L’AQUILA – “Dopo i lavori che abbiamo promosso all’Aeroporto dei Parchi ci sono due scuole di volo, una delle quali internazionale, che vogliono venire all’Aquila a portare occupazione, non abbiamo più quel cesso pagato dalla città che avevano quelli dell’Aeroclub per usarlo come impianto personale”.

Linguaggio fin troppo schietto per il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che ha convocato i cronisti assieme all’assessore al ramo Emanuela Iorio e al dirigente Mario Corridore alle 10 per le 15, come si fa in caso di grandi e improvvise notizie.

Il primo cittadino ha tenuto banco da solo per dire la sua sulla vicenda dello scalo aquilano, da lui sempre definito a gestione privata, finanziato comunque con fondi pubblici e fin qui fallito nel suo progetto di rilancio commerciale, con tanto di autorizzazione revocata dall’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac).

Sul fallimento clamoroso di ogni possibile tentativo di volo passeggeri, Cialente è apparso più determinato rispetto alle sue uscite dei giorni scorsi, le prime in cui era parso almeno un po’ dubbioso.

“Abbiamo fatto questo esperimento ma, nonostante infiniti sforzi, il territorio non ha risposto perché questa è una città ancora ‘in terapia intensiva’ dopo il sisma: può darsi che, di qui a 5 anni, darà risposte diverse”.

Parole dure e provocatorie, da Cialente, anche per stroncare le polemiche sull’ipotesi di un centro commerciale da far sorgere nelle vicinanze della struttura, che per molti critici sarebbe l’unica vera motivazione di un progetto altrimenti incomprensibile perché destinato a esiti fallimentari.

“La grande distribuzione usa la città come la toilette e c’è battaglia politica perché si stanno toccando i loro interessi. La nostra unica colpa e aver investito 600 mila euro”, ha rivendicato il sindaco, facendo il punto sui fondi.

“Dal 1985 in poi, a fronte di una cifra di 6 euro l’anno che pagava per l’occupazione di suolo pubblico, l’Aeroclub ha incassato contributi per 702 mila euro. Quell’Aeroclub veniva mantenuto dalla città – ha detto – Come lavori, tra il 1998 e il 2007 ci sono stati 5,7 milioni di euro stanziati, dei quali ben 4,1 non utilizzati. Di questi, 3 milioni sono stati stanziati con assessore regionale Giorgio De Matteis”, oggi bellicoso consigliere comunale di opposizione.

“Con la Giunta Cialente – ha proseguito il primo cittadino – è stato completato l’edificio per la protezione civile che ora ospiterà l’Agenzia delle dogane, che altrimenti avrebbe lasciato L’Aquila, e poi sono stati fatti i lavori per il G8 da 2,5 milioni” a seguito del summit dei capi di Stato mondiali spostato in Abruzzo dopo il terremoto del 6 aprile 2009.

“Abbiamo speso 718 mila euro rendendo l’impianto operativo e spendendo soldi inutilizzati che risalivano al 1998 – il conto di Cialente – Poi abbiamo investito 596 mila euro in 3 anni per lo start-up con l’edificio nuovo, che ne vale molti di più, e che ha costituito una partita di giro con la società di gestione Xpress. Oggi abbiamo un aeroporto funzionante e senza aver speso milioni, come si dice”.

CHE COSA AVEVA DETTO L’AEROCLUB

“PROGETTO SCELLERATO E NON FUNZIONANTE”

Alla luce delle ultime vicende che hanno coinvolto l’aeroporto di Preturo, al fine di assicurare alla cittadinanza una corretta informazione, è doveroso da parte dell’Aero Club L’Aquila precisare alcuni punti inerenti la vicenda.

Occorre ricordare che in occasione del sisma dell’aprile 2009, in seno alle capacità organizzative del Club che all’epoca dei fatti era il gestore dell’aeroporto di Preturo, fu possibile operare con i mezzi aerei rendendo le drammatiche operazioni di protezione civile più efficienti.

Già all’epoca infatti, la struttura aeroportuale realizzata durante la quarantennale gestione dell’Aero Club L’Aquila era più che idonea alle operazioni dei mezzi aerei di protezione civile.

Precisiamo che nel 2009 la struttura aeroportuale non rientrava neanche tra quelle inserite nel piano d’emergenza del comune dell’Aquila in caso di calamità naturale, ma nonostante ciò, superata la fase acuta della crisi, l’amministrazione comunale ricompensò l’Aero Club L’Aquila omaggiandolo con un avviso di “sfratto” dai locali dell’aeroporto al fine ultimo di rendere l’aeroporto idoneo al volo di aeromobili commerciali.

L’operazione degna di un blitz antimafia con tanto di celerini in assetto antisommossa, venne conclusa il mattino del 12 dicembre 2009 durante la quale fu trascurata l’esibizione della documentazione che attestasse la legalità dell’atto a seguito del quale fu estromesso definitivamente dalla propria sede storica l’Aero Club L’Aquila.

