L’AQUILA – Fondi non dovuti per la ristrutturazione di un edificio danneggiato dal sisma, facendo per di più sparire dal progetto un abuso edilizio.
Questi i presunti illeciti che hanno portato al rinvio a giudizio Marcello D’Onofrio, 52 anni, e Maurizio Rotondo, (50), entrambi di Montereale, su disposizione del giudice per le udienze preliminari del tribunale dell’Aquila Giuseppe Romano Gargarella.
Il reato contestato è quello di truffa ai danni dello Stato e falso in relazione a una vicenda legata al terremoto.
Secondo l’accusa, infatti, D’Onofrio e Rotondo, nelle rispettive vesti di progettista e di committente, avrebbero presentato tavole tecniche e perizie da cui risultava, come oggetto dell’intervento, un edificio di soli due piani, e non di tre realmente esistenti, al fine di occultare una sopraelevazione abusiva. Nel progetto riulterebbero poi modificate anche le distribuzioni interne dei due piani.
Tutto questo, sostiene l’accusa, per ottenere un ingiusto profitto con l’erogazione di 35 mila euro, in violazione dell’ordinanza che esclude dai contributi “ immobili o porzioni di immobili costruiti in violazione delle norme urbanistiche senza che sia intervenuta una sanatoria”.






