L’AQUILA – La Regione Abruzzo revoca il finanziamento di 800 mila euro alla società Xpress per l’assunzione di 60 addetti all’Aeroporto dei Parchi di Preturo (L’Aquila), ma il suo amministratore unico Giuseppe Musarella afferma, incredulo, “di non saperne assolutamente nulla”.
Non è ancora arrivata a destinazione, infatti, la lettera recapitata dagli uffici del settore Lavoro alla società che ha in gestione lo scalo aquilano, nella quale si spiegano punto punto tutte le motivazioni che hanno portato al congelamento del finanziamento del bando Lavorare in Abruzzo tre, come annunciato oggi dall’assessore regionale al Lavoro Paolo Gatti.
“Quando riceveremo la lettera decideremo come comportarci – afferma Musarella ad AbruzzoWeb – Se il finanziamento fosse stato realmenterevocato e se si dovesse riscontrare un’inadempienza da parte della Regione, potremmo fare ricorso al Tar”.
L’imprenditore precisa, però, che è “ancora presto” per poter parlare di eventuali azioni e, nel frattempo, chiede un incontro all’assessore Gatti col quale, dice, di non aver mai parlato, “nonostante ripetute richieste di incontro dal 1° novembre a oggi”.
“Sono rimasto sorpreso da questa notizia appresa dai giornali. Stiamo cercando di contattare la segreteria dell’assessore da ore, ma non risponde mai nessuno – ironizza Musarella – Vorrei poter leggere la documentazione prima di poter decidere cosa fare”.
Sono cinque le motivazioni che hanno portato alla revoca del finanziamento alla X press, come spiegato da Gatti: per 10 lavoratori si attesta, infatti, l’assenza del requisito soggettivo della residenza in Abruzzo prima del 1° novembre 2012, come previsto dall’articolo 4 del bando; per altri 6 lavoratori, che sono stati licenziati quasi subito, e per altri 5 che si sono dimessi, si fa notare che non possono concorrere ai fini della permanenza dei livelli occupazionali; per un’altra lista di 19 lavoratori viene contestato l’espediente del distacco al momento per gli uffici non è conforme alla legge 276/2003, utilizzato per assumere in Abruzzo e far lavorare le persone fuori regione in attesa che lo scalo del capoluogo possa entrare a regime.
Neppure la fideiussione bancaria richiesta dal bando a garanzia degli investimenti andrebbe bene, perché emessa da un soggetto che non rientra tra quelli elencati all’articolo 107 del Testo unico bancario.
Un secco ‘no comment’ arriva dal direttore del settore politiche del lavoro della Regione, Giuseppe Sciullo, che si sta occupando dell’iter del bando Lavorare in Abruzzo Tre.
“Non posso dire se la lettera sia stata aspedita oppure no e non posso rivelarne il contenuto – dice – Questo è un procedimento ancora in itinere”.
Lo scorso 30 novembre, in attesa di un colloquio con l’assessore Gatti, l’amministratore unico di X press Musarella ha avuto un primo incontro con il dirigente regionale.
“Il dottor Sciullo ci ha spiegato che i fondi non sono stati erogati ancora a nessuno e che ci sono state delle difficoltà a livello burocratico per tutte le aziende, non solo per la nostra nell’interpretazione di alcune situazioni legate anche all’aspetto documentale delle pratiche”.
CIALENTE: ”LA REGIONE OSTACOLA L’AEROPORTO AQUILANO”
“La Regione sta facendo di tutto per ostacolare l’aeroporto aquilano, ormai è evidente a tutti”.
Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente non ha dubbi sulla volontà politica di bloccare lo sviluppo dello scalo di Preturo.
“C’erano due milioni e 400 mila euro di fondi Fas per l’aeroporto del capoluogo che sono bloccati perché la Regione ha mandato una richiesta all’Unione Europa per sapere se fossero aiuti di stato – prosegue il primo cittadino – Due pesi e due misure, visto che dagli stessi fondi sono stati tranquillamente attinti 8 milioni di euro per lo scalo pescarese senza colpo ferire”.
Ci sarebbe lo zampino della Regione e in particolar modo del vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis, anche per quanto riguarda l’inizale ‘no’ del ministero dei Trasporti all’apertura dello scalo commerciale aquilano, con una lettera inviata all’Enac (Ente nazionale dell’aviazione civile), lo scorso settembre.
“Le pressioni al ministero sono arrivate dalla Regione e dallo stesso De Matteis”, conclude Cialente.






