L’AQUILA – Sara Marcozzi, candidata alla Presidenza della Regione Abruzzo per il Movimento cinque stelle, non si è presentata all’incontro con i sindaci impegnati nella lotta al caro pedaggi sulla A24 e A25.

Un atteggiamento che ricalca quello del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, dello stesso gruppo, che in diverse occasioni non ha ricevuto la delegazione di primi cittadini a Roma e che oggi non si è presentato nonostante un formale invito.

Il dato emerge dall’ultima riunione, che si è svolta oggi pomeriggio a Carsoli (L’Aquila), alla quale erano stati inviatati tutti i candidati presidenti, per discutere urgentemente dello stato dell’arte della lotta per evitare “il salasso” sulle due arterie gestite da Strada dei Parchi, società privata dell’abruzzese Carlo Toto. 

La riunione, giudicata “proficua”, si è svolta in un clima di “estrema urgneza” poiché è imminente la fine della sospensione degli aumenti dei pedaggi, di circa il 19%, che sarebbero scattati il primo gennaio se non fossero stati bloccati, fino al 28 febbraio, dalla stessa Strada dei Parchi.

“Marco Marsilio, Giovanni Legnini e Stefano Flajani ci hanno dato il loro appoggio per questa battaglia e si sono impegnati alla creazione di un tavolo Stato-Regione, con la presenza dei sindaci, per risolvere definitivamente il caro pedaggi e avere certezze sulla sicurezza delle nostre autostrade”, ha dichiarato ad AbruzzoWeb il sindaco di Carsoli, Velia Nazzarro, portavoce degli amministratori.

All’incontro erano presenti i due candidati del centrodestra e del centrosinistra, mentre l’avvocato Flajani di CasaPound, impegnato in un appuntamento con il segretario nazionale del partito Simone Di Stefano nel Teramano, “ci ha contattati telefonicamente per scusarsi e ci ha inviato una e-mail dove manifesta il sostegno alla nostra battaglia”, ha aggiunto. 

Mentre il M5s ha preferito il “silenzio elettorale”: “Abbiamo saputo ufficiosamente che la candidata Sara Marcozzi era impegnata, ma non abbiamo avuto alcun riscontro da parte sua, né una telefonata, né un messaggio, ma non importa, andiamo avanti lo stesso”, ha precisato Nazzarro.

Per la Regione Lazio ha partecipato l’assessore Mauro Alessandri, delegato dal presidente Nicola Zingaretti, “nessuno in rappresentanza della nostra Regione”, sottolinea il primo cittadino.

“Abbiamo esposto ai candidati tutto il lavoro fatto in questo anno, riassumendo tutte le criticità riscontrate sia in termini di sicurezza che di rincari autostradali – aggiunge – Per noi è importante che il futuro presidente d’Abruzzo conosca i fatti, perchè l’11 febbraio arriva preso ed è importante che poi vengano mantenuti gli impegni presi”.

“Il 25 gennaio abbiamo scritto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ai residenti di Camera, Roberto Fico, e Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, della Commissione trasporti della Camera, Alessandro Morelli, e Lavori pubblici del Senato, Mauro Coltorti e, ovviamente, al ministro Toninelli a tutti abbiamo chiesto un incontro ed esposto tutte le criticità che secondo noi vanno affrontate con urgenza”, ha concluso.

Il tutto arriva in un clima di nuove preoccupazioni per la sicurezza dei viadotti delle autostrade: c’è anche il ponte “Moro”, che si trova sull’A14 in Abruzzo, infatti, tra i cinque viadotti finiti sotto la lente d’ingrandimento della magistratura nel filone d’inchiesta partito dal fascicolo sul crollo del ponte Morandi a Genova.

I nuovi indagati avrebbero modificato, “edulcorandole”, le relazioni sullo stato dei viadotti controllati, ritardandone i lavori di manutenzione: il “Pecetti” e il “Sei Luci” di Genova, il viadotto “Gargassa” a Rossiglione (Genova), il “Paolillo” sulla Napoli-Canosa e appunto il “Moro” vicino Pescara.

Secondo l’accusa, le certificazioni rilasciate sullo stato dei viadotti non erano corrispondenti al vero stato delle infrastrutture attenzionate. 

La circostanza era emersa negli interrogatori dei testimoni durante le indagini della Procura di Genova sul crollo di ponte Morandi.

Il “Moro”, lungo 1123 metri, è caratterizzato da 25 campate e la sua altezza raggiunge i 45 metri. La sua costruzione fu ultimata nel 1968, un anno prima dell’apertura al traffico del tratto autostradale.