AVEZZANO – Doccia gelata per la delegazione istituzionale che oggi si è recata a Roma per un incontro con il governo per decidere del futuro dello stabilimento Micron di Avezzano (L’Aquila).

Nel corso del vertice la proprietà ha dichiarato di non aver ancora trovato un acquirente e ha annunciato un esubero di 700 unità, immediata è scattata la reazione degli operai: un gruppo di loro ha occupato simbolicamente il municipio di Avezzano in segno di protesta.

Eppure nelle premesse quella odierna sembrava essere la giornata buona per definire con l’esecutivo nazionale un percorso di rilancio dell’azienda che occupa oltre 1.600 lavoratori, più l’indotto, provenienti dall’Aquilano e dal Lazio.

La Micron, a oggi, rappresenta una realtà produttiva di primaria importanza per l’Abruzzo intero e i numeri parlano chiaro: oltre agli occupati, garantisce una produzione pari al 40 per cento del prodotto interno lordo dell’area marsicana e ben il 10 per cento dell’export regionale.

A Roma sono arrivati il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, il capo di gabinetto del sindaco dell’Aquila Pierpaolo Pietrucci e il deputato del Partito democratico Giovanni Lolli.

Non c’era, invece, il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e per questo si è preso gli strali del consigliere regionale del Pd Giovanni D’Amico: “è una vergogna”, ha tuonato. 

Per la Micron si sono presentati il direttore generale per l’Italia, Sergio Galbiati, e il direttore di stabilimento, Riccardo Martorelli.

Dall’altro lato del tavolo il sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti, mentre era assente il ministro Corrado Passera, contrariamente a quanto si pensava ieri.

La cosa ha suscitato le polemiche di Del Corvo che, all’uscita dal dicastero, è sbottato: “la defezione del ministro è un’offesa al territorio, ridateci Gianni Letta, lui sì che aveva a cuore le sorti dell’Abruzzo”.

Una rabbia alimentata dalle parole di Galbiati: “il compratore non c’è, e ci sono 700 lavoratori di troppo”.

Ieri sulla vicenda si era espresso il Consiglio regionale, con una risoluzione urgente portata “fuori sacco” durante i lavori dell’aula e firmata da un fronte trasversale di esponenti politici dell’Emiciclo.

Nel documento si chiedeva “un impegno affinché il presidente della Regione Abruzzo e la Giunta regionale sollecitino il governo a farsi parte attiva nella preoccupante situazione dello stabilimento Micron Technology di Avezzano”.

Quindi la richiesta al governo: “il superamento dell’attuale vincolo del monocliente (la sola Aptina, controllata dalla Micron), la diversificazione del business in ottica multiclient e la realizzazione di strutture Sales & Marketing nel sito di Avezzano per diversificazione e personalizzazione del portafoglio e la creazione della funzione Ricerca e sviluppo”. Pierluigi Biondi

LE REAZIONI

DI PANGRAZIO: ”SOLIDARIETÀ CON LAVORATORI”

“Esprimo solidarietà e vicinanza ai lavoratori della Micron, coinvolti in questa difficile vertenza. A tal proposito auspico una forte e costante presenza del governo nazionale e regionale a favore del territorio marsicano con l’obiettivo di tutelare i livelli occupazionali”.

Lo ha detto il consigliere regionale del Partito democratico Giuseppe Di Pangrazio.

“La Micron – conclude – rappresenta una realtà produttiva di primaria importanza per l’Abruzzo”.

D’AMICO: “CHIODI NON C’ERA, UNA VERGOGNA” 

L’assenza del governatore, Gianni Chiodi, al tavolo Micron convocato oggi a Roma suscita “indignazione” nel vice presidente del Consiglio regionale Giovanni D’Amico (Pd).

“È una vergogna inaccettabile che, malgrado le sollecitazioni urgenti che ho più volte inoltrato al presidente Chiodi e al vice presidente, nonché assessore all’Industria Alfredo Castiglione, dal momento in cui si è preannunciata la dismissione dello stabilimento Micron di Avezzano e malgrado la risoluzione unanime del Consiglio regionale di ieri, al tavolo convocato oggi presso il ministero dell’Economia fossero assenti Chiodi e la sua Giunta regionale”.

