L’AQUILA – Trema ancora la terra a Montereale. Questa notte e nella prima mattinata ci sono state quattro scosse, una di magnitudo importante, 3.3, alle 4.24.

In serata è arrivata una nuova previsione a breve termine di Giampaolo Giuliani, che sostiene di poterle fare monitorando il gas radon: per l’ex tecnico Infn, sono possibili scosse anche superiori a 3.5 di magnitudo.

Il prefetto del capoluogo, Giovanna Maria Iurato, ha incontrato di nuovo i sindaci dei territori coinvolti: prosegue il monitoraggio, mentre sono state chieste migliorie per le tensostrutture d’accoglienza: brandine e stufette per aumentare il comfort, anche se, sottolinea la Prefettura, si tratta di centri di aggregazione e non di dormitori.

Proprio per questo alcuni sindaci, come quello di Cagnano, Donato Circi, si spingono a chiedere al prefetto qualcosa di più: container, gli unici in grado di riparare dal freddo, già abbastanza pungente.

Intanto, sempre come misure preventive, l’Ater sta svolgendo verifiche nei suoi alloggi popolari che insistono sulla zona attraversata dallo sciame, mentre il Comune dell’Aquila ha integrato la lista delle aree che fungerebbero da punto di accoglienza in caso di una nuova forte scossa nel capoluogo.

Recriminazioni arrivano dalla frazione di Arischia del Comune dell’Aquila, vicina ai territorio dove si susseguono terremoti, e che accusa l’amministrazione di averla abbandonata a se stessa.

GIULIANI: ”RADON ALTO, POSSIBILI SCOSSE SOPRA 3.5”

L’AQUILA – Radon in aumento, almeno secondo le rilevazioni dello studioso di terremoti Giampaolo Giuliani che sulla sua bacheca facebook ha fatto una nuova, ennesima previsione per il breve periodo.

“Radon 2.800-3.100 con tendenza all’aumento – scrive Giuliani poco dopo le 20 – Possibilità di incremento del grado sismico oltre 25/30 chilometri dal bacino, anche maggiore di magnitudo 3.5″.

Da Giuliani arriva anche un consiglio di prudenza: “Nell’eventualità di scosse udibili in sequenza – avverte – assumere un atteggiamento di massima attenzione, in particolare per un raggio d’azione di 20 chilometri da Montereale”.

SINDACO CAGNANO: ”CHIEDIAMO CONTAINER AL PREFETTO”

CAGNANO AMITERNO – Il sindaco di Cagnano Amiterno (L’Aquila), Donato Circi, continua a chiedere aiuto al prefetto Giovanna Maria Iurato: in primo luogo container, fondamentali per un paese in cui di sera si raggiungono temperature molto basse.

“Nell’incontro di stamattina – afferma – il prefetto ci ha assicurato il suo massimo impegno nel fronteggiare questa situazione”. Situazione che fa paura: molti cittadini, infatti, hanno deciso di prendersi loro malgrado una “vacanza”, che tale non è, lasciando il paese.

“Per quanto riguarda il centro storico – aggiunge Circi –  in parte già transennato dopo il terremoto del 6 aprile 2009,  non c’è stata un’ordinanza di chiusura come per quello dell’Aquila, però i vigili del fuoco questa mattina hanno effettuato un sopralluogo per verificare la stabilità degli edifici maggiormente danneggiati”.

“Inoltre – aggiunge – nei prossimi giorni la Struttura per la gestione dell’emergenza controllerà la stabilità dell’edificio scolastico per verificare che ci siano le condizioni necessarie per la riapertura delle attività, prevista per il 20 settembre”.

VERIFICHE DI AGIBILITA’ A CAMPOTOSTO

L’AQUILA – Ha interessato oggi il palazzo comunale di Campotosto l’opera di verifica della vulnerabilità effettuata dai tecnici della Protezione civile regionale, della Struttura per la gestione dell’emergenza e del Cnr-Itc.

