L’AQUILA – Non si sente il “Guido Crosetto d’Abruzzo”, il parlamentare del Popolo della libertà voce critica del partito, ma come l’ex sottosegretario alla Difesa non si è tirato indietro nel gettare il sasso nello stagno per innescare quello che lui stesso definisce “un dibattito che apra il partito all’esterno”. E non lesina critiche nei confronti della Giunta, soprattutto nei confronti degli ‘esterni’.
Nei giorni scorsi questo giornale ha riferito della lettera inviata dal consigliere pidiellino Walter Di Bastiano ai colleghi di maggioranza, assessori e al presidente della Giunta, Gianni Chiodi, per chiedere un incontro su problematiche e criticità interne al partito e aprire un confronto che sia allargato anche ai cittadini-elettori che tra poco più di un anno saranno chiamati votare per il rinnovo del Consiglio regionale.
“Ne ho parlato con colleghi di maggioranza e di partito e con lo stesso Chiodi: mi ha detto che dobbiamo affrontare i temi che ho posto e lo faremo, ne sono sicuro. Una cosa vorrei che fosse chiara da subito: non ce l’ho con Chiodi, al quale ho rinnovato la stima, ma penso che in un momento come quello attuale, in cui l’allontanamento dei cittadini dalla politica è ai massimi storici, si possano intraprendere solo due strade. O fare le primarie, come successo nel centrosinistra, oppure avviare un confronto e un dibattito aprendoci ai cittadini, creando una discussione pubblica ed evitando ogni tipo di equivoco”.
Il partito è rimasto troppo chiuso in se stesso?
Se volete interpretare così il mio pensiero fatelo pure, ma la realtà è che forse le discussioni sono rimaste in un ambito troppo ristretto e non sempre si è riuscito a comunicare all’esterno in maniera corretta ciò che succedeva. Abbiamo fatto tante cose buone come maggioranza, ma spesso sui media sono comparse solo gli elementi meno postivi.
Presidente della Regione e commissario alla sanità: due ruoli ricoperti da Chiodi ma che per Di Bastiano rappresentano un ulteriore elemento di criticità: “hai svolto in maniera impeccabile il tuo ruolo di commissario ad acta della sanità, ma meno bene quello di presidente della Regione Abruzzo” scrive nella lettera al presidente della Giunta.
Anche in questo caso va fatta una premessa. Chiodi ricopre quel ruolo per scelte, condivisibili o meno, operate dal governo nel campo della sanità. Una decisione, non voluta dal presidente, che ha generato confusione tra un ruolo prettamente politico con uno squisitamente tecnico come quello di commissario. Nel momento in cui sono state fatte delle scelte, forse queste bisognava condividerle di più con i consiglieri e con i territori. Forse ne sarebbe venuta fuori una discussione anche con toni aspri, ma i dissapori avrebbero portato benefici per tutti.
Uno degli elementi contestati è la presenza di tre assessori esterni (Gianfranco Giuliante, Federica Carpineta e Mauro Di Dalmazio).
Nulla da dire nei confronti delle persone ma si pone un problema di coerenza con i comportamenti. Se votiamo una modifica allo Statuto per la riduzione dei consiglieri (che da 45 passeranno a 31, ndr) e ci apprestiamo ad approvare una riforma elettorale con cui si elimina il listino mettiamo in atto delle azioni e poi agire di conseguenza. Se diciamo una cosa dobbiamo anche farla. Peraltro io non sono neanche contrario in tutto e per tutto al listino, ma solamente all’uso cattivo che se ne fa.
Le voci, smentite (come riportato anche nella lettera), di una possibile candidatura a Roma di Chiodi possono aver distratto il presidente?
Questo non lo so, non credo sia così. Ma una cosa è certa. Il primo punto per pensare alle prossime regionali è chiaro a tutti: capire chi sarà il candidato presidente. Solo quando lo sapremo potremo comportarci di conseguenza. Dobbiamo sapere chi sarà la persona che dovremo appoggiare e sostenere davanti agli abruzzesi come futuro governatore.
Si sente un po’ il Crosetto d’Abruzzo?
Stimo molto Crosetto. È una persona chiara, che ama il fare e la praticità alle parole. Pone temi importanti e fa squadra. Io sono così, voglio lavorare in team, anche quando sollevo delle questioni e delle critiche. Fare critiche è voler bene alla squadra, non il contrario.




