L’AQUILA – L’annullamento delle primarie per la scelta del candidato sindaco di centrodestra all’Aquila ha buttato benzina sul fuoco delle polemiche che covavano sotto la cenere, di cui si aveva avuto più di un’avvisaglia durante il congresso Pdl, quello della rissa sfiorata tra il coordinatore uscente, Gianfranco Giuliante, e il consigliere regionale Luca Ricciuti.
C’è chi è infuriato, come La Destra, unico partito a essersi ritrovato in corsa per le consultazioni, saltate, del 18 marzo, e c’è chi, dopo aver preso le distanze dalle scelte fatte dai vertici locali del Popolo delle libertà, rivendica scelte fatte in tempi non sospetti, chiedendo un passo indietro ai suoi ex colleghi di partito.
Il segretario nazionale della Destra, che aveva lanciato Luigi D’Eramo alle primarie, Francesco Storace, sul suo sito web parla senza mezzi termini di “metodi da cricca”, riferendosi al tira e molla sulle primarie, saltate al termine di una convulsa giornata fatta di conferenze stampa, telefonate e incontri segreti.
Ieri, nel corso di una conferenza stampa, lo stesso D’Eramo ha dichiarato: “Ciò che è accaduto è la più grande truffa perpetrata ai danni della città”. Un atteggiamento che non è piaciuto a tutti all’interno della formazione storaciana: il coordinatore provinciale aquilano, Pierluigi Cosenza, e l’esponente Sabrina Cicogna, hanno infatti abbandonato il partito.
E il vice coordinatore regionale Pdl, senatore Fabrizio Di Stefano, torna ad aprire all’ipotesi di candidatura di Giorgio De Matteis.
Sulla vicenda, invece, si registra il silenzio assordante del coordinatore regionale del Pdl, senatore Filippo Piccone, che da vicino conosce e segue le vicende aquilane del partito. AbruzzoWeb ha tentato per l’intera mattinata, vanamente, di contattare il senatore azzurro per conoscere il suo pensiero su una vicenda finita su tutte le cronache nazionali.
Intanto, la dirigente regionale del Pdl Carla Mannetti, una delle anime dei malpancisti azzurri che nelle scorse settimane hanno aderito al progetto politico di De Matteis “L’Aquila città aperta”, con una nota invita chi “ha lavorato contro a fare un passo indietro per il bene dell’Aquila”.
Nel Pdl, che questa sera terrà un coordinamento provinciale per ricomporre il quadro sulle candidature, è verosimile che la scelta finale sarà quella di una convergenza sull’architetto Pierluigi Properzi, candidato formalmente indipendente con il movimento civico “Domani L’Aquila” ma ormai sostanzialmente pidiellino, che non ha presentato la sua candidatura alle primarie, nonostante per settimane il suo nome sia stato accostato più volte alle consultazioni popolari.
Il candidato che ritirandosi ha messo nei guai il Pdl, Enzo Lombardi, che ha lasciato addiritttura il partito intuendo la virata su Properzi, per rispondere alle accuse di premeditazione del gesto ha pubblicato una sua prenotazione dello scorso 1° marzo a un seminario pidiellino che comincia proprio oggi, “alle primarie ci pensavo eccome e Properzi le avrebbe perse contro di me”.
Non si esclude sulla vicenda aquilana possa intervenire anche il segretario nazionale del Pdl, Angelino Alfano, il primo sponsor delle primarie, per sbrogliare la matassa e rimettere ordine dopo la confusione seguita all’annullamento delle primarie.
Riunione in serata anche per la Destra, che ha convocato un direttivo per definire strategie e movimenti in vista delle elezioni.
STORACE: “METODI DA CRICCA” (dal sito Storace.it)
A l’Aquila una cricca di partito ha deciso di imbrogliare gli elettori.
Succede che a maggio ci sono le elezioni comunali e il Pdl, per affrontarle, voleva sottoporsi alle primarie. Primarie di coalizione, con una scelta comprensibile e che ampliava le possibilità di vittoria affidando la scelta al corpo elettorale.
A queste primarie, le cui candidature hanno avuto un termine fissato per le 13 di ieri, poi slittato alle 17 decide di partecipare anche La Destra, schierando uno dei suoi dirigenti più promettenti, Luigi D’Eramo, segretario regionale del partito. Di più: Luigi e’ consigliere uscente del Comune ed e’ assessore alla provincia. Anche se giovane, ha già una brillante esperienza amministrativa che lo mette in evidenza di fronte agli aquilani. Anche la sua famiglia ha sofferto la tragedia del terremoto e non ha esitato a porsi dalla parte dei cittadini persino nei confronti di quello che era il governo amico.
E’ stato ad un passo dal diventare assessore regionale, per la stima che di lui ha il presidente della regione Abruzzo, Gianni Chiodi.
