PESCARA – Con la scomparsa del leader Silvio Berlusconi c’era chi aveva vaticinato il cupio dissolvi di Forza Italia. Almeno in Abruzzo c’è la convinzione che non sarà questo lo scenario, in vista delle elezioni regionali di marzo.
E nonostante il mai sopito scontro tra correnti e cordate, nel partito azzurro si respira aria di ottimismo tanto che sono state congelate le lotte di successione alla segreteria, con i vertici galvanizzati dalla massiccia campagna acquisti, in particolare a discapito della Lega, che ha fatto degli azzurri il primo gruppo in consiglio, con sette consiglieri. Resta, beninteso la singolar tenzone interna delle tre anime del partito, che fanno capo rispettivamente al riconfermato parlamentare Nazario Pagano, coordinatore regionale, al capogruppo in consiglio regionale Mauro Febbo, al presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, che lavorano a piazzare in lista i loro candidati.
E la lista si apprende da fonti interne al partito, sarà chiusa all’esito della riunione del coordinamento regionale convocato lunedì 11 settembre a Pescara.
Le teste di serie a cui assicurare la riconferma però sono già note: per il collegio della provincia di Pescara è proprio il presidente Lorenzo Sospiri, 6.012 voti alle regionali del 2019, oramai uomo forte del partito, forse ancor di più del segretario regionale Pagano, che in base ad un accordo sottoscritto prima delle politiche di settembre 2022, dovrebbe lasciare lo scettro proprio a sospiri, ma solo dopo il voto regionale.
A Chieti ci sono il capogruppo Febbo, 5.553 voti nel 2019 e l’assessore alle Attività produttive, Turismo e Cultura, Daniele D’Amario, altro punto fermo della classe dirigente abruzzese degli azzurri.
A L’Aquila c’è uno dei nuovi ingressi, Roberto Santangelo, eletto nel 2019 con 2.645 voti in lista con Azione politica, vice presidente del consiglio Regionale, e presidente del consiglio comunale dell’Aquila.
In provincia di Teramo invece parte in pole position l’ex leghista Emiliano Di Matteo, ex sindaco di Ancarano, che nel 2019 prese ben 8.477 preferenze.
Questo invece lo scenario e le ambiziose aspettative prefigurato nella plancia di comando degli azzurri, sondaggi e proiezioni alla mano: nel 2019 Forza Italia prese il 9% pari a 54.223 voti, eleggendo Sospiri, Febbo e Umberto de Annuntiis poi passato a Fratelli d’Italia, mantenendo per di più la carica di sottosegretario di giunta. Questo in una tornata elettorale in cui trionfò la Lega con 165.008 voti, pari al 27,5%, e con Fratelli d’Italia al 6,4% con 38.894 voti.
Scenario completamente ribaltato alle elezioni politiche del 25 settembre: Forza Italia al collegio unico del Senato ha preso 75.663, voti salendo al 12,1%, dietro a Fratelli d’Italia che ha quadruplicato i voti superando quota 170.00, e con la Lega che è crollata invece all’8,2% pari a 51.747 voti.
Ebbene, tra gli azzurri c’è la convinzione che a marzo si possa fare ancora meglio, con l’obiettivo minimo fissato al 12%, quello massimo, nel più roseo dello scenario, al 16%, portando cioè all’Emiciclo dai 4 ai 6 consiglieri.
Ma i posti saranno senz’altro più di 4 o 6, in quanto vanno da subito considerati “i surrogati”, ovvero i primi dei non eletti che entrano in consiglio al posto dell’eletto di Forza Italia nominato assessore.
Ed ecco che dietro le citate teste di serie la partita è apertissima e concrete le possibilità di essere eletti.
A Chieti c’è anche la new entry Sara Marcozzi, arrivata dal Movimento 5 stelle, con cui è stata due volte candidata presidente della Regione. Tocca però vedere se con Forza Italia, che ha una base elettorale ben diversa da quella dei pentastellati, potrà avvicinarsi agli oltre 6.5oo voti presi nel 2019. In lista ci sarà Manuele Marcovecchio, oggi in Valore Abruzzo, federato con Fi, altro fuoriuscito dalla Lega, con cui ha preso 4.305 voti, e l’assessore di Lanciano, Graziella Di Campli.
In provincia dell’Aquila sarà della partita un altro ex leghista di Valore Abruzzo, l’ex sindaco di Ovindoli, Simone Angelosante, 4.305 voti nel 2019, e la sulmonese Antonietta La Porta, l’ultima dei consiglieri regionali usciti dalla Lega, eletta con 3.570 voti, per ora al gruppo misto. Ci sono poi l’ex sindaco di San Benedetto dei Marsi, Quirino D’Orazio e il sindaco di Civita D’Antino, Sara Cicchinelli. Potrebbero essere in lista Stefano Morelli coordinatore comunale Fi, ed anche Giorgio De Matteis vice coordinatore provinciale vicepresidente del consiglio regionale.
A Teramo punta all’elezione il primo dei non eletti di Fi nel 2019, Gabriele Astolfi, ex sindaco di Atri, che è stato più volte ad un passo dall’entrare in consiglio con il meccanismo della surroga. Altri nomi sono quelli di Francesca Persia, responsabile Attività produttive del partito, e Mario Cozzi, consigliere comunale a Teramo.
Infine in provincia di Pescara, altro pezzo da novanta pronto a candidarsi Luigi Albore Mascia ex sindaco di Pescara e ora assessore comunale, e in lista dovrebbe esserci anche il suo collega di giunta Eugenio Seccia. Altri nomi quelli dell’ex presidente della Provincia di Pescara, Antonio Zaffiri, e del vice sindaco di Montesilvano Paolo Cilli.