Tale intervento rientra nell’ambito dei controlli sulla vulnerabilità speditiva per gli edifici pubblici in muratura di importanza strategica, che ieri hanno interessato i Comuni di Montereale, Barete, Cagnano Amiterno e Capitignano.

Nei prossimi giorni, in seguito all’esame approfondito dei risultati del sopralluogo odierno, sarà formalizzato l’esito, che potrà essere usato per eventuali decisioni successive. 

ORE 13:33: NUOVA SCOSSA SUI MONTI REATINI DI MAGNITUDO 2 

Nuova scossa di terremoto oggi nel distretto dei Monti Reatini, settore nel quale è ricompresa anche l’Alta Valle Aterno. Alle 13.33, secondo i dati riportati dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, è stato registrato un evento sismico di magnitudo 2.

NUOVO SUMMIT PREFETTO-SINDACI: CHIESTE MIGLIORIE PER I TENDONI

L’AQUILA – Questa mattina il prefetto dell’Aquila, Giovanna Maria Iurato, ha di nuovo incontrato gli amministratori dei Comuni di Montereale, Capitignano, Cagnano Amiterno, Pizzoli, Barete e Campotosto per esaminare la situazione nei territori interessati dallo sciame sismico in corso.

I sindaci hanno assicurato che, nella loro veste di autorità locali di Protezione civile, stanno svolgendo, secondo le indicazioni espresse anche dal prefetto, un’intensa attività per ricordare alle popolazioni i comportamenti da seguire in caso di emergenza e la posizione delle aree di raccolta e assistenza.

Durante la riunione, il prefetto Iurato ha comunicato le ulteriori misure che, sulla base delle richieste formulate dagli amministratori locali nelle precedenti occasioni di incontro e delle successive intese intercorse con il presidente della Regione, saranno adottate per migliorare la vivibilità delle strutture di temporanea accoglienza installate in quei Comuni: in particolare, qualche brandina, anche se si tratta di ricoveri temporanei e non dormitori, e stufette visto l’abbassarsi della temperatura.

La Prefettura ribadisce comunque che le tensostrutture non sono attrezzate per far dormire all’interno la popolazione.

È stato inoltre fatto un punto relativo sia alle ulteriori esigenze che potrebbero presentarsi, sia alle verifiche tecniche sugli edifici già effettuate e su quelle che saranno completate a breve.

L’AQUILA, IL COMUNE INTEGRA LE AREE DI PRIMA ACCOGLIENZA

L’AQUILA – Il tavolo comunale di Protezione civile, con il coordinamento dall’assessore Roberto Riga, ha provveduto all’integrazione delle aree di attesa, destinate alla prima accoglienza della popolazione in caso di evento sismico.

Le integrazioni riguardano, in particolare, le seguenti zone del tessuto urbano e relative aree di attesa.
 
Via Strinella: piazzale Unicef. Viale della Croce Rossa, quartiere San Sisto, quartiere Santanza, quartiere Santa Barbara: piazza d’Armi; piazza Italia; piazzale antistante supermercato Coal (San Sisto). Pile: piazzale ex Italtel; piazzale antistante centro commerciale Meridiana.

In riferimento ad alcune richieste pervenute in Comune sulle aree di attesa, destinate alla prima accoglienza della popolazione in caso di evento sismico, il sindaco Cialente ha precisato che per i residenti nel quartiere Banca d’Italia e per i dipendenti della Municipalita’ di via Filomusi Guelfi le aree di riferimento sono piazza d’Armi e piazza Italia (quartiere di Santa Barbara).

LE ALTRE AREE DI RACCOLTA DEL COMUNE DELL’AQUILA

VERIFICHE DELL’ATER SU CASE POPOLARI IN ZONA SCIAME

L’AQUILA – L’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale (Ater) dell’Aquila ha avviato una ricognizione a 360 gradi negli alloggi di proprietà nei territori interessati dallo sciame sismico, l’Alta Valle dell’Aterno e le zone limitrofe.

A intervenire sul campo per verificare eventuali danni provocati dalle scosse di questi giorni, sono tre tecnici della stessa Ater dell’Aquila e i professionisti esterni che hanno stilato i progetti di recupero per le case con danni classificate “A”, “B” e “C”.
 
