L’AQUILA – Qualcosa non ha funzionato.

Le foto che AbruzzoWeb pubblica in esclusiva sono quelle del libro contenente i quiz che i circa 17 mila candidati impegnati nelle preselezioni per il cosiddetto concorsone hanno trovato in questi giorni sui banchi nel padiglione della Fiera di Roma.

Un volume che i partecipanti avevano l’obbligo di lasciare al termine della prova e che non potevano assolutamente portare all’esterno.

Oggi su uno dei pullman organizzati per il trasporto dei candidati, uno di questi sfogliava tranquillamente il volume.

Che le 4 mila domande fossero pubblicate da tempo sul sito Formez.it è cosa nota e chiunque avesse voluto, avrebbe potuto scaricarle e raccoglierle in un volume. 

Quello che colpisce, però, è che il libro dei quiz in mano a questa persona sia proprio quello consegnato ai candidati durante le prove preselettive, con la numerazione delle domande che i candidati avrebbero trovato nei fogli in cui dover apporre le risposte.

I candidati, infatti, devono individuare su un foglio che gli viene consegnato le domande a cui rispondere, riportate in ordine sparso, ritrovarle sul libro e poi rispondere. Un’operazione che porta via un tempo variabile tra i dieci e quindici secondi, prima di annerire la casella corrispondente alla risposta del quesito.

E chiunque fosse stato in possesso del libro azzurro con il marchio del ministero e di Formez avrebbe potuto scrivere al fianco delle domande le risposte corrispondenti, consultabili sul sito Internet.

Come può essere entrato in possesso del volume questa persona? Lo ha portato via in uno dei giorni scorsi (era possibile, infatti, partecipare a più profili professionali) eludendo i rigidi controlli all’entrata del padiglione fieristico? Domande a cui i candidati chiedono risposte.

Ogni candidato, nel giorno della preselezione, trova sul proprio banco il libro sigillato. Sostituire il volume con quello già in possesso sarebbe un’operazione ardita, ma non impossibile soprattutto in virtù della migliaia di persone che erano presenti nel padiglione e, pertanto, difficili da controllare in maniera costante uno per uno. 

LA REPLICA

IL FORMEZ MINIMIZZA, MA I DUBBI RESTANO

“Un comportamento a forte rischio di denuncia penale per il solo obiettivo di superare una preselezione, e senza peraltro poter fruire di alcun concreto beneficio”.

Sollecitato da AbruzzoWeb, il Formez organizzatore del concorsone replica minimizzando all’articolo di questo giornale, che per primo stamattina ha portato alla luce una situazione di irregolarità, chiacchierata in molti casi e documentata con foto in almeno uno, con il librone dei quiz ‘predato’ dall’aula e riportato in dietro, magari con le risposte giuste, per poter essere usato in una preselezione successiva come “bibbia” da un candidato furbetto.

Per il Formez la situazione sembra non essere poi così allarmante. Nella nota si spiega che “70 persone per ogni sessione vigilano costantemente che durante la prova i candidati utilizzino dei libroni ‘intatti’”, che “un libro contenente tutte le risposte sarebbe facilmente rilevabile” e che sarebbe “pressoché impossibile” la seconda parte del tranello, ossia “reintrodurre il librone in sala”.

E infine si evoca anche l’ipotesi di un caso montato ad arte da qualcuno per portare il concorsone in tribunale, ricordando passate “sottrazioni di volumi che, più che recare impossibili vantaggi al candidato, sono state usate come argomentazione per ricorsi”.

LA NOTA COMPLETA

Riguardo all’episodio segnalato da alcuni siti (un concorrente fotografato con il librone dei quiz in mano) Formez PA ribadisce, innanzitutto, che a garantire la sicurezza del concorso c’è una commissione interministeriale che ha tre prove per vagliare le capacità dei candidati.

Nel merito dell’episodio, Formez PA ricorda che:

– i controlli sulla correttezza delle prove sono rigorosissimi: 70 persone per ogni sessione vigilano costantemente che durante la prova i candidati utilizzino dei libroni ‘intatti’, cioè che non presentino alcun segno;

– il concorrente disonesto avrebbe dovuto apporre a casa sua le risposte per tutte le 4.000 domande, visto che i 70 quesiti sono estratti immediatamente prima della prova, e un libro contenente tutte le risposte sarebbe facilmente rilevabile sia dalle telecamere, sia dagli altri concorrenti sia dalle ispezioni che i vigilanti hanno compiuto più volte per ogni prova;

– il concorrente, dopo il furto avvenuto il giorno prima, avrebbe dovuto reintrodurre il librone in sala, fatto pressoché impossibile perché tutti i candidati sono obbligati a tenere le borse chiuse, ai varchi, e poi a conservarle sotto il banco. Infatti, dopo la prima fase del controllo da parte dei vigilanti, ciò che è estraneo al libro viene sequestrato – dalle fotocopie alle banche dati – e sui banchi, come tutti hanno potuto constatare, compare solo il librone chiuso nel cellophane.

In definitiva, si tratterebbe di un comportamento a forte rischio di denuncia penale per il solo obiettivo di superare una preselezione, e senza peraltro poter fruire di alcun concreto beneficio.

Formez PA ricorda che anche in passato ci sono state delle sottrazioni di volumi che, più che recare impossibili vantaggi al candidato, sono state usate come argomentazione per ricorsi.

Ad esempio identiche segnalazioni, seguite da forte enfasi giornalistica, si verificarono durante il concorso al Comune di Napoli nel 2010, per essere poi interamente rigettate dalla commissione interministeriale, dalla procura della Repubblica e dal Tar, confermando l’integrità del sistema.

I DUBBI RESTANO

Fin qui la nota del Formez che, comunque, lascia tanti, troppi dubbi aperti. In primo luogo, parlando con gli aquilani che la preselezione l’hanno già fatta, tutti questi severissimi controlli pare che non ci siano stati.

Molti assicurano che, avendo a disposizione la suddetta “bibbia” taroccata, sarebbe stato possibilissimo sostituirla al libro dei quiz sigillato, usarla per fare una prova da voti altissimi e ripetere lo scambio al momento della riconsegna.

Altra questione è sui tempi. Il Formez ipotizza, ritenendolo improbabile, che il candidato furbetto abbia speso necessariamente un’unica notte insonne per segnare le 4 mila risposte esatte prese da Internet accanto agli altrettanti quesiti stampati sul librone da utilizzare.

Ma sempre il suddetto furbetto potrebbe anche aver partecipato a due preselezioni distanti tra loro, compilando il libro in tutta calma e presentandosi poi qualche giorno più tardi a fare la prova che realmente gli interessa. O qualcuno avrebbe potuto svolgere il servizio per qualcun altro…

E così via. Come si vede, le possibili articolazioni dell’imbroglio sono infinite e dicono tutte la stessa cosa: il Formez ribadisce una sicurezza che in realtà nessuno può garantire. Alberto Orsini

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