L’AQUILA – L’ultimo bando della prefettura dell’Aquila, che chiedeva interventi per la gestione di 400 migranti nella provincia, è dell’estate 2015.

Un numero sempre crescente quello delle persone che arrivando da Africa e Asia, chiedono aiuto per una vita migliore, o meglio, per sfuggire alla disperazione e alla morte, e approdano in Italia.

La gestione che affida i migranti a diverse strutture su tutto il territorio italiano, è sempre più complessa.

“A marzo 2014 furono 40 i posti messi a bando, poi a marzo di quest’anno 70 – spiega Andrea Salomone dell’Arci – e ora i numeri sono molto più alti”. 

Il bando, del 12 giungo 2015, apre alla gestione dei migranti fino a al 31 dicembre 2015.

Salomone è parte del Servizio di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), gestito dall’Arci per conto del Comune, e riferisce ad AbruzzoWeb i numeri attuali gestiti dal servizio.

“Noi gestiamo in tutto 52 ragazzi, di cui 36 nei due progetti Sprar all’Aquila e a Castel del Monte, e 15 a Pizzoli in quello denominato Centro di Accoglienza Straordinaria”.

I Centri di accoglienza straordinaria (Cas) sono stati avviati in Italia lo scorso anno, quando il numero dei migranti che arrivava sulle coste italiane cresceva sempre più.

A gestire l’accoglienza sono le Prefetture che sulla base delle esigenze definite a livello centrale mette a bando i posti necessari per accogliere i migranti.

L’emergenza è tale che proprio in questi giorni il Ministero degli interni ha indetto un bando per gli enti locali,  che intendono prestare, nel biennio 2016-2017, servizi di accoglienza in favore di richiedenti e titolari di protezione internazionale e umanitaria.

I Comuni, le unioni di Comuni, le Province potranno accedere al bando, anche in forma associata , in partenariato con le realtà del privato sociale. 

“All’Aquila lo Sprar è già presente – ci dice Salomone – ma stiamo lavorando per trovare accordi con altri comuni della provincia”.

Il bando scade il 14 gennaio 2016.

“Ogni regione – spiega Salomone – deve accogliere un numero di migranti per una percentuale definita, l’Abruzzo ne accoglie circa il 2% del totale”.

Se i bandi sono stati indetti a periodi cadenzati, ci sono state poi assegnazioni fatte fuori bando, come spiega Salomone, a causa dei grandi numeri, difficili da gestire. Si tratta di soluzioni tampone. “Nel momento di massimo afflusso -precisa- è stato chiesto anche agli albergatori di mettere a disposizione posti”.  

È previsto che ci siano controlli, ma rumors mettono in dubbio che ciò avvenga sempre, soprattutto per chi accoglie fuori bando.

“A tutte le strutture che partecipano ai bandi – prosegue Andrea Salmone – vengono richiesti servizi e alle strutture che non ne possono offrire si chiede in parte di affidarsi a convenzioni con chi può erogarne. Mi preme dire che i bandi dell’Aquila sono di solito scritti bene, l’offerta economica è ponderata a favore dei servizi, 70 punti sono assegnati per questo, 30 per il ribasso economico. Dando valore a ciò che si offre ai migranti”.

Salomone spiega che non è così per altre province.

Emerge chiaramente guardando i bandi della Prefettura di Pescara, l’ultimo del 30 luglio 2015 chiarisce che i punti assegnati per i servizi sono 30, contro i 70 per il ribasso economico.

Il dato nuovo sui migranti è che cambiano i paesi di provenienza, all’Aquila tanti arrivi dall’Afghanistan, poi continuano tutti quelli dall’Africa occidentale. Negli ultimi tempi però molti dinieghi per i richiedenti protezione umanitaria. “La commissione di Ancona – spiega Salomone – che è quella che ha analizzato i nostri casi, su 20 presentati, abbiamo avuto ben 15 dinieghi. È un numero alto, ma i motivi possono essere tanti. In generale le commissioni hanno spesso problemi. L’alto numero delle persone da esaminare determina che i membri siano non sempre preparati”.

E tanti ragazzi attendono di sapere la loro sorte.

“Sono ragazzi che hanno visto dolore – conclude Andrea Salomone – alle loro spalle c’è tanta sofferenza e a volte i dinieghi sono un nuovo dolore da affrontare”.