AVEZZANO – Un giorno decisivo oggi per l’Aciam, la società consortile del ciclo dei rifiuti, con 48 comuni soci della Marsica e dell’Aquilano, e su cui grava un debito di breve termine di circa 2 milioni di euro: oggi alle 16 nella sede di Avezzano è in programma l’assemblea dei soci, con l’ordine del giorno la controversa modifica dello statuto, che prevede la possibilità per un socio privato di ottenere la maggioranza delle quote. Rispetto all’assetto attuale dove il socio di minoranza, con il 46,8%, è la Tekneko di Umberto Di Carlo.
Una volta approvato lo statuto per perorato dallo stesso cda, presieduto da Maurizio Bianchini, espressione del comune più pesante tra i soci pubblici, Avezzano, i comuni avranno anche facoltà di uscire dalla società e mettere sul mercato le loro quote. E la Tekneko avrebbe il diritto di prelazione sull’acquisto.
Una scelta che ha spaccato in due la compagine societaria, L’unione dei comuni si è detta favorevole, la maggior parte dei sindaci sia favorevoli che contrari non si sono espressi con passaggi formali in consiglio, mentre sono passati ai fatti i Comuni di Celano, Carsoli e Pescina, che in consiglio hanno già votato no ad una ipotesi che comporterebbe il rischio che la parte pubblica soccomba ad un privato che potrà fare il belle e cattivo tempo. Non solo, il neoconsigliere regionale Giampaolo Lugini, eletto il 10 marzo con la civica del riconfermato presidente Marco Marsilio, di Fdi, già vicesindaco del resto, e ora semplice consigliere al Comune di Carsoli, ha portato il caso l’8 agosto scorso nella commissione di Vigilanza del consiglio regionale, avanzando di fatto dubbi, e chiedendo relativa documentazione sull’ingresso mediante gara, di Tekneko in Aciam, nel 2005.
Di Carlo, a sua volta in una intervista ad Abruzzoweb, ha spiegato che “avere la maggioranza o la minoranza delle quote di Aciam, per noi di Tekneko è un falso problema. Quello che ci sta a cuore è superare questa crisi congiunturale con una ricapitalizzazione, con un cambio di statuto. Aciam ad oggi è una società di scopo, può occuparsi solo della gestione dell’impianto di Aielli, e del trattare i rifiuti che lì vengono conferiti, della produzione e vendita di biogas e compost. Ed è allo stato attuale una società bloccata, nata nel 2005 con una normativa che anche oggi gli impedisce di avere affidamenti in house e senza gara, è una società che non può fare gare, è una società che non può operare di fatto sul mercato, fare profitti. Con il cambio di statuto diventerebbe invece un’azienda normale”. L’ex candidata sindaco di Forza Italia nel 2020 ad Avezzano e poi alle regionali di marzo, Anna Maria Taccone, ex presidente dell’Aciam ed economista, ha invece sostenuto, intervistata da Abruzzoweb, che con le quote maggioritarie ad un privato i comuni nulla potranno fare in futuro, contro eventuali aumenti di tariffe per il servizio rifiuti.
Decisivo sarà in ogni caso superare la situazione di deficit, con 800.000 euro di ricapitalizzazione a carico di tutti i soci, in base alle quote, con la metà a carico di Tekneko. I debiti dell’azienda a breve e lungo termine sono però di oltre 15 milioni di euro, corrispondenti ai mutui in essere di 12,8 milioni, principalmente per la realizzazione dell’impianto di Aielli.






