L’AQUILA – La scuola torna in presenza per gli esami di maturità. Dopo circa 100 giorni le scuole riaprono i battenti per accogliere i docenti delle 13 mila commissioni che esamineranno i maturandi.
Hanno inizio stamane alle 8.30 gli esami di maturità che riguarderanno circa mezzo milione di studenti.
Sarà un esame unico e particolare per le misure di sicurezza previste in seguito dell’emergenza sanitaria ma anche per le modalità di svolgimento che tengono conto della particolarità di questo anno scolastico.
“È un primo rientro dopo il lockdown – ha detto il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina – resto convinta che fosse giusto mantenere gli esami, farli in presenza e in sicurezza. Perché con il secondo ciclo si chiude un lungo percorso di studi e l’esame è uno snodo verso la vita da adulti. Era giusto far vivere questo passaggio agli studenti”.
“È stata anche per me una vigilia degli esami particolare, confesso di essere molto emozionata perché tra poco si riaprono le scuole. Ragazzi e ragazze un enorme in bocca al lupo!!”, ha scritto su Facebook la ministra che in un video postato nella notte dice: “La notte prima degli esami è lunga anche per il ministro dell’Istruzione: sono molto emozionata. Voi avete vissuto una emergenza difficile e avete dato una grande prova. Ce l’avete messa tutta se avrete studiato. La maturità 2020 è un ponte verso il futuro. Siete stati forti, coraggiosi, l’Italia ha bisogno di persone preparate che coltivino le proprie passioni; spero che i vostri sogni possano realizzarsi. Un abbraccio di cuore”.
L’emergenza Covid ha reso necessario un cambiamento nelle modalità dell’esame di Stato, lo stesso attuato, anche se in proporzioni minori, all’Aquila nel post-sisma.
Nel 2009, infatti, le lezioni si fermarono ad aprile, dopo l’evento tellurico che ha sconvolto irrimediabilmente la comunità. I maturandi di quell’anno, classe 1990, hanno scvolto il loro esame solo nella modalità orale, in palestre, nelle poche scuole ancora agibili, o nelle tendopoli.
“Un po’ diversi, ma con la voglia ancora di cambiare. Perché la maturità non è arrivo, ma nuova partenza. Mi piace pensare al giorno in cui finirete questi esami, come all’inizio della vita riguadagnata sul campo. Quindi, useremo la vostra prova come avamposto ed esempio”, scrive il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, nel suo messaggio ai maturandi e alle loro famiglie.
“Mi chiedo come fate. Penso alla mia maturità, poi vi guardo e penso ai sogni di conquista con cui a settembre avete cominciato l’ultimo anno. E me ne commuovo. Mi commuovono, di voi, la freschezza, la malinconia per un sogno piegato e la consapevolezza, giunta troppo presto, che la vita non va sempre come la si immagina. Obbligati subito a capire che i piani vanno fatti e disfatti. Che non c’è precostituzione nei casi dell’esistenza. E che la maturità, questa volta, non viene messa ai voti, ma è vinta sul campo. Avete dovuto cambiare modo di studiare, modo di confronto, modo di riscontro. Così siete diventati grandi per davvero”, aggiunge Biondi.
“E mi commuove, ancora, la vostra capacità di giocarci un po’ e di prenderla come un’avventura e un dovere. In un punto infinitesimale di confine, una soglia impercettibile di austerità che vi auguro di non occupare mai del tutto, e che vi accompagnerà ancora nella vita. Siete pronti, come forse non lo siamo ancora noi “grandi”. È un esame collettivo alla vita, quello che state superando. E a guardarvi negli occhi, appena sopra le mascherine, non ho dubbi che saprete saltargli sopra e, vagamente, infine, arrampicarvi sugli alberi, volare di ramo in ramo e farvi rapire da una mongolfiera per afferrare nuovi sogni – conclude – In bocca al lupo. Ai vostri insegnanti, alle vostre famiglie, ma soprattutto a voi che siete così preparati, sempre, a cambiare”.
“Sono arrivati gli esami di maturità anche per molti di voi, cari studenti teramani. Voglio salutarvi con affetto e farvi gli auguri per il più brillante risultato. Mi piace ricordarvi che vi apprestate a vivere uno dei momenti più indimenticabili, forse l’esame più importante della vita, un passaggio sostanziale che indica già nella definizione, appunto ‘maturità’, l’esito verso cui siete proiettati”.
Inizia così la lettera che il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, ha inviato questa mattina ai maturandi del territorio.
“La prova che conclude il corso di studi è la figurazione del merito, dell’impegno, dell’applicazione: date ad essa il giusto valore. Sono d’accordo con il Ministero che ha voluto far svolgere l’esame ‘in presenza’ anche in un periodo così difficile, perché ritengo sia giusto manifestare in questo modo l’importanza di un appuntamento tanto centrale. Auspico che si apra per voi una nuova stagione di felicità, sia che proseguiate negli studi sia che decidiate di entrare nel mondo del lavoro”, aggiunge il primo cittadino.
“Dopo l’esame sarete responsabili non solo di voi stessi, ma anche della comunità in cui vivete. Siete chiamati alla responsabilità. Noi saremo orgogliosi dei nuovi ‘maturi’ cittadini, voi siate fieri di essere diventati ciò per cui vi siete impegnati da anni. Questa epoca in fondo vi ha già esposto ad una straordinaria, inattesa, prova di maturità: non dimenticatelo mai. E così come questo tempo ci ha insegnato, costruite il vostro destino nel rispetto di voi stessi e di chi vi circonda. Sempre”, conclude.
