TERAMO  –  Il Ministero della Cultura ha espresso proprio parere sulla legge della Regione Abruzzo, la quale ha tagliato la Riserva del Borsacchio, sottolineando violazioni costituzionali che questa decisione comporta. Tale posizione è stata trasmessa ufficialmente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Alla notizia si sono scatenate le reazioni del centrosinistra, contrarie al drastico taglio della stupenda area protetta tra Roseto e Giulianova, da 100 a 24 ettari, ma a non pensarla così uno dei fautori della riperimetrazione, Mauro Febbo, capogruppo di Forza Italia e ricandidato alle regionali del 10 marzo, spiegando che “non c’è stata nessuna bocciatura ma al momento ci troviamo di fronte a una interlocuzione  aperta dal Ministero della Cultura – Beni Culturali  con la Regione, come spesso avviene.

Ad intervenire il candidato presidente della regione dl campo largo, Luciano D’Amico:
“Sono molto preoccupanti le osservazioni ministeriali che leggiamo in merito alla Riserva del Borsacchio, soprattutto sul rischio di cementificazione, che la Giunta uscente ha sempre voluto minimizzare o addirittura  negare. Quelle propinate a gran voce dal centrodestra, Marsilio in primis, sembrano proprio rassicurazioni fallaci che si smontano leggendo il documento del Ministero, che esplicita chiaramente come nei territori interessati dalla Riserva del Borsacchio non ci sarà alcuna tutela paesaggistica e si potrà cementificare in modo pressoché indisturbato. Tutto questo perché la legge regionale innesca un mix micidiale, dato dal combinato disposto della riduzione della Riserva, da un lato, e dalla possibilità di derogare al regolamento comunale di Roseto e ai piani urbanistici, dall’altro. Oltre a questo, anche se basterebbe a depennare completamente la legge dalla storia di Regione Abruzzo, viene smentito anche quanto sostiene il centrodestra in merito alla tutela paesaggistica: l’applicazione dell’art. 142 del Codice dei beni culturali e del paesaggio presuppone, infatti, che esista una riserva. Viene poi confermato anche quanto abbiamo sempre sostenuto, e cioè che la legge è illegittima perché non ha rispettato il procedimento legislativo ed è stata approvata senza coinvolgere gli enti territoriali interessati”.

“Tutto questo è inaccettabile – incalza D’Amico – Forza Italia, con l’avallo e il sostegno di Fratelli D’Italia e Lega, ha sferrato un duro colpo al patrimonio naturalistico abruzzese. Noi abbiamo il dovere di difendere la nostra terra da chi non la conosce, non la ama e soprattutto la vede come un patrimonio da depauperare in nome del consenso elettorale, o peggio. Ieri è toccato al Parco Sirente Velino in provincia dell’Aquila, oggi alla Riserva del Borsacchio in provincia di Teramo, dobbiamo vigilare affinché non si verifichino più azioni di questo tipo, che potrebbero coinvolgere anche altri luoghi meravigliosi del nostro Abruzzo. Non vogliamo più nella nostra Regione chi pretende di imporre un’azione di governo senza l’ascolto dei territori e dei cittadini, senza alcuna visione di sviluppo sostenibile, o senza reale rispetto per una terra, come la nostra, che viene considerata regione verde d’Europa proprio per la sua biodiversità”, conclude.

Ad esultare Marco Borgatti, presidente Guide del Borsacchio, che evidenzia, “secondo il parere del Ministero, la legge regionale violerebbe la Costituzione su tre fronti distinti. Primo, la mancanza di una riserva rende impossibile l’applicazione dell’art. 142 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, che è fondamentale per la tutela del patrimonio paesaggistico. Secondo, la legge è stata approvata senza coinvolgere gli enti territoriali interessati, tra cui il Comune di Roseto e la Provincia di Teramo, violando così il principio di sussidiarietà e il diritto alla partecipazione delle autorità locali. Terzo, la legge apre la strada a interventi edilizi straordinari senza rispettare regolamenti comunali o piani urbanistici, mettendo a rischio la tutela e la conservazione del territorio”.