Il Pdl non ha un candidato come lui. Via via li ha divorati tutti, finche’ non ne era rimasto uno solo in campo, l’architetto Pierluigi Properzi, 73 anni, indipendente non iscritto al partito.
Si sono resi conto che le primarie puo’ vincerle il candidato de La Destra e hanno deciso di annullarle. Non credo che si debba usare una parola diversa da vergogna. Metodi da cricca.
La pensano sostanzialmente così: siccome le regole ci penalizzano, annulliamo le regole. E preferiscono candidare un perdente nemmeno iscritto al partito piuttosto che un vincente dirigente di un altro partito. Il sindaco Cialente, quello che fa rima con inefficiente, ringrazia il Pdl.
Circolava persino voce che taluno avrebbe voluto “persuadere” D’Eramo minacciando la revoca dell’incarico di assessore in provincia in caso di conferma della volonta’ di candidarsi, senza neppure rendersi conto che il codice penale punisce il reato di estorsione.
D’Eramo andrà avanti, con il sostegno del suo popolo e l’affetto del suo partito.
Alfano, che vuol fare del Pdl il partito degli onesti, cominci a sbarazzarsi dei manigoldi che ha a L’Aquila. Chi si comporta così, non merita di fare politica.
LA DESTRA PERDE I PEZZI, VIA COSENZA E CICOGNA
Dopo il patatrac delle primarie aquilane del centrodestra e la candidatura a sindaco in solitaria di Luigi D’Eramo, La Destra perde due pezzi: il coordinatore provinciale Pierluigi Cosenza e l’esponente Sabrina Cicogna, compagni nella vita, hanno lasciato il partito storaciano.
Diversi gli intendimenti: la dottoressa primario di Cardiologia sceglie Pierluigi Properzi, con cui la coppia ha legami familiari, anche se afferma di non volersi candidare.
Lo pneumologo dirigente della Asl numero 1, invece, vuol restare completamente fuori dal gran ballo delle amministrative.
“È una delle poche volte in cui ho mollato un incarico – spiega ridendo Cosenza ad AbruzzoWeb, prima di tornare subito serio – Significa che la misura è veramente colma. Male ho fatto a cominciare, bene ho fatto a uscire”.
Cosenza non ce l’ha con il segretario regionale e candidato unico alle primarie-farsa, Luigi D’Eramo, cui pure non risparmia una stilettata.
“D’Eramo – spiega – è perfettamente consono alla realtà quotidiana, non sto in polemica con lui. Non è più una politica che mi appartiene, non ho niente in particolare contro la Destra”.
Quanto al momento politico, “non mi è piaciuta la pubblicità che c’è stata, non mi piace che ci siano sette candidati sindaci quando invece ce ne voleva uno solo, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il gran casino delle primarie”.
“A maggiore – conclude – resterò a guardare queste elezioni dal balcone, tanto non ne può venir fuori nulla di buono. Il meno peggio? È Angelo Mancini”.
La Cicogna, invece, vede bene Properzi. “È un candidato ideale – afferma – se hai la gamba rotta ti serve un ortopedico. Prima si sostenerlo, però, voglio vedere il programma (sarà presentato domani, ndr), voglio capire cosa vuole fare da urbanista. Le ideologie passano in secondo piano. Candidarmi io? No, perché io non lo so fare”.
Sulle primarie, “di per sè molto giuste e molto belle, mi pare che siano state travisate e trasformate in un regolamento di conti. Sarebbero state primarie molto cattivo, la mia impressione è che si stessero organizzando rivalse”. Quella di D’Eramo su Giuliante? “Non solo, dico in generale”.
“La campagna elettorale – conclude – andava impostata su toni molto più bassi, mi sono piaciuti Massimo Cialente e Vittorio Festuccia, avranno speso 800 euro in due. Invece al centrodestra mancavano solo le majorette”. (s.cas. – alb.or.)
DI PASQUALE COMMISSARIO PROVINCIALE DELLA DESTRA
Il segretario nazionale della Destra, Francesco Storace, ha nominato Valerio Di Pasquale commissario provinciale del partito all’Aquila.
Di Pasquale sostituisce Pierluigi Cosenza, che si è dimesso dal suo incarico ed è uscito dal partito, come anticipato da AbruzzoWeb.
DI STEFANO: “POSSIBILE QUALSIASI CANDIDATURA, DE MATTEIS COMPRESO”
Il pasticcio delle primarie mancate all’Aquila ha provocato una prima, immediata, conseguenza: nel capoluogo il Pdl non ha, al momento, un candidato per la corsa a sindaco alle amministrative del 5 e 6 maggio.