“È una vergogna inaccettabile che questo esecutivo regionale non abbia mosso un dito per attivare il governo nazionale al fine di salvaguardare uno stabilimento rilevante in assoluto per l’economia e per le esportazioni di tecnologia avanzata dell’Abruzzo e dell’Italia”.

“È evidente che un tale atteggiamento mette in una sorta di liquefazione l’istituzione della nostra Regione, alla faccia delle ipocrisie del presunto risanamento e al destino di 700 lavoratori in esubero, e rende ridicolo l’attuale governo regionale”.

“Con quale faccia potremo guardare i lavoratori e i giovani per questa nostra assoluta assenza e insignificanza istituzionale, ce lo dovrà spiegare prima o poi il presidente Chiodi”.

DI BASTIANO: “LA COLPA È CHE LA SEDE NON È A PESCARA O TERAMO” 

“L’imperdonabile colpa della Micron è di non avere sede legale a Teramo o a Pescara, altrimenti avremmo assistito a ben altra mobilitazione a difesa di tale stabilimento”.

A Walter Di Bastiano, consigliere regionale del Pdl, l’assenza della Regione Abruzzo e in particolare degli assessori regionali competenti Paolo Gatti e Alfredo Castiglione al tavolo ministeriale convocato a Roma per discutere del “caso Micron” non è proprio andata giù.

“Non posso nascondere l’amarezza – continua Di Bastiano – per l’assenza di assessori di solito solerti a difendere realtà economiche del loro territorio certamente rispettabili ma infinitamente meno importanti del secondo insediamento industriale d’Abruzzo. Un’assenza ingiustificata e ingiustificabile, perché non potevano esserci impegni più importanti di quello richiesto a Roma per scongiurare un’ipotesi, la chiusura della Micron, che avrebbe effetti devastanti per l’economia marsicana e dirompenti anche per l’intera economia abruzzese”.

“Eppure – fa osservare il consigliere regionale del Pdl – con la risoluzione urgente votata in aula appena due giorni fa, il Consiglio Regionale ha impegnato Presidente e assessori a farsi parte attiva nei confronti del Governo per risolvere una situazione che si fa ogni giorno più allarmante. Invito che non è stato raccolto con adeguata tempestività e determinazione”.

“A questo punto – conclude Di Bastiano – è necessario un vertice di maggioranza immediato che ribadisca l’emergenza Micron quale priorità politica principale nell’agenda politica del governo regionale e che metta immediatamente a punto le iniziative necessarie a rilanciare la Micron e a salvaguardare i posti di lavoro minacciati dagli annunciati settecento esuberi. Ansie elettorali e legittime ambizioni dei singoli possono aspettare”.

PIETRUCCI: “SCONCERTO E PREOCCUPAZIONE”

Il capo di gabinetto del Sindaco dell’Aquila, Pierpaolo Pietrucci, ha dichiarato “sconcerto e preoccupazione” per quanto emerso oggi nell’incontro istituzionale con il governo per discutere sulle sorti della Micron, al quale ha partecipato in rappresentanza del Comune dell’Aquila.

“La terribile ipotesi paventata stamani, dal direttore generale per l’Italia Sergio Galbiati, che prevede l’esubero di 700 lavoratori – ha dichiarato Pietrucci – getterebbe L’Aquila e la sua provincia, in una crisi economica del tutto irreversibile”.
 
“Faccio un appello perché la provincia dell’Aquila e l’Abruzzo intero si mobilitino contro questa sciagura, augurandomi una forte assunzione di responsabilità da parte del Governo che bene conosce la drammatica situazione occupazionale in cui versa questo territorio”.
 
“Mi lascia basito l’atteggiamento della Regione Abruzzo, ancora una volta assente e quindi totalmente disinteressata alle sorti economiche di questa povera terra”.

