L’AQUILA – La debolezza come punto di forza per la candidatura della città dell’Aquila a Capitale europea della cultura per il 2019.
L’Aquila ci riprova e dopo la cocente delusione avuta con l’adunata nazionale degli alpini del 2014, punta a sconfiggere le 19 potenti candidate ‘rivali’, tra le quali Venezia, e lo fa trasformando le sue debolezze in risorse.
Come? Utilizzando le numerose strutture in corso di realizzazione o ancora solo in progetto come carte vincenti da giocare.
“Ai fini dell’ottenimento del titolo – ha spiegato questa mattina l’assessore comunale alla Cultura Stefania Pezzopane nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto preliminare della candidatura – la commissione valuterà anche quante nuove strutture dedicate alla cultura la città possiede. In questo senso, l’auditorium di Renzo Piano inaugurato ieri, il teatro da realizzare a piazza d’Armi o quello all’aperto del parco del Sole, per citarne solo alcune, sono tutti punti in più che L’Aquila ha rispetto alle altre candidate”.
Il progetto preliminare è stato già consegnato al presidente del Consiglio dei ministri, Mario Monti, al ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca e a quello per i Beni e le attività culturali Lorenzo Ornaghi.
L’assegnazione del titolo ci sarà nel 2015, quando la commissione di esperti (7 nominati dall’Unione europea e 6 italiani) prenderanno in esame le candidature e sceglieranno la vincitrice.
Il progetto preliminare è stato elaborato da Errico Centofanti, che riveste il ruolo di coordinatore della candidatura, che questa mattina ha spiegato l’importanza di questa occasione nel processo di ricostruzione dell’identità della città, disgregata dopo il terremoto del 6 aprile 2009.
“La comunità – ha detto ai giornalisti – può iniziare a ricomporsi costruendo energie partecipative attorno a un progetto ambizioso come questo. Anche se dovessimo perdere questa sfida, cosa che spero non accada, questi tre anni saranno serviti proprio per riavviare il cammino di rinascita identitaria dell’Aquila”.
Per quanto riguarda le risorse, l’Ue assegnerà 1, 5 milioni alla futura capitale europea della cultura.
Intanto si è ancora in attesa del bando per poter presentare ufficialmente la candidatura: l’avviso, infatti, sarebbe dovuto uscire nel giugno scorso.
L’amministrazione comunale ha già pianificato una serie di incontri con la cittadinanza e le associazioni di volontariato per avviare “l’acquisizione di ogni possibile osservazione e suggerimento”, ha spiegato la Pezzopane.
Gli incontri si terranno ogni mercoledì alle 17: il 10 ottobre appuntamento al centro civico di Paganica, il 17 a murata Gigotti a Coppito, il 14 a Casa Onna e il 30 nel tendone di piazza Duomo.






