrebbero espresso le proprie valutazioni sull’operato del manager.

Non si fa attendere la nota di fuoco del Pd aquilano che parla di “una vera e propria mazzata”, e promette di rivolgersi alla Corte dei Conti.

“L’allora direttore generale Roberto Testa, era stato indicato da Fratelli d’Italia e poi defenestrato dalla maggioranza di centrodestra a seguito dello scontro politico tra il partito del presidente Marco Marsilio e la Lega dell’assessora alla salute Verì. Chi pagherà ora il risarcimento del danno, presumiamo milionario, al manager Testa? – si legge nella nota -. L’incapacità politica del centrodestra, le spaccature profonde di una maggioranza tenuta insieme dal solo interesse all’esercizio del potere, la voracità nella spartizione delle poltrone, graveranno sulle cittadine e i cittadini della provincia dell’Aquila che già dovranno sopportare gli inevitabili tagli a prestazioni e servizi dovuti al buco di bilancio di oltre 66 milioni maturato per la disastrosa gestione del manager Romano, subentrato a Testa. Un fallimento dietro l’altro”.

E prosegue la nota: “Non staremo a guardare: interesseremo immediatamente la Corte dei conti, trattandosi di un evidente danno erariale. Intanto, crediamo che il presidente della Giunta regionale Marsilio e l’assessora Verì dovrebbero, finalmente, assumersi la responsabilità politica dello stato disastroso in cui versa la sanità della provincia dell’Aquila, così come dovrebbe fare il sindaco dell’Aquila, nonché presidente del Comitato ristretto dei sindaci, Pierluigi Biondi che, fino ad oggi, è rimasto in silenzio dinanzi allo sfaldamento del diritto universale alla salute nel territorio che dice di amare e difendere ma che sta svendendo, invece, agli appetiti di Fratelli d’Italia”.

Conclude la nota: “cosa altro deve accadere per ribellarsi a quanto sta accadendo? Non bastano le difficoltà di un personale ridotto all’osso, i mancati investimenti in nuove tecnologie, le liste d’attesa oramai insostenibili, il rischio di chiusura dei Nuclei di cura primaria, la sconcertante decisione di localizzare l’unica Casa di comunità dell’Aquila all’ospedale San Salvatore con l’ipotesi di realizzare parcheggi in project financing che saranno gestiti da privati, la mancata attivazione del 118 nel poliambulatorio di Bazzano-Paganica? Non basta l’incapacità mostrata nella gestione dell’attacco hacker, con i dati di personali di migliaia di cittadini resi pubblici sul web e con il collasso delle prestazioni, col rischio di richieste di risarcimento per migliaia e migliaia di euro e con lo spettro di una multa milionaria dall’autorità garante della privacy? Si è raggiunto un punto di non ritorno. Non si può assistere in silenzio al dissesto della sanità pubblica sul nostro territorio. E’ tempo di mobilitarsi con ancora più forza. Il Partito democratico farà la sua parte”.