Lo rende noto il commissario straordinario dell’Ater dell’Aquila, Piergiorgio Merli. In particolare, le verifiche saranno effettuate nei comuni dell’Alto Sangro, ma anche in quello di Scoppito e nelle delegazioni del Comune dell’Aquila di Sassa e Arischia.

L’obiettivo è la valutazione dello stato degli immobili e, come sottolineano i tecnici dell’azienda, “per verificare la capacità degli stessi rispetto a un ipotetico choc tellurico”.

“Stiamo cercando di prestare particolare attenzione – spiega il commissario Merli – anche per prevenire quello che tutti, speriamo vivamente, non si verifichi mai. Anche noi cerchiamo di essere attenti. Vogliamo avere una fotografia della situazione e conoscere eventuali aggravamenti”.

“Comunque – aggiunge – le prime valutazioni sono speditive e visive, si passerà alla fase successiva ove gli edifici presentassero esigenze di approfondimento”.

Ieri, l’Ater dell’Aquila ha reso noto di aver appaltato lavori di ristrutturazione del patrimonio danneggiato dal sisma per complessivi 4,5 milioni di euro, che riguarderanno 112 alloggi di edilizia popolare con danni classificati “A”, “B” e “C”.

L’AQUILA, PROTESTA LA FRAZIONE DI ARISCHIA: ”SIAMO ABBANDONATI”

L’AQUILA – “La popolazione di Arischia sembra ormai abbandonata a se stessa, nessuno la prende in considerazione, ma è doveroso far presente che siamo quelli che si trovano maggiormente a ridosso alle aree ad alto rischio”.

Lo scrive in una lettera al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, il presidente dell’amministrazione dei Beni separati dei naturali della frazione aquilana di Arischia, Elia Serpetti.

“Ogni scossa – spiega – viene avvertita dalla popolazione arischiese e non vorremmo incorrere a quanto già vissuto il 6 aprile 2009”.

“Non si comprende perché non se ne parla – accusa Serpetti – forse perché non Comune, ma crediamo che la tutela delle persone vada al di là di alcune considerazioni; il territorio e le caratteristiche geomorfologiche assoggettano la zona più attinente a quella del Comune di Pizzoli e del nuovo punto ‘ad alto rischio'”.

“Riteniamo – ribadisce l’accusa – che questa località è completamente abbandonata dal Comune, basti pensare che da circa sette mesi non vi è un commissario alla circoscrizione e non ci si riesce a mettere d’accordo per la nomina di una cosa piuttosto semplice e banale”.

Gli arischiesi hanno una richiesta: “un incontro urgente – precisa Serpetti – per cercare una soluzione proficua per la popolazione e aiuto per la sistemazione della stessa che ormai è in preda al panico”.

Ancora, “chiediamo un intervento e un piano di emergenza esecutivo, in quanto apprendiamo dagli organi di stampa che non è possibile rimanere nella ‘zona rossa’ e nelle nostre case, ma allora dove andare?”.

ANCORA SCOSSE NELLA NOTTE

Dopo la scossa di magnitudo 3.3, le altre due ci sono state invece alle 6.53 e alle 7.04, con valori più bassi: 2.2 e 2.1 di magnitudo. Un altro terremoto, di intensità 2.1, c’era stato qualche ora prima, alle 0.50.

Nei territori attraversati dallo sciame sismico si è passata insomma, una nuova notte in bianco, ma da quanto si è appreso la scossa più forte è stata percepita anche all’Aquila, nella zona Est del capoluogo.

I cittadini hanno ormai stabilmente deciso di dormire fuori dalle abitazioni, specialmente quelle più vecchie e potenzialmente pericolose.

Ci si attrezza con container, casette di legno e roulotte, mentre non riscuote molto successo come dormitorio la tensostruttura montata in tre centri dalla Protezione civile.

Proprio il dipartimento, del resto, ha spiegato che quella è una struttura di aggregazione e non ha pretesa di essere un dormitorio.

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