L’AQUILA – Sarà ancora una volta la musica dell’Istituzione sinfonica abruzzese a lasciare il segno, quest’anno alla sua 38ª stagione, con un’attività concertistica inserita nei cartelloni dei teatri d’Abruzzo.

Il concerto inaugurale verrà così tenuto a battesimo dalla Filarmonica dell’Adriatico, vero fiore all’occhiello dell’Istituzione il prossimo 10 novembre.

Grandi interpreti segneranno le tappe di un sentiero musicale di carattere classico, ma che non mancherà di sorprendere con incursioni dal jazz alla big band, passando tra le suggestioni di ‘scene per orchestra’ con le musiche di Germano Mazzocchetti e un originale racconto di Natale in casa Nazaret cantato dal coro delle voci bianche del Marrucino e recitato da due voci sostenute dall’orchestra, diretta per l’occasione dal maestro Vittorio Antonellini.

Non è un caso se la partitura “dal nuovo mondo” di Dvorak preluderà in occasione del concerto inaugurale alle vere intenzioni di un’istituzione, che sa sempre rinnovarsi anche all’interno di un panorama di musica alta, di qualità, così come il presidente dell’Isa, Antonio Centi, ha tenuto a rimarcare.

I tagli alla cultura si fanno sentire. Ma una stretta di mano con le istituzioni regionali basterà almeno per ora a rincuorare gli animi, a credere che entro il mese di novembre le promesse dette verranno puntualmente mantenute. E che il decisivo sostegno da parte della Regione Abruzzo non tarderà ad arrivare.

Sulla copertina di un pieghevole del ricco cartellone dell’Isa l’immagine di musicisti che passeggiano sui bordi della lunga pila delle 99 fontane bastano a lasciar intendere l’omaggio eloquente ai quattro ragazzi di Liverpool e alla copertina del mitico Abbey Road.

Un chiaro messaggio di dialogo tra la musica cosiddetta colta e la rivoluzione delle ‘nuove generazioni’ della classica nuova. Scorrendo i nomi delle straordinarie partiture che verranno proposte, ricorre spesso Beethoven, quest’anno riconoscibile dai suoi concerti per pianoforte diretti dal direttore e solista Michele Campanella, alle sonate per violoncello (Luigi Piovano) e piano.

Eccentrico per la sua composizione assai assortita, la scelta del repertorio del Duo canta chitarra per il “Progetto music live – I giovani x i giovani”: download a braccetto con Monteverdi e Sibelius, Bellini con Rodrigo, Mozart e Bellini.

Ci sarà da goderlo con il Santa Cecilia Jazz Workshop, come anche l’Entropia saxophone quartet, che da Pachebel e Bach giungerà sino a proporre il celebre Libertango di Piazzolla insieme al tema di Un americano a Parigi di Gershwin, contemplando il musical di Bernstein West Side Story.

Strizzare l’occhio alla platea non guasta mai nelle occasioni migliori, come bene ha preferito il direttore artistico dell’Isa, il maestro Ettore Pellegrino, che con gli archi della Sinfonica Abruzzese farà capolino stavolta anche come esecutore dentro il cartellone per regalarci i Concerti per violino, archi e continuo di Bach.

Ma c’è dell’altro, dal Quartetto di Sassofoni Accademia (Gershwin ritorna con un medley tra Bach e Romero), alle sinfonie di Mozart dirette da Giancarlo De Lorenzo per l’Orchestra sinfonica abruzzese.

Un appuntamento sarà dedicato agli anniversari musicali del 2013, con le musiche di Verdi, Wagner e Respighi su testi di D’Annunzio dal soprano Valentina Coladonato e il pianoforte di Luisa Prayer.

Un elegante doppiopetto dell’Orchestra sinfonica si abbinerà al foulard dei suoi solisti per un ‘concertone’ impegnativo con le musiche di Mercadante e Carulli, dirette dal maestro Fabrizio Meloni.

Tanta, tanta musica in un cocktail esplosivo che ha contemplato tra gli altri anche Tosti, Rossini (che concluderà la stagione il 4 maggio con l’opera Il barbiere di Siviglia diretta da Giancarlo De Lorenzo), Haendel, Faurè, Schocker, Bellafronte, Loveglio.

Due chicche: una, dopo il Duke Ellington Concerto Sacro, la presenza dell’Italian Big Band e soprattutto per il 6 aprile, data infelicemente storica per la città dell’Aquila, il Requiem di Verdi, eseguito dalla Filarmonica dell’Adriatico. Dall’impeto tumultuoso e spiralico del suo Dies Irae, forse anche la musica stessa potrà gridare il suo dolore.

Lasciare un segno nel tempo di una storia che non si può lasciar morire: quella di un’Istituzione che dall’Aquila, dall’Abruzzo ha già la nobile ambizione di non essere seconda a nessuno. Magari anche per ricordarci che se i tempi di crisi remano spesso contro, “la musica – come ha esordito stamattina, nel corso della conferenza stampa di presentazione del cartellone dell’Isa l’assessore alla Cultura del Comune dell’Aquila Stefania Pezzopane – è vita e non sopravvivenza”.

E se va avanti anche da sé, ha bisogno di qualcuno che la ‘ascolti’. Sempre.