CHIETI – Il direttore generale della Asl Chieti, Francesco Zavattaro, annuncia le dimissioni dal suo incarico con diverso tempo di anticipo rispetto alla scadenza, e Forza Italia si scaglia contro il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso.
“Con la Regione c’è una accordo fra gentiluomini affinchè io vada via entro fine giugno – sono le dichiarazioni di Zavattaro riportate dal Messaggero – Accordo che ha bisogno di una serie di verifiche. Se vado via è perché c’è il problema di non aver la piena fiducia sia del commissario che delle giunta ma questo non lo scopriamo oggi”.
“Sulle annunciate dimissioni del manager della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, bisognerebbe riflettere attentamente e capire cosa è accaduto in questi pochi mesi e cosa accadrà”, ha subito commentato Mauro Febbo, presidente della commissione regionale di vigilanza, che insieme all’onorevole Fabrizio Di Stefano, hanno sparato a zero su D’Alfonso.
“Andrebbero spiegate alcune frasi dello stesso Zavattaro – ha insistito Febbo – quando sottolinea che ‘mi stanno facendo terra bruciata intorno’ o ‘c’è troppa ingerenza del presidente’. La Asl di Chieti è l’unica a non aver ricevuto deroghe per le assunzioni ad eccezione, guarda caso, del primariato del Pronto soccorso che vede in lizza l’attuale primario facente funzioni, Maria Di Felice, candidata alle comunali nelle fila del centrosinistra. Accetto scommesse per come andrà a finire il concorso”.
Anche secondo Di Stefano, la partita che si sta giocando è tutta politica tanto che Di Stefano annuncia: “Chiederò l’istituzione di una commissione d’inchiesta regionale per far luce su questa vicenda. La politica, specie quella cittadina, deve chiarire cosa c’è dietro questa aggressione alla sanità teatina. Non vorremmo che ci fossero interessi della sanità privata abruzzese”.
L’intenzione di Zavattaro di andare via è diventata subito di pubblico dominio e l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci ha commentato esortandolo a togliere subito il disturbo: “Se le dimissioni che ha annunciato sono vere ne prendiamo atto, ma se ha deciso bisogna che proceda in fretta – ha dichiarato – La Asl ha bisogno di avere una governance, dunque sia conseguente in tempo celere”.
Parole che non sono sfuggite a Di Stefano: “Perché Paolucci interviene solo dopo che tutto è accaduto? Oltre alla vicenda in se per se c’è qualcosa che va oltre come il silenzio del Pd di Chieti. Tra Paolucci e Zavattaro c’erano ottimi rapporti e ora di colpo si è verificata questa rottura, vogliamo sapere che cosa c’è dietro”.
Sul caso dimissioni, ieri è intervenuto anche il sottosegretario alla Presidenza, Camillo D’Alessandro, che ha stroncato in toto l’operato di Zavattaro.
“I chiarimenti circa il giudizio sulla conduzione della Asl Lanciano-Vasto-Chieti li danno i numeri ed i cittadini. Ed i numeri sono implacabili nel descrivere come sia stata guidata fino ad oggi questa Asl”.
“Come ha chiarito l’assessore Paolucci – ha aggiunto – non c’è nulla contro la persona fisica del direttore generale ma c’è un giudizio profondamente, strutturalmente e nel merito negativo, mai tenuto nascosto. Per questo, Zavattaro farebbe bene a concludere il suo impegno alla guida della Asl Lanciano-Vasto-Chieti consentendo a chi ha vinto la elezioni di assumersi tutte le sue responsabilità attraverso la scelta di uomini e donne che possano migliorare la sanità in Abruzzo”.
“Non sappiamo se Zavattaro sia incompatibile con il ‘nuovo corso’ che la Giunta di centrosinistra vuole imprimere alla sanità abruzzese – ha replicato di nuovo Febbo – che più probabilmente si concretizzerà in un ‘ricorso storico’, ma sono certo che il Manager della Asl teatina si è sempre dichiarato contrario alla chiusura dei reparti, all’intromissione della politica su questione prettamente tecnico-aziendali, ai licenziamenti dei dipendenti con contratto a ‘tempo determinato’ e soprattutto all’occupazione ‘militare’ delle Aziende sanitarie pubbliche tesa all’acquisizione del consenso elettorale”.
