L’AQUILA – Una scuola per due Regioni e sette Comuni, tre abruzzesi e quattro molisani: la richiesta è stata avanzata alle Regioni Abruzzo e Molise dalle amministrazioni della provincia di Chieti di Celenza sul Trigno, Torrebruna e San Giovanni Lipioni per l’Abruzzo, e da quelle della provincia di Campobasso di Roccavivara, Montefelcone nel Sannio, San Felice del Molise e Montemitro, nel Molise.
L’istanza propone la realizzazione di un polo scolastico intercomunale in area trignina.
Le amministrazioni hanno chiesto un incontro con i due presidenti, l’abruzzese Luciano D’Alfonso e il molisano Paolo Di Laura Frattura.
Insieme alla Casa della Salute che sorgerà nella stessa zona, fanno notare le amministrazioni interessate, si tratta dei primi passi concreti per la costituzione della Marca Trignina, facente parte della più ampia Marca Adriatica.
Nei diversi territori comunali, sottolineano le sette amministrazioni, esistono già strutture scolastiche che, in alcuni casi, presentano anche livelli di funzionalità accettabili, ma non consentono di migliorare il servizio eliminando tutte le criticità tipiche delle strutture disperse sul territorio.
Per questo le amministrazioni abruzzesi e molisane chiedono l’impegno per la realizzazione di una nuova struttura scolastica, avente caratteristiche innovative, al fine di offrire una offerta formativa di elevata qualità alla popolazione scolastica.
“Una struttura sicura – aggiungono – un polo scolastico strategicamente dislocato, facilmente e agevolmente raggiungibile dagli alunni dei Comuni molisani e di quelli abruzzesi, superando in tal modo anche barriere politiche ed amministrative che finora non hanno aiutato il territorio a dispiegare tutte le potenzialità”.
La scuola tra due regioni avrebbe anche un’altra finalità: provare a bloccare e invertire il progressivo calo demografico.
Le amministrazioni comunali dei comuni di Roccavivara, Montefelcone nel Sannio, Montemitro, San Felice del Molise, nel Molise, assieme a Celenza sul Trigno, Torrebruna, San Giovanni Lipioni per l’Abruzzo, nella nota inviata ai due presidenti della Regione, ritengono sia un loro dovere, oltre che loro diritto, quello di evitare di aspettare inerti che i fatti li condannino, di dover semplicemente prendere atto delle decisioni prese altrove.
Vogliono provare a essere protagonisti del loro futuro, del futuro di comunità che non vogliono rassegnarsi a una estinzione lenta, ma inesorabile.
E vogliono farlo a partire dal progetto di una diversa articolazione della scuola nel territorio della media valle del Trigno per poi affrontare il tema della riorganizzazione complessiva dei servizi, delle infrastrutture, dello sviluppo.



