L’AQUILA – “La direttiva sulla razionalizzazione delle forme assistenziali e sulla gestione degli alloggi per i senza tetto, firmata dal vice commissario Antonio Cicchetti, è uno dei peggiori provvedimenti che sia mai stato emanato”.

Lo dicono i consiglieri comunali dell’Aquila, Enrico Perilli, di Rifondazione comunista, e Giuseppe Bernardi, Sinistra per l’Aquila.

“Penalizza la gente – sosengono – la tira fuori con una violenza inaudita da strutture ricettive e da abitazioni che si era procurata con grande fatica (e a costi spesso esorbitanti) e crea una falsa aspettativa per i familiari che voglio riunirsi con il nucleo di origine. Gli appartamenti, infatti, non devono essere cambiati e per questo si rischia, in alcuni casi, un sovraffollamento disumano in caso delle famiglie siano disponibili ad accogliere componenti che inizialmente avevano scelto altre forme di assistenza”.

Per i due esponenti politici “si va verso una deportazione in piena regola dagli alberghi e bisogna scegliere la formula meno onerosa, il solito contributo di autonoma sistemazione, i cui fondi sono scarsi e arrivano con il contagocce, tanto è vero che spesso il Comune e’ costretto a sopperire a queste gravi carenze, impegnando propri fondi. In questo senso, abbiamo molto apprezzato lo scatto d’orgoglio del sindaco, Massimo Cialente, che ha censurato senza mezzi termini questo assurdo provvedimento. Continuando con questo atteggiamento, potrà avere il nostro supporto anche in futuro”.

PRESIDIO PIAZZA DUOMO: “REGOLE MORTIFICANTI E VESSATORIE”

L’AQUILA – “Una serie di regole mortificanti, vessatorie e del tutto inadatte alla soluzione dei problemi alloggiativi che tormentano ancora i cittadini aquilani a quasi due anni dal terremoto”.

Il presidio di piazza Duomo commenta così la direttiva sulla razionalizzazione delle forme assistenziali e sulla gestione degli alloggi per i senza tetto, firmata dal vice commissario Antonio Cicchetti.

“Le nuove regole – si legge nella nota – sono evidentemente pensate da chi non conosce la città e non si rende conto dei problemi dei cittadini. Per prevenire l’azione di qualche ‘furbo’ si penalizza una grande fetta di collettività. E ci si continua a nascondere dietro un dito: gli alloggi non bastano”.

“E di fronte a questa palese evidenza – prosegue – ci si chiede di continuare a stringerci, si pretende di comprimere le nostre vite in convivenze sempre più difficili, in spazi sempre più angusti. Dobbiamo stringerci e non dare più fastidio. Ma gli aquilani si sono già stretti, vivono già convivenze forzate. Si accontentano delle mansarde, dei sottotetti, hanno affittato a caro prezzo abitazioni riadattate perfino da cantine e vecchie stalle. Alcuni vivono ancora in roulottes e container”.

Le nuove regole, secondo il presidio “non ci permettono più di essere pendolari nel lavoro, di avere un figlio che va a studiare all’estero, di doverci spostare noi stessi per lavoro, o magari per gravi esigenze familiari. Le nuove direttive mortificano l’intelligenza e i diritti dei cittadini che si vedono sempre più stretti in un modello di vita che di normale non ha nulla e costringe a difendere strenuamente la propria libertà, la propria dignità e i diritti”.

“Dobbiamo accettare una casa più piccola se la famiglia diminuisce – prosegue la nota –  continueremo a rimanere nelle stesse case se invece il nucleo familiare cresce. E addirittura le nuove regole stabiliscono cosa si intende per nucleo famigliare e indissolubilità dello stesso. In albergo non si potranno più ricevere visite. Alla vita sociale e familiare già devastata di chi è costretto a vivere in questo modo, si aggiunge un’altra restrizione”.

“Il provvedimento di Cicchetti – si legge in conclusione della nota – sarebbe patetico se non fosse, nella situazione in cui siamo,  vessatorio e per molti drammatico: si vuole continuare a raschiare il fondo di una pentola dove non c’è abbastanza per tutti. Si continua a tirare una coperta che è sempre troppo corta.  Ma anche la pazienza degli aquilani non potrà essere infinita”.

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