L’AQUILA – Nell’incontro di ieri tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e il Cnsu (consiglio Nazionale degli Studenti Universitari), c’è stato spazio anche per i problemi che attanagliano l’Università e il Diritto allo Studio all’Aquila.
All’incontro, nato dalle mobilitazioni derivanti dalla legge Gelmini e dal dialogo che si è aperto tra gli studenti universitari e il presidente della Repubblica, ha infatti partecipato lo studente dell’Università dell’Aquila Mauro Pettinaro, rappresentante dell’Udu.
“Dall’incontro – fa sapere l’Udu in una nota firmata dai rappresentanti Chiara Juchich e Michele Di Biase – è emersa una forte preoccupazione per i tagli agli Atenei e al Diritto allo studio, che aggravano ulteriormente quelli che saranno i danni provocati dalla Legge Gelmini al sistema pubblico universitario. L’appuntamento del Cnsu con il presidente Napolitano rappresenta, in maniera inopinabile, la conferma di una mancanza di dialogo con il Governo e con il ministro Gelmini che, durante l’iter di approvazione parlamentare della riforma, non ha mai consultato l’organo di rappresentanza nazionale per timore di non ricevere un parere positivo sulla riforma”.
Nell’ambito dell’incontro il rappresentante dell’Udu L’Aquila “ha riportato – si legge nel comunicato – al presidente Napolitano le difficili condizioni in cui versano gli studenti all’Aquila, e la preoccupazione che il ruolo che l’Università potrebbe avere nella Città dell’Aquila, come motore di rilancio sociale, culturale ed economico, nel complesso contesto post sisma sia ‘sprecato'”.
Da questo punto di vista Pettinaro ha sottolineato “l’incredibile assenza di politiche adeguate di Diritto allo Studio e di cittadinanza studentesca, dall’assenza di servizi al crollo della copertura delle borse di studio. Si è ribadito inoltre il taglio del 3,72 per cento sul riparto dell’ffo che ricade sull’Università dell’Aquila, in palese contrasto con l’accordo di programma del 2009”.
A tal proposito l’Udu precisa che “è lo stesso decreto direttoriale che, anzichè negare il taglio del 3,72 per cento deciso dal Decreto Ministeriale, lo conferma. Per “raccontare” che non c’è nessun taglio, si fa uso della cifra stanziata agli Atenei italiani, e dunque all’Università dell’Aquila, per la copertura degli aumenti stipendiali dei docenti e contrattuali dei tecnici-amministrativi. A causa del Decreto Ministeriale della Gelmini che taglia del 3,72 per cento il fondo base, l’Università si ritroverà a far fronte agli aumenti annuali con le risorse di prima. Quella che doveva essere un adeguamento dei trasferimenti per le quote stipendiali viene di fatto “recuperato” da Tremonti e dalla Gelmini con il taglio del 3,72 per cento sulla quota base”.
“Il presidente Napolitano – conclude la nota dell’Udu – ha dimostrato attenzione a quanto espresso dall’Udu L’Aquila, richiamando il ruolo cardine delle università sui territori, l’importanza del diritto allo studio, in Italia largamente sotto finanziato”.






