CELANO – “Un clima omertoso e incline ad assecondare pienamente i desideri di Piccone, da cui è scaturita una spirale di reati contro la pubblica amministrazione che si sono succeduti con ritmo incalzante nei pochi mesi di monitoraggio senza soluzione di continuità e senza un’effettiva dissociazione da parte di nessuno degli indagati”.
E’ questa la motivazione che ha indotto il collegio del Riesame, che riguardano la posizione dell’ex segretario comunale Giampiero Attili. Attili resta sottoposto alla misura dell’interdizione per sei mesi per “gravi indizi di colpevolezza, nell’ambito della clamorosa inchiesta “Acqua fresca”, che vede inquisiti il sindaco di Celano, Settimio Santilli, he dopo la revoca dei domiciliari, ha ora è obbligato al divieto di dimora nel comune marsicano.
Santilli non si è dimesso dalla carica a differenza dell’altro indagato eccellente, l’ex parlamentare ed ex consigliere regionale di Fi e Pdl, il vicensindaco Filippo Piccone, che ha da poco ottenuto la revoca dell’arresto in carcere, dopo tre settimane in cella a Vasto. Anche per lui c’è l’obbligo di dimora.
Altra novità nell’inchiesta è che è stata revocata la misura interdittiva per l’architetto Lucio Zazzara, attuale Presidente del Parco Nazionale della Maiella. Accolto infatti il ricorso del professionista e annullato il divieto di esercitare attività professionali o imprenditoriali per un anno.
Si legge ancora nelle motivazioni del Riesame: “pur se nel Comune di Celano era diffusa la prassi di falsificare le delibere e le determinazioni, i ripetuti accessi dei Carabinieri nel 2018 sembrano aver assicurato le fonti di prova necessarie, insieme alle intercettazioni, a sostenere le accuse” e ancora “Quello tenuto a Celano, è un modello che si è perpetuato nel tempo, ben oltre lo spettro temporale fotografato dalle indagini, frutto di una gestione dell’amministrazione personalistica e accentratrice, facente capo direttamente a Filippo Piccone”.






