PESCARA – “Non ho scelta, con lo stipendio che prendo e con un marito che va avanti col reddito di cittadinanza, non riesco a mantenere i miei due figli piccoli, quindi mi prostituisco quattro o cinque volte al mese. Mio marito credo abbia capito, ma la nostra situazione è talmente difficile che non mi ha ancora chiesto nulla al riguardo”.

Ha 32 anni e una vita tutt’altro che semplice M., giovane della provincia di Pescara con un lavoro a tempo determinato da rinnovare ogni tot mesi e con un salario da circa 800 euro al mese, una cifra che, insieme al reddito di cittadinanza che prende il marito disoccupato, non può garantire a lei, al marito e ai due figli piccoli un minimo di serenità tra affitto, bollette e tutte le altre spese che vanno affrontate ai tempi dell’esplosione della crisi energetica.

“Non riusciamo ad andare avanti senza restare svegli di notte per le preoccupazioni, per la paura di non farcela – dice M. ad AbruzzoWeb -. Mio marito, disoccupato, prende il reddito di cittadinanza, mentre io resisto con un lavoro precario che può svanire da un giorno all’altro. Abbiamo due figli piccoli che meritano di vivere con tranquillità, se io e mio marito siamo ancora in piedi è solo ed esclusivamente per loro”.

“Una sera di qualche mese fa, di fronte alle bollette e all’affitto non ancora pagato – racconta la ragazza – e di fronte alle lacrime di mio marito che per tagliare ulteriormente le spese ha rinunciato all’automobile, ho capito di non avere scelta. E così, anche se con la morte nel cuore, ho cominciato a far capire a qualcuno degli uomini che conosco e che mi hanno sempre riempita di complimenti per il mio aspetto fisico, che sarei stata disponibile. All’inizio non credevo neanche io, e neppure loro, a quello che stavo facendo. E invece…”.

“Non posso provare vergogna, perché in questo modo riesco a garantire alla mia famiglia quei soldi che ci danno modo di respirare – continua M. -. Non so quanto durerà questa storia, i nostri figli sono ancora piccoli e quindi non capiscono perché la loro mamma certe volte si assenta e li lascia con papà. So però che mio marito ha capito e si è chiuso in se stesso, ma so, al tempo stesso, che per pagare almeno l’affitto non ci sono più problemi”.

“Purtroppo – conclude la ragazza – la mia situazione non è l’unica di questo tipo, conosco almeno altre due persone che fanno quello che faccio io. E sono tante le famiglie in crisi perché non arrivano più alla fine del mese. E con gli stipendi che vengono offerti, anche se si lavora in due, la situazione non migliora affatto. Eppure, basterebbe aumentarli di poco per evitare che le famiglie vadano in rovina”. (r.s.)