L‘AQUILA – Sono oltre 4 mila i visitatori che sabato e domenica non hanno voluto mancare all’appuntamento con la riapertura dello storico palazzo Cappa Camponeschi, all’Aquila, appena restaurato dopo i danni subiti dal sisma del 6 aprile 2009 e adibito, per l’occasione, a museo per accogliere un’esposizione di opere provenienti dalla casa Signorini Corsi.
Tanti i cittadini che hanno varcato la soglia di uno dei palazzi simbolo dell’aquilanità e hanno voluto riscoprire la propria storia.
Moltissimi anche i visitatori da ogni parte d’Abruzzo e da Roma, che hanno potuto ammirare una Madonna in trono con bambino e due angeli del XIV secolo dell’artista senese Martino Di Bartolomeo, Cane e gatto e Coppia di Conigli del pittore fiammingo Karl Andreas Ruther e il Paesaggio lacustre con pastorella e il Paesaggio fluviale con animali e figure, due oli su tela dell’olandese Johannes Van der Bent.
Un’idea, quella di riscoprire i palazzi storici del capoluogo e di farli diventare degli spazi espositivi, nata dall’aquilana Andreina Pellegrini e proposta alla direzione dei Beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo che ha sposato immediatamente il progetto, condiviso e curato dal Fondo Ambientale Italiano.
“Ho proposto l’idea al direttore, Fabrizio Magani, e ne è stato subito entusiasta – spiega la Pellegrini ad AbruzzoWeb – L’apertura di palazzo Cappa rientra in un più grande progetto che prevede la riapertura di tutti i palazzi storici del centro per rendere partecipe la cittadinanza della loro ricostruzione, ma anche per farli diventare degli spazi espositivi di opere d’arte”.
“La due giorni d’apertura di palazzo Cappa ha riscosso un successo ogni oltre aspettativa – afferma Andrea Tatafiore, presidente del Fai dell’Aquila – Mi aspettavo un sentimento di riappropriazione misto a curiosità nel rivedere i palazzi aquilani, ma non certo 4 mila persone. Ne sono fiero, felice e orgoglioso. I visitatori sono rimasti a bocca aperta. Abbiamo esposto opere che anche prima del sisma erano cadute nell’oblìo e oggi sono tornate all’attenzione degli aquilani”.
Palazzo Cappa, che in origine apparteneva alla famiglia degli Oliva, fu costruito da Giacomo Oliva intorno alla fine del ‘500.
I baroni Cappa di San Nicandro si trasferirono nell’edificio alla fine del ‘700 e da allora il palazzo rappresentò la residenza della famiglia aquilana.
I lavori di consolidamento e restauro, durati due anni e costati 2 milioni e 800 mila euro, sono stati condotti dalla ditta Mancini, su progetto degli ingegneri Wolfango Millimaggi e Antonello Ricotti, mentre gli apparati decorativi sono stati realizzati da restauratori dell’Istituto centrale per il restauro (Icr).






