L’AQUILA – “Questa è senza dubbio la peggiore elezione presidenziale Usa che io ricordi. Chiunque vinca fra Donald Trump e Hillary Clinton, porterà enormi guai al mondo intero”.

Zero entusiasmo e molta preoccupazione per Liza Featherstone, giornalista e femminista che insegna alla New York University e alla Columbia’s School of International Public Affair, nel giorno delle elezioni per la presidenza degli Stati Uniti d’America per cui si sfidano due espressioni diverse “ma entrambe pericolosissime” del potere nordamericano.

Featherstone, che ha firmato tra l’altro un libro – non disponibile in lingua italiana – sulla moglie dell’ex numero uno alla Casa Bianca Bill Clinton (“False Choices: The Faux Feminism of Hillary Rodham Clinton”), moglie che se vincesse sarebbe la prima donna presidente da quelle parti, ha dunque parole durissime nei confronti dei due candidati, uno dei quali prenderà il posto di Barack Obama, eletto nel 2008 e poi nel 2012 e che si è rivelato, non una sorpresa per chi ebbe gli occhi svegli all’epoca, un clamoroso bluff, nonostante le fanfare e i fanfaroni che lo accolsero come speranza nera in una nazione con una tremenda storia di schiavismo alle spalle e come persona rispettabile dopo i crimini targati George Walker Bush. 

“Quei due – afferma ad AbruzzoWeb la giornalista nata a Washington D.C. – sono in assoluto i candidati più corrotti che potessero capitare. Dovrebbero subire un regolare processo e finire in prigione per ciò che hanno commesso nella vita, ma questo sistema non lo permette. Sono entrambi espressioni di un potere dietro le quinte che evidentemente ha perso il controllo della situazione”.

“Il miliardario Trump – prosegue Featherstone – è omofobo, sessista, reazionario. E sarebbe capace di premere per primo il bottone in caso di attacco nucleare; Clinton, invece, è una donna molto pericolosa perché ha alle spalle poteri enormi e i grandi media, gli stessi che l’hanno fatta passare addirittura per femminista, mentre è l’esatto contrario, ed ha la freddezza di chi sa cosa sia il grande business. Credo sia pronta a continuare a combinare disastri anche al di fuori del Paese, ad esempio puntando alla guerra con la Russia di Vladimir Putin. Viviamo e credo che purtroppo vivremo dei tempi durissimi”.

“Al di là dei due personaggi in questione – dice ancora – non si può negare che siamo di fronte a una crisi profonda della classe al potere. La situazione sta letteralmente sfuggendo di mano e questo è un problema serio non soltanto per gli Usa, ma per il mondo”.

Sulla terza “opzione” Bernie Sanders, che ha virato verso Hillary per evitare Trump, “si può soltanto prendere atto che sarebbe stata una ottima opzione. In questo Paese, però, evidentemente la terza opzione non è prevista”.

“Eppure – conclude la giornalista con una botta di improvviso, seppur breve, ottimismo – dobbiamo cercare di impegnarci per migliorare questo stato di cose. Nonostante tutto, abbiamo ancora qualche speranza. E vorrei che il resto del mondo capisse che qui negli Usa c’è tanta gente che è esausta, davvero esausta, perché non sopporta più questa situazione”.