Immancabile la controreplica di Febbo. “Il giudizio di D’Alessandro sulla gestione Zavattaro è la conferma di come lui stesso, come del resto il Partito democratico, abbia una doppia morale che è ben divisa tra le cose che dichiara e le cose che fa”, ha detto.
“Se la conduzione dell’Azienda sanitaria da parte di Zavattaro è stato così negativa – ha sottolineato – D’Alessandro ci dovrebbe spiegare perché la Giunta regionale è pronta a sborsare 10 milioni di euro per contribuire a mettere in pareggio il Bilancio e quindi, non essendo i conti in rosso, potergli assegnare successivamente una valutazione positiva. Quindi questa valutazione è positiva o negativa?”.
Per quanto riguarda la ridefinizione delle Asl richiamata dallo stesso D’Alessandro, “vorrei ricordargli che con la Giunta Chiodi le abbiamo portate da 6 a 4 mentre il governo D’Alfonso, in base agli annunci, avrebbe dovuto costituire un’unica azienda sanitaria regionale ma stiamo ancora aspettando. Sicuramente – la provocazione – questa rimarrà solo una promessa, tant’è che ora il loro obiettivo sembra voler occupare ‘militarmente’ le 4 poltrone dei direttori generali delle Asl per fare quello che Zavattaro ha denunciato rassegnando le sue dimissioni”.
“Non sappiamo se Zavattaro sia incompatibile con il ‘nuovo corso’ che la Giunta di centrosinistra vuole imprimere alla sanità abruzzese, che più probabilmente si concretizzerà in un ‘ricorso storico’, ma sono certo – conclude Febbo – che il Manager della Asl teatina si è sempre dichiarato contrario alla chiusura dei reparti, all’intromissione della politica su questione prettamente tecnico-aziendali, ai licenziamenti dei dipendenti con contratto a tempo determinato e soprattutto all’occupazione ‘militare’ delle Aziende sanitarie pubbliche tesa all’acquisizione del consenso elettorale”.
OLIVIERI (ABRUZZO CIVICO): “MANAGER INDIFENDIBILE”
“È proprio vero che la politica ha perso il senso della misura, se si arriva a difendere, in ragione di una non ben identificato motivo, la gestione di un direttore generale, Zavattaro, che alla quasi totalità risulta indifendibile. Ed è strano che questa difesa venga fatta da persone, quali Febbo e Di Stefano, che al tempo di Chiodi erano spesso critici con Zavattaro e con lo stesso ex presidente, a causa di una conduzione della Asl di Lanciano Vasto Chieti che loro stessi giudicavano non adeguata. Certo, per difendere Zavattaro ce ne vuole!”.
Lo scrive in una nota il consigliere regionale di Abruzo Civico Mario Olivieri.
Secondo l’esponente politico il direttore generale “ha gestito la Asl dalle stanze di Chieti, senza confrontarsi e senza conoscere i suoi dipendenti, né tantomeno il territorio che ha bistrattato riducendo al lumicino gli ospedali e le strutture territoriali, e senza avere capacità e volontà di interlocuzione con gli amministratori, che quotidianamente si sono visti depauperare l’offerta dei servizi sanitari nei confronti dei loro cittadini, senza poter minimamente proferire parola.
Ce ne vuole per difendere un manager che si è contornato di alcune figure dirigenziali, ai quali ha conferito poteri senza controllo, che ha portato a comportamenti spesso incomprensibili, per ciò che riguarda gli aspetti gestionali, generando squilibri e risentimenti all’interno della Struttura, senza rinvenire risultati palpabili e con elargizioni, nei loro confronti, che hanno generato diseguaglianze e sperperi.
Quanto poi alla buona amministrazione, del ‘prodotto Chiodi’ – prosegue Olivieri – ci vorranno diversi anni e il coraggio di D’Alfonso, per riparare i danni incalcolabili che questa gestione ha provocato alla sanita’ Chietina, altro che chiacchiere!. Una sana riflessione sull’opportunità di volere a ogni costo parlare, anche quando sarebbe il caso di soprassedere, o di riflettere – dice infine il consigliere regionale di Abruzzo Civico – forse non guasterebbe alla Politica, o a un certo tipo di politica”.



