L’AQUILA – “Il progetto di legge regionale n. 79/2025 sul dolore pelvico cronico, approvato in V Commissione il 29 gennaio e in votazione domani in Consiglio regionale dell’Abruzzo, rischia di essere solo un provvedimento di facciata, così come la precedente legge sulla fibromialgia”.
Lo scrivono, in una nota, le Associazioni Vulvodinia e Neuropatia del Pudendo – ETS, ÆNDO Associazione Italiana Dolore Pelvico ed Endometriosi ODV, La Voce di Una è la Voce di Tutte ODV.
“Ancora una volta – spiegano -, il testo è privo di copertura finanziaria e istituisce un Osservatorio a costo zero, senza strumenti concreti per incidere sulla vita delle persone malate. Le associazioni e il personale sanitario competente non sono stati auditi in Commissione V: un grave vulnus democratico che ha compromesso la qualità del testo”.
“Senza risorse per la formazione del personale sanitario abruzzese, non sarà possibile garantire diagnosi tempestive né cure adeguate e le persone saranno costrette a continuare a migrare fuori regione per curarsi”, osservano le Associazioni.
“Per questo abbiamo depositato, tramite il consigliere Antonio Blasioli (Pd), quattro emendamenti migliorativi, che rafforzano in modo sostanziale il provvedimento”.
Quindi: “Il primo (n. 174) aggiorna le definizioni cliniche secondo la più aggiornata letteratura scientifica internazionale. Il secondo (n. 172) amplia i compiti in capo all’Osservatorio regionale, aggiungendo come obiettivo prioritario la formazione e l’aggiornamento del personale socio-sanitario regionale, conditio sine qua non per l’attuazione dell’intera legge. Il terzo (n. 173) stanzia 20.000 euro per la suddetta formazione. Il quarto (n. 166) propone di strutturare su tre livelli le Rete regionale per la prevenzione e la cura del dolore pelvico cronico e delle patologie correlate: a) centri di riferimento con competenze cliniche avanzate, b) centri territoriali per la diagnosi precoce e c) servizi di medicina territoriale (medicina generale, pediatri di libera scelta e consultori), per garantire omogeneità e appropriatezza delle cure”.
“Chiediamo al Consiglio regionale di approvare questi emendamenti per evitare che il PdL 79/2025 diventi l’ennesima norma simbolica, priva di effetti reali. Le persone che vivono con dolore pelvico cronico meritano una legge efficace e costruita con il contributo della società civile e della comunità scientifica. Non un Osservatorio che ‘osserva’ il vuoto che attualmente c’è in Abruzzo, bensì una rete di cura concreta, interdisciplinare e accessibile in tutto il territorio regionale”, concludono.






