L’AQUILA – Un fiume di debiti, quasi 9,5 milioni, per il Comune dell’Aquila.
È il dato disastroso per le casse pubbliche che sta emergendo dai lavori della commissione Bilancio, presieduta da Giustino Masciocco (Sinistra ecologia libertà), che da alcune settimane sta passando al setaccio i conti municipali.
Una somma destinata a crescere ulteriormente se si considerano anche i contenziosi pendenti, su tutti quello per i lavori archiviati della metropolitana di superficie, per cui la ditta che aveva in concessione la costruzione e la gestione della rete tranviaria, la Cgrt amministrata dall’imprenditore aquilano Eliseo Iannini, ha chiesto circa 7 milioni di danni.
C’è di tutto in mezzo alle carte in mano ai componenti dell’organismo consiliare, portate dai dirigenti dei rispettivi settori convocati per la maratona delle audizioni iniziata la scorsa settimana, dove sono già sfilate Paola Giuliani (Ambiente e Partecipate) e Patrizia Del Principe (Politiche sociali).
Cifre in alcuni casi mostruose, in altri di poche centinaia di euro, maturate in anni di amministrazione.
C’è, per esempio, il credito vantato dalla Waterplan, ditta incaricata di vari interventi relativi alla realizzazione di impianti di depurazione nelle frazioni del capoluogo, pari a 1,6 milioni.
Una “botta” da oltre 400 mila euro viene dalla ormai arcinota gestione “allegra” della Perdonanza, per cui già sono state riconosciute altre somme dovute ad artisti, associazioni e fornitori.
Singolare, poi, la vicenda della lite con la società Bahia, proprietaria del palazzo Del Tosto in via Roma, dove si trovano alcuni uffici pubblici.
Subito dopo il sisma si è occupata di liberare l’edificio dalle macerie derivate dal crollo dei tramezzi interni e di recuperare l’archivio comunale, poi stoccato nell’immobile di fronte di via Vicentini.
Per le operazioni di rimozione del monte di faldoni e documenti, di selezione, imballaggio e trasloco la Bahia chiede 870 mila euro: ma sia il dirigente della Ricostruzione, l’ingegnere Vittorio Fabrizi, sia il geometra Marino Miconi dell’Ispettorato urbanistico, preposto al controllo delle attività, hanno specificato che Del Tosto ha proceduto “di sua iniziativa”.
Si passa, quindi, agli espropri nelle aree destinate dal Piano regolatore all’edilizia economica e popolare (le zone Peep) mai pagati a numerosi cittadini per quasi un milione di euro.
Il Comune ha “buffi” pure nei confronti di alcuni suoi dipendenti: come i 100 mila euro che deve a Mario Di Gregorio, Giuseppe Galassi e Carlo Cafaggi, che avanzano i gettoni di presenza per le 212 sedute del periodo 2004-2005 della Commissione tecnico-consultiva.
Paradossale, infine, il caso dell’Azienda farmaceutica municipalizzata (Afm), ex municipalizzata a totale capitale comunale, che si è dovuta rivolgere al tribunale dell’Aquila e ha ottenuto un decreto ingiuntivo nei confronti del suo unico socio di 1.858.000 euro.
Soldi su soldi che ormai attendono solo di essere messi all’incasso dagli aventi diritto e che, di fatto, bloccano l’utilizzo del mega avanzo di amministrazione certificato per l’anno 2012.
Più di 20 milioni, emersi in fase di quantificazione del consuntivo, congelati per non far ritrovare il Comune in braghe di tela di fronte all’avanzare dei debiti.
“È un porto delle nebbie su cui stiamo cercando di fare chiarezza”, spiega Masciocco.
“Un lavoro faticoso ma indispensabile – aggiunge – e ringrazio per l’impegno tutti i commissari, a prescindere dalla loro collocazione in Consiglio”.
“Inoltre – conclude – stiamo recuperando un rapporto più stretto con i dirigenti, che stanno imparando a confrontarsi maggiormente con gli organi politici”. Pierluigi Biondi




