L’AQUILA – “Nel momento in cui si sta cercando, con grande fatica, ma con forte volontà, di dare all’Abruzzo l’immagine e la sostanza di una classe politica che si sforza di essere adeguata alle difficili sfide in corso, in un attimo si torna nel baratro delle miserie”.
Ad affermarlo è il Vice Presidente vicario del Consiglio regionale Giorgio De Matteis, a proposito della mozione di sfiducia al presidente del Consiglio, Nazario Pagano, presentata dall’Idv e sottoscritta da tutte le forze di opposizione.
“Certamente – sottolinea De Matteis – Nazario Pagano non ha bisogno di difensori d’ufficio, ma oggi lasciarsi alle spalle l’ipocrisia che spesso domina i rapporti tra le forze politiche è il primo e più forte segnale che auspicano gli abruzzesi. Di fronte alla drammaticità di un quadro economico e sociale che investe l’intero Paese, e quindi anche il nostro piccolo Abruzzo, la mozione di sfiducia non certo un segnale di forte coesione e uno sforzo per capire e capirsi, come auspicato dal Presidente della Repubblica qualche giorno fa”.
“Lo sforzo è oggi quello di una oziosa discussione con un finale già scritto ed è per questo che mi auguro che nella maggioranza e nell’opposizione comincino ad emergere con determinazione coloro i quali, di fronte alle difficoltà, sappiano ricercare ciò che unisce e non ciò che divide”.
Una mozione di sfiducia nei confronti del presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano, perché “non svolge più il ruolo di garanzia che gli assegna lo statuto”.
L’annuncio è di Cesare D’Alessandro, consigliere regionale dell’Italia dei valori, ma il provvedimento è firmato da tutta l’opposizione.
“È un fatto molto grave, che spezza l’equilibrio istituzionale, un rapporto unitario. Non sarà facile ricomporre lo strappo”, ha replicato a stretto giro di posta Pagano.
Era successo solo un’altra volta nella storia pluridecennale della Regione Abruzzo, la cui prima assemblea si è riunita il 6 luglio 1970, che venisse presentata la sfiducia al presidente.
Era il 5 agosto 2005 e, per ironia della sorte, fu proprio Pagano, all’epoca consigliere di opposizione di Forza Italia, a illustrare i motivi per cui il suo ex collega Marino Roselli andava rimosso.
Un attestato di solidarietà a Pagano è giunto dal gruppo regionale del Popolo della libertà per bocca del capogruppo Lanfranco Venturoni e del portavoce Riccardo Chiavaroli: ”Il presidente è persona autorevole e rispettosa delle regole”.
LA MOZIONE DI SFIDUCIA
La mozione di sfiducia è uno strumento previsto dall’articolo 9 del regolamento per i lavori interni del Consiglio, essa deve essere motivata e sottoscritta da almeno un quarto degli inquilini dell’Emiciclo e va discussa entro cinque giorni dalla sua presentazione.
Per essere efficace, deve essere approvata a maggioranza assoluta dei componenti dell’assemblea.
IL COMUNICATO DI D’ALESSANDRO (IDV)
“Entro la settimana prossima il Consiglio regionale dovrà riunirsi per decidere se revocare o meno il presidente dell’assemblea Nazario Pagano”.
Lo annuncia Cesare D’Alessandro, consigliere regionale dell’Italia dei valori.
D’Alessandro spiega che “è la seconda volta in oltre quarant’anni di vita regionale. La mozione di sfiducia è stata sottoscritta da tutti i gruppi di opposizione, perché in sostanza Pagano non svolge quel ruolo di garanzia affidatagli dallo statuto, dal regolamento e dal buon senso. Consente alla maggioranza di violare sistematicamente le regole ed è inflessibile nell’applicarle con i consiglieri di minoranza”.
“Stufi di questo comportamento – continua l’esponente dipietrista – nel Consiglio di martedì scorso tutta l’opposizione ha abbandonato i lavori dell’Aula e subito dopo ha deciso di sfiduciare Pagano, reo di aver permesso ad una legge fantasma, quella sui consorzi industriali, di approdare in Aula fuori dai tempi regolamentari senza consentire ai consiglieri di minoranza neppure una rapida lettura”.
“Pagano si è superato quando, pur di affermare le sue ragioni, ha spostato di un’ora le lancette dell’orologio e come un novello Giosuè ha condotto i suoi alla vittoria. Ma è una vittoria di Pirro – prosegue – perché la legge così come è stata confezionata porterà solo ulteriori problemi agli abruzzesi”.
“Ma se di fronte alla gravità del momento economico, politico e sociale che stiamo vivendo siamo costretti ad occuparci delle stramberie di Pagano, vuol dire che la misura è colma! Se certe cose accadono – aggiunge ancora D’Alessandro – la causa principale è nella incapacità di Chiodi a governare i processi di cambiamento per il rilancio della nostra asfittica economia”.
“Pagano più che un comprimario è una vittima delle circostanze – conclude – ha la sfortuna di presiedere il massimo organo legislativo regionale con un governatore e una Giunta che non hanno tanta dimestichezza con le leggi, anzi qualcuno di loro è così allergico alle regole che non sfigurerebbe tra i personaggi della Filibusta”.
LA REPLICA DI PAGANO
“È un fatto molto grave, che spezza l’equilibrio istituzionale, un rapporto unitario. Non sarà facile ricomporre lo strappo”.
Nazario Pagano, presidente del Consiglio regionale, non manda affatto giù l’iniziativa Idv di presentare una mozione di sfiducia contro di lui.
“Non potevano trovare un presidente più garantista di me – attacca parlando con l’Ansa – Sono degli irresponsabili: io sono uomo di principi, e nel caso di ieri in Consiglio, avevano torto le opposizioni e non io. Quindi trovo grave che in un momento di difficoltà del paese e della regione si arrivi a tanto”, chiude Pagano.
LA SOLIDARIETA’ DEL PDL A PAGANO
“Cesare D’Alessandro e gli altri firmatari, facciano un favore a loro stessi e agli abruzzesi: si ‘autosfiducino’, prima che lo facciano per loro gli elettori”.
Questo il primo commento del gruppo del Popolo della libertà in Regione Abruzzo, sul documento delle opposizioni con il quale si chiede la sfiducia del presidente del Consiglio Regionale Nazario Pagano.
“Questo atto – dicono il capogruppo Lanfranco Venturoni e il portavoce Riccardo Chiavaroli – è il segno tangibile di una opposizione allo sbando che, oramai, travolta dagli insuccessi politici in Abruzzo, comincia persino ad attaccare sul piano istituzionale”.
“E dispiace oltretutto constatare – attaccano – che le forze di minoranza in Regione, oramai, accettino tutte di adeguarsi supinamente a comportamenti ‘veterodipietristi’ che nemmeno lo stesso Di Pietro oramai utilizza più”.
“La mozione di sfiducia – proseguono Chiavaroli e Venturoni – non solo è infondata nel merito e nella forma, ma rischia di incrinare il clima di reciproco rispetto che mai come oggi aveva caratterizzato le attività del Consiglio regionale”.
“Sul contenuto, poi, è semplicemente incredibile leggere le accuse rivolte al presidente Pagano, al quale – concludono gli esponenti del gruppo Pdl – non solo riconfermiamo stima e apprezzamento, ma a cui crediamo sia riconosciuta, da chiunque non abbia pregiudizi politici irrazionali, capacità, autorevolezza e assoluto rispetto delle regole, delle istituzioni e di tutte le forze politiche”.