“Ci sono giorni che restano scolpiti nella memoria, perché hanno un significato particolare da cui non possiamo distaccarci, neanche volendolo – si legge nel messaggio del sindaco di Pescara, Carlo Masci – L’esame di maturità non segna solo la conclusione di un ciclo di studi e forse anche dell’adolescenza, ma è il passaggio da un capitolo all’altro della nostra vita. Alle ragazze e ai ragazzi pescaresi che affrontano una prova in condizioni che nessuno prima di loro ha conosciuto dalla fine del conflitto mondiale, vanno tutta la mia vicinanza e tutto il mio affetto, da ex studente liceale e da padre, prima ancora che da sindaco”.
“L’emergenza Covid-19 ha sconvolto le nostre abitudini e ha pure rivoluzionato il calendario scolastico sino a prevedere un’anomala formulazione dell’esame, che ci appare più freddo, senza le emozioni condivise tra compagni di classe, proprio a causa della necessità di dover continuare a osservare il distanziamento sociale. Le prove scritte quest’anno non ci sono e con esse è stata cancellata quella ‘Notte prima degli esami’ celebrata in musica e su pellicola. Il solo colloquio davanti ai professori concentra un’esperienza che un domani sarà ricordata con nostalgia. Il bivio della vita che conduce tutti nel mondo degli adulti, porterà molti a proseguire gli studi fino alla laurea e tanti a cercare subito la propria dimensione nel lavoro. A tutti voi ragazzi va il mio più sincero augurio di trovare presto la vostra strada, di poter trasformare i vostri sogni in realtà, di essere sempre orgogliosi delle vostre scelte e di ciò che farete”, cocnlude.
Rigide misure di sicurezza attendono quest’anno i ragazzi che devono sostenere l’esame di maturità. Molte scuole hanno scelto di far svolgere gli esami in locali grandi o all’aperto come palestre, aule magne, sale professori o gazebo se c’è spazio o ci sono aree esterne per allestirli.
Il candidato può chiedere alla scuola il rilascio di un documento che attesti la convocazione per l’esame e che gli dia, in caso di assembramento, precedenza di accesso ai mezzi pubblici per arrivare a scuola. Una volta arrivato, lo studente e il suo accompagnatore devono lavare le mani usando il dispenser con il gel – non sono necessari i guanti – e dovranno presentare all’accoglienza i moduli che attestino assenza di sintomatologia respiratoria, di non essere stati in quarantena o isolamento domiciliare negli ultimi 14 giorni, di non essere stati a contatto con persone positive.
Lo studente può essere accompagnato soltanto da una persona. Il maturando deve portare da casa la mascherina che può togliere soltanto durante il colloquio e comunque deve mantenere la distanza di 2 metri dai commissari.
Per favorire lo svolgimento dell’esame agli studenti con disabilità certificata sarà consentita la presenza di eventuali assistenti; in tal caso per queste figure, non essendo possibile garantire il distanziamento dallo studente, è previsto l’utilizzo di guanti oltre la mascherina.
Inoltre per gli studenti con disabilità certificata il Consiglio di classe ha la facoltà di esonerare lo studente dall’effettuare la prova di esame in presenza, stabilendo la modalità in video conferenza come alternativa. Presentazione di moduli di autodichiarazione, mascherine e percorsi dedicati attendono anche i commissari d’esame e i presidenti.
Gli insegnanti ritenuti ‘fragili’ faranno parte delle commissioni, ma seguiranno l’esame a distanza. Le aule dovranno essere ben areate e saranno pulite alla fine di ogni sessione di esame, mattina e pomeriggio. Per garantire lo svolgimento delle prove in sicurezza sono stati stanziati 39 milioni per la pulizia ordinaria e straordinaria delle scuole, l’acquisto di gel igienizzanti e dispositivi di protezione, la predisposizione di percorsi di ingresso e uscita dall’edificio.
I maturandi sosterranno la prova orale che durerà un’ora.
Ogni studente discuterà, in apertura di colloquio, un elaborato sulle discipline di indirizzo, trattando un argomento già concordato nelle scorse settimane con i docenti della classe.
Seguirà la discussione di un breve testo studiato durante l’ultimo anno nell’ambito dell’insegnamento di lingua e letteratura italiana. Saranno poi analizzati materiali assegnati dalla commissione. In chiusura, saranno esposte le esperienze svolte nell’ambito dei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento e accertate le conoscenze relative a “Cittadinanza e Costituzione”.
I crediti e il voto finale si baseranno sul percorso realmente fatto dagli studenti. Per dare il giusto peso al percorso scolastico, il credito del triennio finale è stato rivisto: potrà valere fino a 60 punti, anziché 40, come prima dell’emergenza.
Al colloquio orale si potranno conseguire fino a 40 punti. Il voto massimo finale possibile resta, infatti, 100/100. Si potrà ottenere la lode. L’esame di maturità incute timore ma è vero che la percentuale dei promossi è sempre altissima: lo scorso anno i diplomati totali sono stati il 99,7% rispetto al 99,6% dell’anno scolastico precedente.
Continua poi ad aumentare negli anni la percentuale di ragazze e ragazzi che conseguono il diploma con lode e diminuiscono i voti più bassi. I 100 e lode sono stati nel 2019 l’1,5% (erano l’1,3% l’anno precedente). I 100 sono stati il 5,6% (nel 2017/2018 erano il 5,7%). I voti fra 91 e 99 sono saliti dal 9 al 9,7%.
Gli 81-90 sono scesi al 16% (erano il 19,6%). I voti 71-80 sono il 28,7% (erano il 28,9% nel 2017/2018). I 61-70 salgono dal 27,7% al 31,4%. I diplomati con il minimo dei voti, 60, sono diminuiti dal 7,8% al 7%. In media lo scorso anno gli studenti si sono diplomati con un voto finale pari a 73,3.






