L’AQUILA – Aprire subito i cantieri per non perdere i fondi disponibili da anni per realizzare la centrale operativa del 118 con tanto di eliporto, completare il prima possibile la ricostruzione dei reparti dannegiati dal sisma, per cui mancano ancora all’appello 8-10 milioni di euro. Acquistare nuovi macchinari medici.

E’ questa la lista delle priorità per l’ospedale San Salvatore dell’Aquila che il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, Partito democratico, ha messo nero su bianco in una lettera aperta inviata al presidente della Regione Luciano D’Alfonso, all’assessore alla Sanità Silvio Paolucci, e al direttore generale della Asl 1 Avezzano Sulmona L’Aquila Giancarlo Silveri.

Interventi urgenti, ha sottolineato Pietrucci in conferenza stampa affiancato dal capogruppo del Pd in consiglio comunale dell’Aquila Stefano Palumbo, presentato anche come una sorta di risarcimento a seguito “dello scippo fatto dalla passato governo regionale di Gianni Chiodi, dei 50 milioni di euro, stanziati nel post-terremoto per l’ospedale San Salvatore e poi dirottati altrove. Con quei soldi – alza la voce Pietrucci  – non avremo ora dei reparti ancora nelle strutture provvisorie realizzate in occasione del G8 e i bambini che si vaccinano a Collemaggio nei container a sei anni dal sisma, e buona parte delle cose che elenchiamo in questa lettera sarebbero già realtà, a vantaggio di tutti gli abruzzesi”.

Priorità assoluta è dunque non perdere un finanziamento post-sismico ancora inutilizzato di circa 3,7 milioni di euro dal Ministero, con 2,1 milioni di euro dalla Regione Emilia-Romagna e con 370mila euro dalla Asl 1, per la costruzione di una modernissima centrale operativa del 118 con annesso nuovo eliporto, una sala per conferenze da 400 posti ed un parcheggio da 200 posti auto.

“I soldi ci sono – protesta Pietrucci – va solo accelerato l’iter per la cantierizzazione”.

“Ci sono poi dei rallentamenti – scrive nella lettera Pietrucci – nell’inizio dei lavori alla cosiddetta Palazzina, che ospita le unità operative dell’area di medicina, con Clinica medica, Neurologia, Oncologia, e Geriatria”.

Il rapido recupero di tale struttura “permetterebbe agli operatori di dare una collocazione più idonea e funzionale ai reparti sopra elencati, ma soprattutto consentirebbe di trasferire nella palazzina (il Delta 6 temporaneamente occupata dai reparti medici), gli uffici della direzione amministrativa della nostra Asl siti attualmente in via Saragat a L’Aquila”.

Con un risparmio immediato di almeno 300mila euro, cifra che ogni anno la Asl impiega per pagare il canone d’affitto della Palazzina di Via Saragat e che, sottolinea Pietrucci “corrisponde al salario annuo di 10 infermieri”.

E poi ovviamente vanno trovati al più presto i 10 milioni di euro mancanti per il completo recupero post-sismico del S. Salvatore. Tale somma, infatti, servirebbe per ristrutturare la Palazzina 1 dove prima del sisma si trovavano una mensa aziendale e 16 ambulatori dedicati all’esercizio della libera professione intramoenia.

Una parte di tale somma verrebbe destinata anche al ripristino dei locali lavanderia e dei percorsi sotterranei (sporco-pulito, ecc) e ai lavori di risistemazione dei parcheggi (attualmente occupati dall’ospedale del G8 e da altre strutture provvisorie).

E infine nell’elenco della migliorie urgenti del servizio.

Nella lettera si denuncia “una perdurante situazione di forte disagio nel reparto di Oncologia, per la condivisione di esigui spazi riservati con il reparto di Gastroenterologia, con conseguente promiscuità da parte di pazienti, loro familiari ed esterni”.

Si richiede poi l’acquisto del robot chirurgico “Da Vinci” anche per la Asl Avezzano- Sulmona-L’Aquila, oggi in dotazione solo presso gli Ospedali di Pescara e di Chieti.

Con questo robot spiega PIetrucci “sono stati già effettuati nel mondo più di 500mila interventi chirurgici con un costante trend di crescita. La diffusione della chirurgia robotica è un fenomeno inarrestabile, a fronte dei costi, per gli evidenti vantaggi che offre ai pazienti e per l’entusiastico feedback che il chirurgo ha con una macchina intelligente di cui però ha l’assoluto controllo”.

Da ultimo, Pietrucci chiede di trasferire “in locali adeguati il reparto di Medicina nucleare, sistemazione che consentirebbe l’acquisto definitivo, per l’Ospedale del Capoluogo di Regione, del macchinario per effettuare Pet-Tac, in loco.

“Oggi, il San Salvatore – conclude Pietruci – pur avendo fronteggiato i gravi disagi causati dal terremoto, riesce a far registrare una mobilità attiva, ossia di pazienti che vengono a farsi curare da fuori regione, del 33 per cento, la percentuale più alta registrata tra le strutture ospedaliere abruzzesi”.