E aggiunge, “il ministero ha sottolineato che questa legge ha operato la sostanziale cancellazione della Riserva Borsacchio, in palese violazione del procedimento previsto dalla Legge Quadro sulle Aree Protette e dell’articolo 117 della Costituzione, che sancisce il principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni. La mancanza di consultazione preventiva degli Enti Locali interessati e l’omissione nell’individuare gli obiettivi da perseguire e valutare gli effetti prodotti sono elementi chiave che sottolineano l’irregolarità di questa legge. L’attenzione ora si sposta sulla decisione del Governo riguardo alla promozione della questione d’incostituzionalità davanti alla Corte Costituzionale. Il termine per questa azione è fissato entro i 60 giorni dalla pubblicazione della legge, ossia entro il 25 marzo 2024. Si tratta di un momento cruciale per la tutela del patrimonio ambientale e culturale della regione Abruzzo e per il rispetto dei principi fondamentali sanciti dalla Costituzione italiana”.

Sulla vicenda interviene il consigliere regionale del Partito Democratico Dino Pepe.

“Mentre la Presidente del Consiglio dei Ministri era in visita alla Camera di Commercio di Teramo, a sostegno del Candidato Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, da Roma e più precisamente dal Ministero della Cultura – Ufficio Legislativo è arrivata una doccia fredda per il governo regionale uscente: con una nota puntuale e dettagliata viene riconosciuto a livello centrale l’errato procedimento seguito nella notte nefasta del bilancio per la riperimetrazione della Riserva del Borsacchio, esplicitando quindi tutti i gravissimi vizi formali e sostanziali che porteranno all’annullamento”.

“Siamo di fronte ad una bocciatura eclatante, che certifica l’inadeguatezza del governo regionale a guida Marsilio – commenta Pepe -. È una nota netta, senza possibilità di appello, che rafforza quanto avevamo già prontamente contestato l’indomani del voto: la riperimetrazione del Borsacchio è illegittima, come già era avvenuto con il Parco Sirente-Velino, poiché manca ogni tipo di coinvolgimento dei territori, delle istituzioni locali e delle associazioni. Non sono bastate le quasi 30.000 firme raccolte dai cittadini e dalle associazioni; non è bastata la richiesta dell’opposizione di rivedere il provvedimento e tornare alla perimetrazione originale della riserva; ora il Presidente Marsilio non vorrà fare orecchie da mercante davanti ad una nota ufficiale di un Ministero guidato da esponenti della sua stessa maggioranza”.

“Lo stesso Ministero certifica quanto denunciamo da mesi: l’arroganza di un governo regionale sordo davanti alle esigenze degli abruzzesi, incapace di dialogare con il territorio; un governo regionale che ha fatto della boria il proprio tratto distintivo. Eravamo certi della illegittimità del provvedimento regionale, frutto di un blitz notturno messo in campo da i consiglieri regionali di centrodestra Di Matteo, D’Annuntiis, Cipolletti, Rompicapo e Cardinale (oltre a Febbo). Ora, davanti ad un simile fallimento, avranno almeno il buonsenso di chiedere scusa ai nostri concittadini? Il 10 marzo abbiamo l’occasione di archiviare questa brutta pagina delle istituzioni regionali scegliendo Luciano D’Amico Presidente”,  conclude Dino Pepe,

Dichiara Giulio Sottanelli, deputato abruzzese di Azione: “Anche il Ministero della Cultura boccia Marsilio sulla riperimetrazione della Riserva del Borsacchio. In pratica la Regione aveva deciso di cancellare la riserva, il governo non ha potuto che dire no a questo scempio nella forma e nella sostanza”. “L’ufficio legislativo del Mic evidenzia tutti i vizi di una delibera sconcertante, per la riserva, per la tutela dell’ambiente, per tutto il territorio. Tutto quello che noi avevamo denunciato da subito. Una decisione calata dall’alto, senza alcuna relazione tecnico-scientifica, senza mai coinvolgere gli Enti locali. Per Marsilio si tratta di una stroncatura netta, a conferma di quanto poco il governatore uscente conosca l’Abruzzo e si interessi del territorio. Cose che gli elettori abruzzesi hanno ormai capito bene, dopo cinque anni di pessimo governo regionale. Domenica – conclude – potranno finalmente voltare pagina”.

