L’AQUILA – “La nostra idea forte è quella di un Abruzzo pulito dagli sprechi, dalle lobby, dalle connivenze e anche nell’aria che si respira. Non saremo la foglia di fico di D’Alfonso”.
Pulizia, assieme alla sempre verde legalità, sono le parole d’ordine di Alfonso Mascitelli, candidato dell’Italia dei valori, di cui è segretario regionale, alle primarie del centrosinistra del 9 marzo, che oggi ha inaugurato oggi a L’Aquila, alla presenza del segretario nazionale Ignazio Messina, il Presidio ‘della legalità’ in via Vittorio Emanuele.
Alla destra e alla sinistra del segretario nazionale durante la conferenza stampa aquilana, tra gli altri, Giuliano Di Nicola, consigliere comunale. Da notare la presenza di soli uomini tra gli esponenti dell’Idv.
Un luogo, ha spiegato lo stesso segretario nazionale, che sarà un vero proprio punto di ascolto per i cittadini dell’Aquila, dove volontari qualificati, tra cui molti avvocati, si altereranno quotidianamente per offrire il servizio. Analoghi presidi già sono operativi all’Ilva di Taranto e a Casal di Principe.
“Dopo le primarie – ha arringato Mascitelli i suoi sostenitori – non ci saranno le secondarie. Il tempo della politica parolaia è scaduto. E le primarie non saranno certo una farsa come qualcuno pensa. Noi abbiamo delle differenze reali rispetto al Pd e Luciano D’Alfonso che vogliamo far pesare nella coalizione. Una differenza soprattutto di metodo”.
Tra i punti qualficanti del programma, Mascitelli cita la riduzione dei compensi dei consiglieri regionali, che dovranno essere parificati a quelli dei sindaci dei Comuni capoluogo, e l’abolizione dei fondi a disposizione dei gruppi regionali.
ll segretario nazionale Ignazio Messina ha sottolineato che in Abruzzo si prevede un’astensione 60 per cento.
E osserva: “Noi non vogliamo raccogliere il voto degli scontenti del Pd, ma convincere, far tornare a partecipare, questa maggioranza di cittadini sfiduciati, che della politica non ne vuole più sapere”.
Infine parole critiche da parte di Messina nei confronti del premier Matteo Renzi, spietate per il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo, considerato “un comico non tagliato per la politica”.
“Da Renzi finora sono arrivati molti spot, ora però deve riempirli di contenuti. Ma a Renzi diciamo anche di non fare due pesi e due misure, le leggi sono uguali per tutti”. Il riferimento è alla nomina dei quattro sottosegretari inquisiti del Pd, e che a differenza del sottosegretario Antonio Gentile del Nuovo centrodestra, non si sono dimessi.
“I sottosegretari sono tutti uguali – commenta Messina – se non ci possono essere sottosegretari con procedimenti in corso e il principio deve valere per tutti. Va dato atto al Nuovo centro destra di essere stato più rispettoso dell’etica rispetto al Pd”
“Grillo – prosegue Messina – si indigna per le foto di Renzi, che gli ricordano scenette del Ventennio. Ma è Grillo che si comporta da dittatore, è lui che sta stilando liste di proscrizione. Non si rende conto però che non è lui che espelle i parlamentari del M5S, sono loro che se stanno andando, che lo abbandonano. E non si rende conto che alla fine saranno gli elettori ad espellere lui.”
Messina infine si è detto preoccupato per la nuova legge elettorale “che rischia di essere peggiore di quella vecchia”, e per cui rischia di saltare il principio della parità di genere.






