ROMA – Da una nuova ondata del coronavirus l’Italia rischia nel 2020 un crollo del 14% del suo pil e un’impennata del debito fino al 170%. La stima viene dall’Ocse, secondo cui se si si riuscirà invece a scongiurare il ritorno del nemico invisibile, il Pil dovrebbe calare dell’11,3% nel 2020 e risalire del 7,7% nel 2021.

Quanto al debito, si passerebbe invece dal 134,2% del 2019 al 158,2% del 2020, per poi riscendere al 152,2% del 2021.

L’organismo internazionale insiste perché Roma raddoppi i suoi sforzi in un programma di riforme strutturali, rilevando sul fronte ripresa che il turismo in Italia è particolarmente vulnerabile ad una crisi prolungata da una seconda ondata.