CAMPOBASSO – “Il nostro confronto in Abruzzo per le prossime elezioni regionali sarà a 360 gradi anche se è chiaro che lavoriamo ad un’alternativa rispetto all’attuale governo regionale di centro-destra. Ma ve detto con chiarezza che le coalizioni si devono fare sui territori, a forte connotazione regionalista, perché se le fanno da Roma Giuseppe Conte ed Elly Schlein i risultati per il centrosinistra non possono che essere quelli del Molise….”.

La vittoria del centrodestra in Molise si fa già sentire in Abruzzo, e interpellato da Abruzzoweb, l’ex parlamentare Camillo D’Alessandro, coordinatore regionale di Italia viva, che ha appoggiato in Molise il governatore vincente di centrodestra Francesco Roberti, di Forza Italia, offre una lezione del miglior tatticismo democristiano, e della politica centrista dei due forni: da una parte conferma il posizionamento nel centrosinistra, ma non risparmia bordate a M5s e Pd, rivendicando autonomia e pari dignità, dall’altra non chiude affatto le porte a ipotesi di convergenza con il centrodestra.

In Molise Francesco Roberti si è affermato con il 63,3% contro il candidato del centrosinistra, di area M5s, Roberto Gravina, con il 35,2% e con una percentuale di astensionismo superiore al 50%. Fdi è primo partito della coalizione vincente con il 19,4% , Italia ha preso il 12,2%%, la Lega è scesa al 5,8%. Roberti ha ricevuto il sostegno anche di Matteo Renzi, che però non ha presentato una lista, ma ha candidato suoi esponenti nelle liste dell’Udc, che ha preso il 3,6%
Nel centrosinistra male M5s, appena al 6,8%, rispetto al 38,7% del 2018, e il Pd si è fermato al 11,6%, cresciuto di 3 punti.

Un esponente di spicco di Italia Viva, Ettore Rosato, ex vicepresidente della Camera dei deputati a urne ancora calde ha così commentato: “Dire di essere al centro e pensare che le alleanze vadano fatte solo col centrosinistra è una contraddizione in termini. Fare il centro significa decidere non in base all’opportunismo delle situazioni, ma scegliere le proposte migliori per ogni specifico territorio. Così hanno fatto i dirigenti del Terzo polo in Molise”.
E alla domanda del quotidiano Il Messaggero: “L’anno prossimo ci sarà un importante tornata di amministrative nelle città, e poi le Regionali in Sardegna, Piemonte, Umbria, Abruzzo: che farete?” ha così risposto: “Mi auguro che il Terzo polo continui a scegliere l’alternativa migliore in campo. Non capirei un abbraccio a prescindere verso sinistra”.

Spiega a sua volta dunque D’Alessandro: “Serve in Abruzzo una coalizione fortemente regionalista senza alchimie romane, altrimenti per il centrosinistra andrà anche peggio del Molise. Per il centro-sinistra è finito il tempo di aspettare, anche perché oggi non esiste in Abruzzo una coalizione politica, e nemmeno un tavolo dove si possa iniziare a ragionare”.

E appunto non esclude affatto interlocuzioni con il campo del centrodestra. C’è chi dice anzi, nei corridoi della politica, che con una candidatura nel centrodestra alternativa Marco Marsilio di Fratelli d’Italia, e magari di carattere moderato e civico, un passaggio nel campo del centrodestra dei renziani sarebbe molto probabile.

D’Alessandro conferma poi che “ad ogni modo stiamo lavorando al programma e ad una lista dei riformisti abruzzesi sicuramente insieme a + Europa, ai socialisti a formazioni civiche e speriamo anche assieme ad Azione. L’ambizione è quella di arrivare a un risultato a due cifre”.

Al Pd che è tornato a rilanciare il campo largo per le elezioni D’Alessandro risponde:  “il problema non sono le parole che sono anche troppe servono i fatti. È il meccanismo che va rovesciato
Una cosa sia chiara al Pd e Movimento 5 stelle: noi non accettiamo alcun tipo di veto programmatico e politico”.

Infine un commento sul voto in Molise: “Il centrodestra ha vinto perché allargato il campo.
Il dato che spicca è l’affermazione di Forza Italia e la flessione della Lega. E credo che sarà lo scenario che si vedrà in Abruzzo tra un anno perché il partito di Matteo Salvini, nel centro Sud   oramai si attesta su quelle percentuali, mentre Forza Italia recupera una presenza nel campo dei moderati, e c’è un ritorno, a suo favore, del voto di opinione”.