L’AQUILA – “Un’ampia consultazione di 2 mesi sul sito della Regione per capire le esigenze degli imprenditori, specialmente di quelli più giovani e innovativi” sul tema caldo dei fondi Por Fesr (Programma operativo regionale – Fondo europeo di sviluppo regionale), 231,5 milioni di euro da spendere entro il 2020 presto e bene, al contrario di quanto avvenuto in passato.

Ad annunciarlo ai microfoni di AbruzzoWeb l’autorità di gestione dei finanziamenti Por Fesr, Giovanni Savini, che è capo dipartimento della Presidenza della Giunta regionale con delega ai Rapporti con l’Europa: “Vogliamo dare un segno di profonda discontinuità rispetto al passato e cercare di intercettare le energie più innovative e intraprendenti”, spiega.

Un’intervista rilasciata, va chiarito, qualche giorno prima di quella, più veemente nei toni, in cui sempre a questo giornale Savini ha evocato “persone che bussano alla mia porta e che chiedono corsie preferenziali. Senza prosciutto in mano, certo, ma poco ci manca”.

La concertazione che servirà a ripensare e migliorare gli ingranaggi della programmazione europea che, nella tornata precedente, 2007-2013, con 317 milioni disponibili, come lo stesso dirigente ha denunciato a questo giornale, è andata a lungo alla moviola prima di sbloccarsi e per il futuro dovrà correre sempre di più.

Obiettivo finale della consultazione delle categorie interessate è la definizione del Piano di rafforzamento amministrativo (Pra) che vuol dare una marcia in più per la gestione dei nuovi fondi.

“Abbiamo scritto un piano di 44 misure precise e mirate, confrontandoci con il sistema imprenditoriale, per andare a semplificare l’attività amministrativa regionale e rendere più semplice per gli utenti l’accesso a questi fondi – spiega Savini – Abbiamo immaginato misure di riallocazione del personale, interventi sulla formazione interna, strumenti di semplificazione procedurale quali i costi standard per evitare che gli imprenditori abruzzesi passino troppo tempo a rendicontare e meno a immaginare innovazione e sviluppo”.

La riforma del sistema è una risposta a quanto riscontrato dal referente della Commissione Europea Luigi Nigri, intervenuto di recente a un evento sul tema, ovvero “una debolezza strutturale delle amministrazioni, non solo l’Abruzzo, tanto che abbiamo condizionato l’approvazione dei programmi europei alla confezione di piani di rafforzamento amministrativo vincolanti”.

“Siamo stati tra i primi ad approvare il Por Fesr, adesso ci dobbiamo concentrare per evitare la dispersione rispetto agli obiettivi strategici della Regione”, commenta il presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso.

“Inoltre dobbiamo puntare dalla spesa alla qualità dei risultati, perché in passato il risultato era dimostrare che si era speso, infine occorre un monitoraggio efficace – conclude – Questi obiettivi si centrano solo con progetti di qualità”. (alb.or.)