L’AQUILA – Sempre più cara la vita dello studente fuori sede, a partire proprio dagli affitti, che nel 2019 hanno avuto un aumento medio del 3%, pari a 328 euro al mese per stanza, in aumento anche la domanda di camere in affitto (43%) e l’offerta che registra un +28%.
Ci sono però delle eccezioni: il primato nel calo delle locazioni delle stanze spetta a Reggio Calabria (-7,9%), seguita dall’Aquila (-6,4%), seconda in Italia, poi Genova (-3,7%), Viterbo (2,5%) e Pisa (-2,2%).
Il quadro emerge dal report dell’Ufficio studi di Idealista, piattaforma di annunci del mercato immobiliare, secondo cui nel 2019 si paga in media 328 euro al mese contro i 318 euro dell’anno scorso.
L’età media è di 29 anni, segno che l’affitto della stanza singola e le case in condivisione non sono più a uso esclusivo di studenti fuori sede, ma anche di lavoratori e single.
L’età dei conviventi va dai 33 anni dell’Aquila ai 24 di Viterbo; Firenze (31) tra le grandi città è quella con l’età media dei coinquilini più alta con 31 anni, davanti a Napoli ferma a 30, seguita da Roma (29 anni), Milano (28) e Torino (27).
Secondo l’ultimo indice dei prezzi di idealista, poi, il primo trimestre del mercato delle locazioni si chiude con un incremento dei canoni pari all’1,5%, a una media di 9,2 euro a metro quadrato.
Negli ultimi 12 mesi gli affitti in Italia sono sono aumentati del 2,8%.
In Abruzzo ad agosto 2019 il prezzo a metro quadrato è di 6,1 euro, pari a una variazione mensile del +0.4%, trimestrale del -12% e annuale del +2,7%.
Scendendo nel dettaglio delle province abruzzesi: Chieti risulta la “meno cara”, con 5,3 euro a metro quadrato, seguita dal capoluogo con 6,2 euro e Pescara con 6,4 euro. Teramo si aggiudica il titolo di “più cara d’Abruzzo”, con 7,2 euro a metro quadrato.
Per Vincenzo De Tommaso, responsabile dell’ufficio studi idealista Italia: “Prosegue il momento positivo del mercato delle locazioni, anche se la mappa nazionale degli affitti è sempre più articolata e complessa. A ogni modo la ripresa è confermata nelle principali città, ma anche nei centri e nelle località dove la forte domanda di affitti a breve termine, talvolta stagionali, specie nelle mete top, può influenzare la normale dinamica dei prezzi di locazione. Per il resto il mercato rimane asfittico e sconta le rigidità legislative che non tutelano i proprietari su morosità e i rischi, inducendo molti di essi a tenere le loro proprietà fuori dal mercato piuttosto che accettare offerte dei potenziali inquilini. Da qui la necessità di una una maggiore chiarezza normativa per favorire flessibilità e dinamicità di questo mercato, che è un volano per lo sviluppo del Paese”.
Padova spicca al primo posto con un rincaro del 18,6% e un prezzo medio di 307 euro mentre Milano è la città più cara, qui occorrono di media 465 euro al mese per una stanza.
A seguire Roma con 408 euro, mentre a Firenze si toccano i 393 euro. Sopra la media nazionale delle richieste, pari a 328 euro mensili, si colloca anche Bologna (371 euro), mentre Torino rimane appena sotto la media con 319 euro mensili. Tra gli aumenti più alti l’indagine rileva quelli di Bologna (+8,7%) e Trieste (+13,3%).
L’indagine online rivela che solo 1 inquilino su 2 si dice soddisfatto dell’abitazione in cui vive in condivisione.
Tra i criteri di scelta della stanza il prezzo è il fattore “guida” per l’81% degli utenti, seguito dalla vicinanza ai mezzi di trasporto (79%), e coinquilino giusto (69% delle risposte).
Gli utenti sarebbero più soddisfatti se le bollette fossero incluse nel prezzo (39% dei rispondenti), se la casa fosse dotata di mobili e elettrodomestici in buono stato (29%), con il bagno indipendente (10% delle risposte degli utenti).
Il prezzo “giusto” indicato dagli utenti è di 300-400 euro mensili.






