L’AQUILA – Il Segretariato regionale per l’Abruzzo e la Soprintendenza unica hanno notificato a tutti i condòmini del civico 207, il palazzo che si trova nell’area archeologica di Porta Barete all’Aquila, i decreti di immissione in possesso delle aree di lavoro.
A darne notizia è il segretario regionale ad interim, l’architetto Berardino Di Vincenzo, che in questi mesi ha lavorato fianco a fianco con la Soprintendenza a un atto congiunto che sancisce l’occupazione di suolo privato del “tratto delle mura civiche e dell’area interna a Porta Barete”.
“Abbiamo notificato tutti i decreti – precisa l’architetto – Ora dovremo aspettare che decorrano i tempi di legge per la presa visione ed eventuale opposizione, per poi procedere all’immissione in possesso dell’area per il tempo di esecuzione dei lavori alle mura”.
Il decreto consentirà come già annunciato da Di Vincenzo, di completare il lavoro di restauro e recupero del tratto di mura da Porta Branconia a Porta Barete, con la creazione di un camminamento ininterrotto da viale della Croce Rossa fino a Porta Barete.
“Siamo supportati in questo lavoro dall’avvocatura dello Stato che sentiamo preventivamente per ogni attività”, aggiunge l’architetto. Inizia a chiudersi il cerchio intorno all’area archeologica di Porta Barete e al tratto delle mura sulle quali da agosto scorso scorso vige il nuovo vincolo perfezionato dalla Soprintendenza unica, dopo l’annullamento del precedente deciso dal Tribunale amministrativo regionale a seguito del ricorso dei condòmini del civico 207.
Una guerra che dura da anni e che ha visto gli inquilini ricorrere al Tar anche contro il nuovo vincolo.
Ora la palla passa al Comune e al settore Ricostruzione che ha perfezionato il piano di recupero dell’area di Porta Barete e Santa Croce.
“Siamo pronti con il piano che sarà presentato nei prossimi giorni – spiega l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano – Si tratta di un progetto ampliato e completo rispetto a quello precedente che darà valide alternative abitative ai residenti di tutta l’area. Sulla zona vige l’inedificabilità del suolo perché un interesse dello Stato che ha posto un vincolo di valore culturale”.
I prossimi passi del piano di recupero dell’area di Porta Barete e Santa Croce, dove tra l’altro di recente sono venuti alla luce dei reperti di epoca romana, saranno la sottoscrizione di un accordo di programma tra gli enti coinvolti e l’approvazione di quest’ultimo in Consiglio comunale. (m.gal.)



