L’AQUILA – “L’agricoltura abruzzese va incontro a una nuova stagione di emergenze e la Giunta regionale rimane inerte: serve al più presto un confronto fra l’esecutivo e le associazioni di categoria del settore per stabilire una lista di priorità e azioni”.
Così il consiglieri dei gruppi Pd, Legnini Presidente, Abruzzo in Comune e Gruppo Misto, Silvio Paolucci, Dino Pepe, Pierpaolo Pietrucci, Antonio Blasioli, Americo Di Benedetto, Marianna Scoccia e Sandro Mariani, che chiedono alla Regione di confrontarsi con le sigle degli agricoltori già per giovedì 24 marzo, in occasione del Consiglio regionale.
“Troppe le lacune: inaffrontato – osservano – è il grave problema della crisi idrica che mette in ginocchio tanti territori; senza risposte e sostegni quello del caro gasolio che sta fermando tutto il comparto; la burocrazia ferma i pagamenti attesi dagli agricoltori e ad oggi non si registrano attività a ristoro dei danni sempre più ingenti provocati dalla fauna selvatica e poi c’è il tema dei Consorzi, che hanno bisogno di risorse e di una politica capace di metterli davvero a servizio dei territori”.
“Il dialogo con questo importante comparto della nostra economia deve essere costante – aggiungono – Hanno 120.000 addetti, rappresentano circa il 10 per cento del nostro Prodotto interno lordo, non è pensabile questa inerzia da parte del governo regionale! Abbiamo il problema dei prezzi del gasolio che influisce anche sulle misure per combattere la crisi idrica. Gli strumenti per calmierare i costi non stanno funzionando: anche il prezzo agevolato del gasolio agricolo è alle stelle per via dei rincari delle fonti energetiche. Come questa ci sono tante altre questioni, come quella dei canoni dei Consorzi e di sostegni capaci di evitare che gli aumenti si ripercuotano sull’utenza”.
“Serve la formazione, il supporto alla giovane imprenditoria agricola, misure per prevenire i danni della fauna selvatica. Noi siamo una regione che fonda sull’agricoltura parte del suo Pil, una regione che non può stare ferma, a maggior ragione dopo lo stop imposto dalla pandemia, che ha costretto tantissime attività anche agricole a gettare la spugna”, concludono.






