ROMA – Diluvio di bombe sull’Iran per decapitare il regime. Un raid ha preso di mira il palazzo dove era riunita l’Assemblea degli Esperti per eleggere la nuova Guida Suprema. E’ Mojtaba Khamenei, 56 anni, figlio dell’ayatollah morto negli attacchi.
Il Comando Centrale Usa fa sapere che sono 50 mila i soldati assegnati alla guerra contro l’Iran, e altri sono in arrivo: ‘Operazione senza precedenti, raddoppiati gli attacchi rispetto al 2003 in Iraq’.
L’Iran prende di mira le sedi diplomatiche Usa nel Golfo: a fuoco il consolato a Dubai, missili sull’ambasciata a Riad, evacuate quelle in Iraq, Bahrein, Giordania e Kuwait. Evacuazioni anche da Arabia Saudita, Oman e Cipro. Nella notte allarme aereo in Israele.
L’Idf lancia una vasta offensiva sull’Iran (“colpite dozzine di siti”) e attacca il Libano a Beirut e Baalbek: almeno 11 i morti. Trump vede il cancelliere Merz: ‘L’Iran ora vuole parlare, ma è tardi’. Poi se la prende con Londra e Madrid per la posizione sulle basi. ‘I prezzi del petrolio saranno alti per un po”, aggiunge dicendosi disposto ‘a scortare le petroliere nello stretto di Hormuz’. Ma la Repubblica Islamica: ‘Ne abbiamo il controllo totale’. La Francia invia la portaerei De Gaulle nel Mediterraneo e dispiega mezzi a Cipro. Teheran piange le studentesse uccise in una scuola: migliaia ai funerali.
Le Forze di Difesa Israeliane hanno affermato di aver iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah nella capitale libanese Beirut, scrive Sky News. L’esercito israeliano ha emesso un avviso di evacuazione per 16 villaggi e città in Libano durante la notte, mentre questa mattina si è potuto osservare del fumo levarsi dal quartiere meridionale di Dahiyeh a Beirut.
Le Guardie Rivoluzionarie in Iran hanno dichiarato che le loro forze aeree hanno lanciato oltre 40 missili “alcune ore fa”, durante il 17/mo round dell’operazione contro obiettivi statunitensi e israeliani. Secondo Tasnim, i dettagli dell’operazione saranno resi noti dalle Guardie.
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha il “controllo totale” dello Stretto di Hormuz, un punto di strozzatura chiave per il commercio mondiale di petrolio all’ingresso del Golfo Persico. Lo affermano i pasdaran. “Attualmente, lo Stretto di Hormuz è sotto il controllo totale della Marina della Repubblica Islamica”, ha affermato Mohammad Akbarzadeh, un alto funzionario delle forze navali dell’Irgc, come riportato dall’agenzia di stampa Fars. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato ieri che la Marina statunitense potrebbe scortare le petroliere “se necessario” attraverso lo stretto.






