L’AQUILA – Finisce in Parlamento il caso delle elezioni per il rinnovo di alcuni rettori di università italiane, tra cui quello dell’Aquila, Ferdinando Di Orio.

Elezioni che rischiano di saltare alla luce di un’interpretazione alla riforma Gelmini da parte della direzione del ministero per l’Università e della ricerca che farebbe scattare una proroga di due anni anziché di uno.

Un’interrogazione parlamentare al ministro Francesco Profumo contro quest’interpretazione è stata presentata dal deputato dell’Unione di centro Paola Binetti e sarà discussa nel corso del question time alla Camera dei Deputati in programma domani.

L’allungamento di un altro anno dei mandati dei rettori in scadenza che hanno usufruito già di una proroga di un anno per dare attuazione alla riforma sta causando incertezze e cambi di rotta in piena campagna elettorale.

La Binetti, che nel documento cita come casi simbolo proprio l’Università dell’Aquila, assieme a quelle di Viterbo e Parma, chiede al ministro se sia a conoscenza della problematica e “quali iniziative intenda adottare a tutela del rispetto della legge”.

Secondo quanto si è appreso, ci sarebbero altri partiti intenzionati a presentare interrogazioni dello stesso tenore, tra cui il Popolo della libertà, la Lega Nord e anche il Partito democratico, oltre a esponenti del gruppo misto.

All’Aquila la situazione è caotica: venerdì prossimo, 20 aprile, scade il termine per la presentazione delle candidature con le elezioni che sono state convocate per il 17 maggio dal decano dell’Ateneo, il professor Aniello Russo Spena.

Il rettore uscente Di Orio, che non può ricandidarsi, in un primo momento con una nota al comitato dei rettori aveva detto di non voler usufruire dell’ulteriore proroga, ora sembra orientato a non riconoscere il decreto di convocazione delle elezioni.

Nell’Ateneo aquilano è da tempo forte la contestazione della gestione Di Orio da parte di un folto gruppo di docenti guidati, oltre che dallo stesso Russo Spena, anche dal docente di Medicina Sergio Tiberti.

Situazione diversa nell’università Chieti-Pescara, dove il rettore uscente, Franco Cuccurullo, ha preso le distanze dalla proroga di un altro anno. A Teramo non c’è questo problema, visto che la scadenza naturale del mandato di Rita Tranquilli Leali è fissata al 2013.

Nell’interrogazione la Binetti sottolinea che “notizie di stampa sembrerebbero confermare, tuttavia, che l’interpretazione data dalla direzione universitaria del Miur andrebbe nella direzione di considerare possibili proroghe di due anni invece che di una, contro il dettato e lo spirito della legge 240/2010 e risulterebbe che addirittura alcuni rettori in carica gia prorogati, quali ad esempio i rettori dell’Università degli Studi di Viterbo, Parma e L’Aquila, intendono impedire il regolare svolgimento di elezioni gia convocate dal decano a norma di legge”.