L’amministrazione comunale ha perseverato nel portare avanti la trasformazione dello scalo nell’intento di renderlo aperto al traffico aereo commerciale nonostante tutte le evidenti criticità orografico/tecniche (da sempre note a tutti gli esperti del settore) dalle quali è naturalmente caratterizzato l’aeroporto di Preturo.

Oltretutto Preturo non avrebbe avuto comunque un futuro sostenibile a causa del ristretto bacino di utenza per il quale non riuscirà mai a raggiungere la soglia dei 500 mila passeggeri l’anno, quella minima individuata dall’Enac (Ente nazionale aviazione civile) perché ci sia convenienza a tenere aperto uno scalo commerciale.

Tali motivazioni rendono palese l’irrealizzabilità del progetto e da sempre sosteniamo che l’obiettivo del “commerciale” era e resta un progetto scellerato e utopico che come unico risultato avrebbe portato inevitabilmente a un enorme e inutile dispendio di denaro pubblico.

Non entrando in merito alla chiarezza riguardo le varie vicende sulle diverse società di gestione avvicendatesi sullo scalo, a oggi i risultati ottenuti sono evidenti a tutti: aeroporto chiuso al traffico aereo commerciale (nota Enac n°36/2015 del 13.04.2015) e tra le varie motivazioni individuate da Enac per giustificare la chiusura si legge: “è stata accertata la carenza di interesse pubblico sotto il profilo trasportistico nazionale e internazionale”.

Giunti a questa ufficiale conclusione, l’Aero Club L’Aquila è qui a commentare le vicende dell’aeroporto di Preturo soltanto grazie alla volontà e alla perseveranza dei soci del sodalizio.

Infatti a causa dell’estromissione da Preturo, dopo un periodo di delocalizzazione logistica e operativa dei nostri velivoli, abbiamo realizzato un nuovo aeroporto a Est della città dell’Aquila tra i comuni di Poggio Picenze e Fossa denominato “Aviosuperficie L’Aquila”.

La struttura, operativa dall’estate del 2012, è stata realizzata con fondi privati dei soci del sodalizio senza usufruire di un solo euro di fondi pubblici. L’aviosuperficie è oltretutto stata realizzata in base a una legge regionale che ci obbliga a ospitare tutti i traffici di protezione civile nel caso di emergenza o di necessità.

Da ottobre 2013, l’aviosuperficie è stata certificata da Enac per l’uso aerodidattico da parte della scuola di volo e a oggi sul nostro scalo vengono svolte le attività di volo sociale e scuola del nostro sodalizio ripristinando l’esatta situazione esistente prima del 2009 a Preturo.

Oltretutto il nostro Club è entrato in maniera decisa e professionale anche nel mondo degli aeromobili a pilotaggio remoto “droni” realizzando una base operativa per la didattica teorico/pratica sull’aviosuperficie ed effettuando corsi teorici in tutto il territorio nazionale.

Si può riscontrare direttamente dal sito web dell’Enac la nostra ultima certificazione ottenuta come 6ª scuola di volo italiana per l’abilitazione alla pratica sui droni (seconda nel Centro Sud).

Tutto ciò ribadiamo sia avvenuto totalmente a costo zero per la collettività non avendo usufruito in nessun modo di fondi pubblici così come non gravò nulla sulla cittadinanza aquilana la gestione dell’aeroporto di Preturo quando lo scalo era gestito dall’Aero Club L’Aquila.

Oltretutto sia nel 2014 che nel 2015, il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico d’Abruzzo ha effettuato presso il nostro nuovo scalo a Poggio Picenze il rinnovo delle abilitazioni annuali del personale volontario per operazioni di soccorso con l’elicottero in dotazione al servizio 118 in maniera del tutto gratuita per gli operatori e per la collettività.

Alla luce di tutto ciò, considerando che l’aeroporto di Preturo torna a essere a tutti gli effetti l’aeroporto preesistente con la limitazione di essere aperto ai soli velivoli di base e non al traffico nazionale di aviazione generale (rif. Notam Liia-C0313/15), evidenziamo che a L’Aquila avremo ben due aeroporti aperti alla protezione civile.

C’è un però… mentre la nostra aviosuperficie non ha gravato nella maniera più assoluta sulle casse pubbliche, quanto è costato tentare di adeguare Preturo al volo commerciale per poi declassarlo nuovamente a scalo privato e di protezione civile?

Forse quei fondi spesi inutilmente potevano essere investiti per progetti mirati a beneficio fattivo della comunità aquilana.

Fino a qualche tempo fa era l’Aero Club L’Aquila a essere etichettato ostativo allo sviluppo della città considerata l’obiettività critica della nostra associazione riguardo il progetto di sviluppo commerciale dello scalo aquilano.

Preturo, a seguito dell’esoso investimento dei contribuenti grazie al beneplacito dell’amministrazione comunale, torna a essere un aeroporto più limitato rispetto a prima in quanto aperto al solo traffico privato di base cosa ampiamente garantita dalla nostra nuova aviosuperficie la quale era e resta una realtà aperta a tutto il traffico, anche alla protezione civile.