L’AQUILA – Una lunga lista di reazioni ha fatto seguito alla diffusione delle motivazioni della sentenza di condanna alla commissione Grandi rischi da parte del giudice del tribunale dell’Aquila, Marco Billi.
GRESTA (INGV): ”MIEI COLLEGHI IN BUONA FEDE”
“Sono intimamente convinto della buona fede dei miei colleghi”.
Questo il primo commento del presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), Stefano Gresta, dopo aver appreso la motivazione della sentenza che nell’ottobre scorso ha condannato i componenti della commissione Grandi rischi in relazione al terremoto del 6 aprile 2009
“Di sicuro – ha aggiunto Gresta – è stata gestita male la distribuzione dell’informazione”.
Inoltre, ha rilevato, “non è scientificamente corretto voler guardare, dopo che un evento è avvenuto, a quello che si sarebbe dovuto fare prima”.
BOSCHI: “NON MI SENTO COLPEVOLE”
“Non mi sento assolutamente colpevole”: così l’ex presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), Enzo Boschi, commenta le motivazioni della sentenza del tribunale dell’Aquila che lo ha condannato in primo grado, con altre sei persone, in relazione al terremoto del 6 aprile 2009.
“Non penserà, il giudice – ha detto Boschi all’Ansa – che dopo aver denunciato per anni la sismicità del territorio italiano, avrei detto improvvisamente che all’Aquila non c’è rischio di terremoti?’.
“Io e i miei colleghi – ha proseguito Boschi – non avremmo mai assolutamente potuto dare nessuna affermazione rassicurante: sarebbe stato dire che siamo in grado di prevedere i terremoti, oppure che i terremoti non sono prevedibili ma che all’Aquila non ci sarebbe stato nessun sisma”.
Quanto alla frase finale del verbale della riunione della commissione Grandi rischi, che riporta le affermazioni dell’assessore alla Protezione civile regionale Daniela Stati, Boschi dice: “non so che cosa abbia detto la Stati, io personalmente non l’ho sentita dire che andava a rassicurare la popolazione”.
Per l’ex presidente dell’Ingv “è tutto privo di senso: che scopo avremmo avuto a rassicurare? Che cosa ci avremmo guadagnato? Le cose disoneste si possono fare, ma si fanno per qualche scopo”.
CENTOFANTI: ”ORA PROCESSO A BERTOLASO”
“Non aggiungono niente di nuovo, sono una sintesi del lungo lavoro di inchiesta e di testimonianza arrivate alla conclusione della condanna. Oggi c’è la conferma nonostante quanto dice il ministro Clini che ha tacciato di oscurantismo il tribunale dell’Aquila”.
Lo ha detto Antonietta Centofanti, presidente del comitato vittime Casa dello studente, commentando le motivazione della sentenza nei confronti della commissione Grandi rischi.
“Qui non è stata condannata la scienza ma un malcostume, cialtroneria e pressappochismo con cui si affrontano temi che riguardano il bene comune – ha continuato – lo confermano le intercettazioni telefoniche a carico dell’allora capo della protezione civile, Guido Bertolaso, che nei colloqui con l’assessore Stati ha parlato di riunione mediatica”.
“Questa non è una invenzione, spero che anche Bertolaso finisca sul banco degli imputati e mi auguro che risponda di questa condanna che reputo criminosa”, conclude.
SELVAGGI: ”ALLE ORTICHE IL LAVORO DEI SISMOLOGI”
“Si getta alle ortiche il lavoro di generazioni di sismologi e ingegneri sismici in quanto viene oscurato il valore, cui abbiamo sempre creduto, della prevenzione come strumento fondamentale per difendersi dai terremoti”.
L’ex direttore del Centro Nazionale Terremoti Giulio Selvaggi commenta così le motivazioni della sentenza del Tribunale dell’Aquila che lo ha condannato in primo grado, con altre sei persone, in relazione al terremoto del 6 aprile 2009.
“Per ‘prevenzione’ – ha proseguito Selvaggi – intendo il pretendere che gli edifici pubblici, le scuole, i luoghi di lavoro e le nostre case siano a norma e sicure”.
Per Selvaggi “spostare l’attenzione da queste politiche al breve o brevissimo termine significa pensare che in pochi giorni si possa fare ciò che non è stato fatto per anni: questo – rileva – è pericolosissimo e non aiuta a mitigare gli effetti catastrofici dei terremoti”.
CODACONS, ”SENTENZA APRE STRADA A RISARCIMENTI”
“Le motivazioni della sentenza del tribunale dell’Aquila sono ‘pesantissime’, e inchiodano la commissione Grandi rischi e i suoi componenti alle proprie responsabilità, senza alcuna possibilità di fuga”.
Lo afferma il Codacons commentando quanto scritto dal giudice Marco Billi nella sentenza con cui lo scorso ottobre ha condannato i membri della commissione in relazione al sisma del 2009.
“Questa sentenza – spiega il presidente Carlo Rienzi – è talmente esaustiva e precisa nell’individuare le colpe della Commissione e dei suoi componenti, gli errori e l’inefficacia dei provvedimenti presi, che apre la strada ai risarcimenti in favore di tutti i cittadini dell’Aquila, non solo per le parti civili che hanno già visto riconosciuto dal Tribunale un indennizzo”.
A tal fine l’ufficio legale del Codacons ha avviato le pratiche per intentare, alla luce delle motivazioni della sentenza diffuse oggi, un’azione risarcitoria contro la Commissione Grandi Rischi da parte di tutti i cittadini dell’Aquila.






