L’AQUILA – In cupi tempi di pandemia, arrivata alla sua quarta ondata, i conti della sanità sono saltati ovunque, con un deficit che viaggia alla cifra monstre di quasi 3 miliardi di euro alla fine dell’anno.
Per il solo Abruzzo il conto dell’emergenza sanitaria è di un passivo di 135.622.937 a fronte di un disavanzo che già supera, al terzo trimestre, 101 milioni di euro. Ma la sanità regionale è in ottima compagnia, visto che ovunque la situazione è tragica.
La panoramica è offerta dal sito Ius & management, elaborando i dati aggiornati a dicembre del ministero della Salute. Dati che “non sono incoraggianti, e ci sono regioni che hanno numeri veramente preoccupanti”, il laconico commento. Basti fare l’esempio della Toscana, dove il deficit al terzo trimestre è a 470 milioni e potrebbe arrivare a fine anno alla cifra enorme di 633 milioni, tanto che il presidente Eugenio Giani, Partito democratico, ha annunciato l’amara ipotesi di aumentare le tasse, di tagliare investimenti già preventivati in edilizia sanitaria e case della salute.
Panoramica che offre una chiave di lettura anche sul duro scontro che si è innescato in Abruzzo con l’ex assessore regionale alla Sanità e ora capogruppo del Pd Silvio Paolucci, e l’assessore in carica, Nicoletta Verì della Lega proprio sulla consistenza del debito sanitario. Paolucci parla di conti ormai fuori controllo e che non possono essere compensati con i fondi aggiuntivi garantiti dal governo proprio per le spese dell’emergenza pandemica, 200 milioni per l’Abruzzo. Questo quando il tavolo di monitoraggio dei ministeri competenti del 13 dicembre, avrebbe bocciato i conti della regione, ufficializzando un deficit che si aggirerebbe appunto sui circa 130 milioni di euro, in un comparto uscito dal decennale commissariamento nel 2016, ma ancora “convalescente” e “sotto tutela”. I rappresentanti del governo sarebbero arrivati ad agitare addirittura lo spauracchio di un nuovo commissariamento a partire dal prossimo mese di marzo se il debito non sarà ripianato prima.
Diversa la lettura di Verì, che evidenzia che in realtà il saldo è attivo per il 2020 per 4 milioni di euro, e che il disavanzo tendenziale sarà ridotto con misure allo studio del governo “I contributi, a valere per il 2020, erogati dal Governo nazionale per fronteggiare le maggiori spese legate alla gestione dell’emergenza pandemica, hanno garantito l’equilibrio del sistema”, ha anche aggiunto.
Durissimo poi il vice segretario della Lega in Abruzzo, Massimiliano Foschi, cardiochirurgo dell’ospedale di Chieti, che ha definito “gravi e strumentali” le polemiche dell’opposizione di centrosinistra sulla sanità abruzzese, come se non ci fosse stata la pandemia.
Resta il fatto che il debito, seppure non solo per l’Abruzzo, resta un macigno, che sarà lasciato in eredita dal covid 19 tanto che un accorato appello è arrivato ieri dal governatore della Liguria, Giovanni Toti, secondo cui “per fronteggiare il virus le Regioni hanno speso tantissimo e ricevuto meno dallo Stato. Il governo dunque più che emanare circolari, deve aumentare i fondi nella legge di stabilità”. Toti quantifica in due 2 miliardi la somma minima, mentre però si discute su una cifra di 600 milioni e rivela il governatore, “il governo ha previsto molto meno, ma quei 600milioni sono il minimo indispensabile. Altrimenti, c’è il rischio che le sanità regionali vadano in tilt”.
Ed è quello che sostiene Ius & management, secondo e il “trend” venisse confermato, ci ritroveremmo a fine anno con un deficit del sistema sanitario di quasi 3 miliardi. Una cifra non sostenibile.
Se il buco di fine anno per l’Abruzzo viene quantificato in -135.622.937, con una perdita di esercizio nel terzo trimestre pari già a -101.717.202,88, accade che in Toscana, come detto, il debito di fine anno arriverà addirittura a -633.404.694 euro.
E non sta messa meglio la Puglia, a -458.689.544 euro, la Sicilia a -330.872.444 euro.
In Piemonte il deficit è di -372.616.166 euro, in Emilia-Romagna di -312.965.667 euro, nel Lazio di -177.617.458 euro, in Friuli-Venezia Giulia di -164.488.945 euro, in Liguria di -156.687.734, in Umbria di -104.206.405 euro.
E ancora in Sardegna deficit presunto al quarto trimestre a -83.674.665 euro, in a Calabria a -74.223.803in Valle D’Aosta a -3.897.442 euro, nelle Marche a -42.583.648, in Molise a -40.262.723 euro, in Campania a -15.219.750 euro, in Basilicata a -10.144.113.