Per il segretario regionale del Pd Daniele Marinelli, persino il Ministero della Cultura esprime forte contrarietà sul taglio della riserva del Borsacchio, sottolineando gravi ed evidenti violazioni costituzionali. Nessun coinvolgimento degli enti locali, rischi seri e conclamati per l’interesse naturalistico, la tutela e la conservazione del territorio.  È esattamente quello che abbiamo contestato al presidente uscente e alla giunta di centrodestra, che nottetempo si è resa protagonista di questo attentato alla tutela dell’ambiente. Ora il governo deve promuovere la questione di incostituzionalità di fronte alla Corte costituzionale, facendo finalmente l’interesse dell’Abruzzo. Non con le chiacchiere o i treni dei desideri, ma con i fatti. La riserva del Borsacchio va ripristinata e difesa. Non è la prima volta che la giunta Marsilio interviene per tagliare o cancellare riserve. L’Abruzzo merita molto di più di una giunta che preferisce gli interessi particolari di pochi all’interesse generale di tutti”.

Infine la smentita di Febbo:  “Prima di lanciarsi in certe frettolose affermazioni il consigliere Pepe farebbe bene a spiegare come mai, nel corso della votazione sulla riperimetrazione del Borsacchio, ha cambiato il suo voto da contrario a astenuto e perché i suoi colleghi di partito avevano abbandonato l’Aula. In attesa di una sua precisione a riguardo, voglio tranquillizzarlo perché non c’è stata nessuna bocciatura ma al momento ci troviamo di fronte a una interlocuzione  aperta dal Ministero della Cultura – Beni Culturali  con la Regione, come spesso avviene.  A questo proposito è bene precisare che non si tratta di una iniziativa del  Ministero dell’Ambiente”.

E aggiunge: “quindi  è  del tutto evidente che tutte le illazioni e i falsi allarmi lanciati dalle cosiddette associazioni ambientaliste, seguite a ruota pappagallescamente da Pd e 5stelle, non hanno trovato nessun riscontro. Quanto evidenziato dal Ministero della Cultura è aderente a quello che ho sempre sostenuto: c’è la necessità di un vincolo paesaggistico a tutela degli indiscussi e pregevoli valori. Quindi si dovrà arrivare a una legge che applichi il vincolo su quell’area mentre resta ferma la valorizzazione naturalistica della sola zona interessata dalla nidificazione del fratino e della tartaruga caretta caretta e dalla vegetazione che colonizza le spiagge marine. Stia tranquillo il collega Pepe perché all’ordine del giorno del primo Consiglio regionale utile porteremo la norma per il vincolo paesaggistico così come avevamo ampiamente anticipato. La Riserva è e resterà di 24 ettari come originariamente era stata programmata”.

Interviene anche Vincenzo Marco, candidato consigliere nella lista “Abruzzo Insieme” a sostegno di Luciano D’Amico: “il centrodestra ha combinato un gran pasticcio sulla Riserva del Borsacchio e viene acclarato oggi con il parere di anticostituzionalità da parte del Ministero della Cultura, in merito al provvedimento adottato. Dal 10 marzo, con la nuova guida della Regione Abruzzo targata Luciano D’Amico, queste cose non accadranno più. Ristabiliremo l’equilibrio tra la giusta conservazione del territorio, lo sviluppo economico, il diritto degli agricoltori e degli abitanti di poter svolgere le rispettive attività per le esigenze di reddito delle proprie famiglie, così come faremo per tutte le aree interne e a conservazione della nostra regione, promuovendo un’agricoltura e un turismo di qualità”.