“Il tavolo di oggi, ha visto la Provincia dell’Aquila coesa, come giusto che sia difronte a problemi tanto grandi che rischiano di azzerare l’economia di un territorio, così come unità di intenti è stata dimostrata dai parlamentari abruzzesi Giovanni Lolli e Filippo Piccone“.
 
“Ricordo al governo che la città dell’Aquila e il suo territorio hanno già subito la fine del polo elettronico, uno dei più importanti d’Italia, e la conseguente negazione di un futuro lavorativo per migliaia di persone”.
 
“Perdere oggi altri 700 posti di lavoro che in prospettiva, senza l’ingresso di una partnership, diventerebbero 2.000 – ha concluso Pietrucci – oltre che gettare tantissime famiglie, spesso monoreddito, nello sconforto più totale, significherebbe decretare la morte dell’Abruzzo interno e la totale impossibilità di risollevarsi per lunghissimo tempo”.

LOLLI: “SERVE NUOVO PARTNER E PIANO INDUSTRIALE”

“Nell’incontro avvenuto oggi alla presenza del sottosegretario De Vincenti sono state confermate purtroppo le pessime notizie, che già da tempo conoscevamo, sulla Micron”.

Lo ha affermato il deputato del Pd Giovanni Lolli.

“Lo stabilimento di Avezzano, che è la più grande azienda della provincia dell’Aquila e che rappresenta il volano essenziale e la risorsa più consistente nell’economia della Marsica con ricadute importantissime in un’area molto più vasta della Marsica stessa, è in questo momento avviato a un futuro assai incerto”.

“Grazie all’iniziativa dei lavoratori e dei sindacati e grazie alla determinazione e alla sensibilità del sindaco di Avezzano, che si è messo alla testa di uno schieramento ampio e unitario, abbiamo ottenuto che il governo fosse investito di un problema che non può essere un problema né marsicano, né della provincia dell’Aquila e neanche regionale ma rappresenta una grande questione nazionale”.

“Nella riunione di oggi è stato indicato un percorso che deve portare all’individuazione di nuovi partner e di un nuovo progetto industriale”.

“Si tratta di un percorso non facile durante il quale la Micron è chiamata ad assumersi fino in fondo tutte le sue responsabilità, un percorso che deve essere seguito direttamente dal governo ma che potrà camminare solo se la mobilitazione unitaria, democratica e civile dei lavoratori e dell’intera popolazione della provincia dell’Aquila farà sentire la sua voce con una determinazione adeguata alla dimensione del problema e del dramma che si potrebbe verificare”.

“Dobbiamo metterci tutti a disposizione del sindaco di Avezzano e delle organizzazioni sindacali per partecipare direttamente alle forme di mobilitazione che verranno indicate, spero che anche la Regione, oggi clamorosamente assente all’incontro di Roma, possa immediatamente assumere il ruolo e la responsabilità che gli competono  in una vicenda di questo genere”.

GENERAZIONE FUTURO: “SCANDALOSA ASSENZA PASSERA”

“La Micron di Avezzano ha annunciato che lo spin off tanto temuto avrà atto con 700 licenziamenti. Questo grave problema insieme alla chiusura della Cartiera Burgo e del Tribunale di Avezzano metterà definitivamente a tappeto il più grande bacino d’utenza abruzzese che è la Marsica”.

Lo ha sostenuto in una nota il coordinatore di Generazione futuro dell’Aquila, Daniele Tersone.

“Come si evince dalla cronaca i nostri rappresentanti stanno cercando in tutti modi di farsi sentire ma dall’alto si fanno orecchie da mercante. È scandaloso, il comportamento del ministro Passera assente all’incontro, proprio in questo delicato momento in cui le istituzioni, e in primis quelle con i ruoli più importanti dovrebbero prendersi cura dei lavoratori e tutelarli”.

“La situazione non è tollerabile, la politica faccia la sua parte in maniera seria e determinata per tutelare questo territorio. Generazione Futuro dell’Aquila esprime massima solidarietà nei confronti dei lavoratori e le loro famiglie dalla Micron promettendo mobilitazione attiva sul territorio al loro fianco”.