PESCARA – È sempre lui, Zdenek Zeman, il grande maestro.

Ha battuto con i suoi ragazzi il Sassuolo e dopo pochi giorni la squadra di Braglia, quella Juve Stabia che vinse all’andata al termine di una gara stranissima, eppure non è pienamente soddisfatto.

Vuole ancora miglioramenti anche se riconosce che i suoi ragazzi stanno facendo un ottimo campionato trovandosi a un solo punto dalla vetta.

“Sì, è vero, ma debbono migliorare le distanze tra i reparti, velocizzare di più le manovre, giocare sempre per la squadra e non per se stessi. Il fatto è che sono ragazzi e non si stanno rendendo nemmeno conto di ciò che stanno facendo: si divertono e basta”.

Ecco, questo mi pare sia il segreto da sottolineare, la squadra gioca divertendosi e fa divertire gli spettatori che, sempre più numerosi, seguono le loro performance.

Oltre 20 mila persone contro il Sassuolo, oltre 10 mila martedì pomeriggio sotto una pioggia torrenziale contro la Juve Stabia: quale altro pubblico calcistico fa registrare questi numeri?

E provate a immaginare un Pescara che mantiene questi ritmi e ospita all’Adriatico il Torino… Cose da far andare in orgasmo il cassiere della società.

Pur sul terreno reso pesante dalla pioggia continua, Insigne e compagni hanno giocato un buon calcio, evidenziando e confermando uno stato di forma che è il risultato del gran lavoro di preparazione fisica fatto svolgere dal Maestro.

E ora è tempo di richiamo fisico che dovrà puntare sulla velocità: a dicembre è stato fatto un richiamo sulla potenza e sul fondo, ora si cambia registro e si punta sulla velocità e vedremo che facciafaranno i detrattori per partito preso che aspettano ancora il mese nero di Zeman.

Doveva essere a dicembre, poi a gennaio e, intanto, sta arrivando maggio e il mese nero rimane solo nelle loro astruse attese.

È vero che negli anni passati certi cali di rendimento ci sono stai, ma erano altre “rose”, formate da giocatori datati, ora, invece, con questi giovani, capaci di recuperi veloci, il mese nero è solo un pensiero che pian piano svanirà…

Zeman è sempre lui: attento, gran lavoratore, perfezionista, di poche parole ma incisive e piene di saggezza calcistica, a Pescara ha rinverdito la sua fama e ora in molti dicono che meriterebbe una grande società… Perché, Pescara non lo è?

È vero che si sono persi per strada elementi come Caldora, Edmondo, De Cecco e che Sebastiani si è contornato di tanti mister uno-due per cento, ma è anche vero che con un risultato finale che appare sempre più alla portata dei biancazzurri, trovare altri elementi “prestanti sul piano finanziario” non dovrebbe essere molto difficile, anzi.

L’unico problema sorgerebbe solo in caso di mancata promozione, qui è doveroso incrociare le dita, perché, allora, sicuramente, ci saranno defezioni e il presidente potrebbe non riuscire a far uscire il “coniglio” dal cilindro.

Ma questa è tutta un’altra storia, per ora godiamoci questi ragazzi che non sanno quel che stanno facendo ma che il loro mentore sa benissimo come gestire.