L’AQUILA – “Premesso che la vicenda non mi appassiona, posso solo invitare alla calma, ma ricordo a Benedetti che anche Giovanni Lolli non è tra i relatori della festa dell’Unità, non capisco perché ci si arrabbi, io comunque preferisco che a parlare siano i giovani, perché li sento come figli, anzi gli dico di fare ancora di più”.
Non si sbilancia, ostenta lontananza e neutralità il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, nel commentare il conflitto esploso all’interno del Partito democratico, il suo partito, tra il presidente del consiglio comunale Carlo Benedetti e il segretario cittadino Stefano Albano.
Ma a leggere tra le righe qualche bacchettata a Benedetti, Cialente la vibra eccome, prendendo posizione per i “giovani”, ovvero per Albano, nuova leva del pd cittadino, anche se con già molti anni di militanza alle spalle.
Il conflitto è esploso allorchè Benedetti si è piccato non poco per non essere stato invitato a parlare alla festa nazionale dell’Unità, lanciando accuse al segretario cittadino per questa esclusione. Albano ha negato l’esclusione, ma sono volate comunque parole grosse tre i due attraverso Facebook.
Fonti bene informate raccontano in realtà di un Cialente non poco piccato nei confronti di Benedetti. Ed anche dentro il partito, cresce l’insofferenza per il presidente del consiglio che, non è un mistero, punta a candidarsi sindaco alle prossime elezioni comunali della primavera 2017.
Un ammonimento a Benedetti, ex esponente dei Comunisti Italiani, suonano anche altri passaggi delle dichiarazioni del sindaco.
“Il Pd è una comunità, sono cresciuto in un partito, il Pci, che era anch’esso una comunità, come lo era del resto la Democrazia cristiana, e anche il partito socialista, il movimento sociale. dove ci si trovava, e si discuteva all’interno, non fuori”.
Fuori dal partito, intende il sindaco, secondo consolidate pratiche, ad esempio postando su Facebook attacchi al vetriolo, come ha fatto Benedetti, cosa poco commendevole per chi come lui, lascia forse intendere Cialente ha fatto parte di quelle comunità politiche, e che dovrebbe avere nel dna un certo modo di fare. Molto più perdonabile invece Albano, nativo digitale.
“Mi sembra – commenta ancora Cialente – che nel Pd aquilano, dove c’è grande fibrillazione in vista delle elezioni comunali, ci si guarda molto nell’interno, in uno stato di contrapposizione, e lo stesso avviene a livello nazionale”
“Non ci si rende conto invece che la politica è una cosa seria – conclude didascalico Cialente – perché ha a che fare con una visione della vita. Ho l’impressione che nessuno si preoccupa più di evidenziare che la nostra visione è diversa da quella di Forza Italia e del Movimento 5 stelle. Io mi metto dalla parte dei cittadini che assistono a questo scontro che vedono nel Pd Matteo Renzi e Massimo D’Alema che arrivano ad odiarsi”.