Per il vice coordinatore regionale del Popolo delle libertà, senatore Fabrizio Di Stefano, che preferisce trincerarsi dietro a un “no comment” sulle dinamiche che hanno portato all’annullamento delle consultazioni del 18 marzo, “qualunque ipotesi di candidatura può e deve essere presa in considerazione e può essere sostenibile, compresa quella di Giorgio De Matteis. Al tempo stesso ci sono delle validissime alternative a Cialente, validissime, come quella dell’architetto Pierluigi Properzi o del segreteraio della Destra Luigi D’Eramo che possono e devono essere prese in considerazione”.
Un nome, quello del vice presidente vicario del Consiglio regionale, che viene visto come il fumo negli occhi da una parte dei vertici aquilani del partito azzurro, e appoggiato, da un’altra fazione, quella dei frondisti che fanno capo alla dirigente regionale pidiellina Carla Mannetti.
“Credo che l’intera dirigenza aquilana del partito debba riflettere su ciò che è successo: – spiega il senatore – è stato fatto un congresso, nel corso del quale è stata votata una mozione incentrata sulle primarie che non si faranno più. A questo punto si deve poter valutare ogni ipotesi. Properzi? Può essere un ottimo candidato, così come può esserlo De Matteis. Sono entrambi autonomi e indipendenti dal Pdl, che è l’unico partito a non avere un suo competitor per le amministrative”.
Sulla possibilità che intervengano i vertici nazionali del partito, presumbilmente seccati dalla vicenda delle primarie annullate nel capoluogo, Di Stefano è stato sibillino: “Non lo escludo ma ripeto: bisogna aprire una profonda riflessione su ciò che è accaduto”. (g.a.)
LOMBARDI: ”IL 1^ MARZO PENSAVO ANCORA ALLE PRIMARIE”
La decisione di Enzo Lombardi di lasciare il Pdl aquilano non era premeditata e l’interessato lo dimostra con una prenotazione: quella fatta lo scorso 1° marzo per partecipare a un seminario politico a Orvieto che comincia oggi.
Nella prenotazione inviata alla stampa Lombardi scrive di suo pugno: “Le bugie con le gambe corte. Non credo servano ulteriori dimostrazioni della ‘colpevolezza’ attribuitami dal Dr. Giuliante sui guai da lui e Piccone procurati al Pdl! Questa mia prenotazione era fatta in piena serenità, perché all’oscuro di intrighi e diatribe di vertice”.
“Giuliante – spiega Lombardi al telefono – ha detto che da mesi volevo andare via, questa invece è la prova che non solo non è vero, ma anche che ero concentrato sulle primarie e addirittura volevo approfondire e imparare nel seminario con i massimi vertici che comincia oggi, a cui ora non andrò”.
L’ex senatore e sindaco dell’Aquila ha poi polemicamente abbandonato il partito azzurro, invitando i cronisti a “bruciare la mia tessera”, dopo aver intuito quello che poi si è concretizzato: la cancellazione delle primarie e il sostegno a un candidato solo, Pierluigi Properzi, formalmente civico ma sostanzialmente pidiellino.
“Con lui avrei vinto, all’Aquila non lo conosce nessuno”, tuona Lombardi, che ora prepara la sua candidatura indipendente con un progetto che dovrebbe chiamarsi “Amore per L’Aquila”: “Non c’è fretta, lo sto preparando assieme alla mia squadra, non voglio emulare quello che hanno fatto altri”. (alb.or.)
DOCUMENTI CORRELATI:
MANNETTI: “CHI HA LAVORATO CONTRO FACCIA UN PASSO INDIETRO”
Abbiamo aderito con convinzione e in tempi non sospetti al progetto L’Aquila città aperta di Giorgio De Matteis perchè consapevoli di operare una scelta giusta nell’esclusivo interesse della nostra città.
Non abbiamo partecipato al congresso del Pdl perchè non era chiara la strategia del partito nè tantomeno condivisa con la base, ma soprattutto per evitare litigi e scontri di cui i cittadini sono stanchi .
Oggi è amaro dover assistere a questo spettacolo dove impera l’antipolitica e tutti si sentono autorizzati a parlare senza seguire un percorso comune e pensare al futuro della nostra città.
Nel corso di questi giorni il dibattito si è incentrato esclusivamente su beghe politiche e personalismi, ma cosa gravissima nessuno ha parlato di programmi e di ricostruzione .
Oggi siamo sempre più convinti dello spessore del progetto L’Aquila Città aperta dove la politica viene intesa in maniera diversa non come luogo di potere ma come spirito di servizio alla città di L’Aquila ed al suo bene comune ed invito tutti coloro che si riconoscono in questo progetto ed hanno a cuore le sorti della nostra città ad aderire.
Da ultimo crediamo che tutti coloro che in questi mesi hanno lavorato “contro” dovrebbero fare un passo indietro con umiltà pensando che L’Aquila e il suo futuro vengono prima di ogni altra cosa.




