L’AQUILA – Rientra l’emergenza alluvione nell’aquilano, colpita da piogge torrenziali per gran parte della settimana che hanno provocato esondazioni del fiume Aterno e di altri corsi d’acqua nel territorio provinciale, allagamenti e problemi alla viabilità.

Pur  mantenendo lo stato di allerta la Prefettura dell’Aquila ha  comunicato “lo scioglimento del tavolo di coordinamento” istituito presso la sala operativa  proprio per far fronte all’emergenza maltempo per la quale ieri si era temuto perfino il pericolo, poi rientrato in serata, di esondazione del lago di Scanno.

“Continua – aggiunge in una nota la Prefettura del capoluogo – con il concorso degli Enti e delle Amministrazioni a vario titolo competenti territorialmente in materia di Protezione Civile, il monitoraggio di ogni eventuale situazione di crisi”.
Per giorni mezzi e uomini dei vigili del fuoco hanno fronteggiato con idrovore, mezzi escavatori e ruspe per Rimozione di tronchi d’albero, rami, pietre e detriti sia lungo il corso dell’Aterno sia in alcuni canali ostruiti da materiali del fiume che erano rimasti ostruiti durante l’alluvione.

Lavoro anche in abitazioni private e negozi, dove locali, cantine e garage sono stati completamente invasi dall’acqua: sedici persone, che dopo il terremoto hanno avevano trovato, non senza fatiche, un alloggio in affitto a causa dell’inagibilità dell’abitazione principale, sono state costrette a ricorrere all’ospitalità negli alberghi.

‘Sfollati-bis’ li hanno chiamati: le abitazioni sono state rese inagibili o a causa delle piogge o per rischi esterni di dissesto idrogeologico; per una decina di giorni saranno ospiti in strutture ricettive del capoluogo o dell’hinterland, dopodiché verrà valutato o il rientro nelle case oppure delle soluzioni alternative.

Problemi sono stati registrati anche nel territorio provinciale e nell’area del fiume Sangro, dove per precauzione, a Villa Scontrone, sono state evacuate delle famiglie che ieri sono rientrate in casa. Anche nel capoluogo, il primo dicembre scorso, in via precauzionale, sono state evacuate duecento persone nelle zone tra San Vittorino e Cansatessa.

Secondo una prima stima del presidente della Provincia dell’Aquila, solo relativamente alla viabilità, sono stati calcolati almeno dieci milioni di euro di danni, mentre il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha invocato lo stato di calamità naturale.

Inevitabili, come spesso accade in questi casi, le polemiche, anche di stampo politico, su ciò che poteva essere fatto per evitare una nuova ferita in un territorio già provato dal sisma del 2009: tutto ruota intorno alla messa in sicurezza del fiume Aterno. Il commissario Antonio Goio, intervistato da Abruzzoweb, ha già pronti tre progetti.

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