L’AQUILA – In Italia le malattie ematologiche coinvolgono complessivamente circa 2 milioni di persone, che devono lottare contro leucemie acute, linfomi e mielomi, e contro patologie non oncologiche, come i disturbi dell’emostasi, le sindromi talassemiche, le anemie congenite ed acquisite ed i disordini del metabolismo del ferro. Patologie che presuppongono, per una efficace cura, la corretta e tempestiva applicazione di complessi e costosi percorsi diagnostici e terapeutici.
Con questo obiettivo, la giunta regionale abruzzese, su iniziativa dell’assessore alla Salute, Nicolettà Verì, ha approvato il 14 aprile scorso il documento tecnico “Rete ematologica regionale”, elaborato dall’Agenzia sanitaria regionale (Asr), presieduta del direttore Pierluigi Cosenza, che aggiorna l’attuale rete regionale, approvata nel lontano 1998.
Il via libera è stato contestuale a quello della nuova rete oncologica regionale, di cui Abruzzoweb ha già riferito con dovizia di particolari.
La nuova reta ematologica sarà ora aggiornata secondo il modello internazionale “hub & spoke” di “rendere più efficiente il modello organizzativo rafforzando gli “strumenti di rete”, attraverso l’integrazione dei processi assistenziali dedicati al paziente, la condivisione di informazioni cliniche, una maggiore comunicazione tra i medici e le strutture sanitarie, la razionalizzazione della capacità di offerta assistenziale delle Asl, con un maggiore controllo sui flussi migratori dei pazienti ematologici, orientando la domanda assistenziale verso le strutture sanitarie regionali.
Alle quattro Asl provinciali la delibera impone di applicare quanto previsto nel piano, con il monitoraggio e la verifica dell’Agenzia sanitaria, entro sei mesi, con pubblicazione sui siti istituzionali di tutte le informazioni necessarie al paziente ematologico.
Il gruppo di lavoro che ha elaborato il piano è stato composto dai dottori operanti nelle Asl abruzzesi, Ida Cavallo, Maria Paola Nanni Costa, Anna Rughetti, Flavio Cardillo, Patrizia Di Gregorio, Patrizia Accorsi, Angelo Fama, Gabriella Lucidi Pressanti, Francesco Delle Monache, Anita Saponari, Giorgia Fragassi, Vito Di Candia e dal professor Mauro Di lanni.
Il Piano ha adottato come assetto organizzativo il modello Hub and Spoke (H&S), ritenuto dal team di esperti il più adeguato a garantire la presa in carico del paziente in base a principi di qualità, sicurezza, equità, specializzazione e sostenibilità economica.
Il modello H&S, vede una serie di strutture di primo livello (Spoke), collegate managerialmente a centri sovraordinati di maggiore specializzazione diagnostica e terapeutica (Hub), che vengono identificati sulla base di specifiche caratteristiche e competenze nei quali viene concentrata la casistica più complessa.
Il centro hub viene dunque indentificato nell’ematologia della Asl di Pescara e avrà la funzione di Centro di riferimento regionale per l’Ematologia ed il Trapianto emopoietico, con la vocazione assistenziale di “Centro di eccellenza”, concentrando varie strutture ad elevata specializzazione necessarie per la diagnosi e l’alta complessità dei livelli assistenziali.
Gli spoke saranno invece i reparti di ematologia dell’ospedale dell’Aquila, di Avezzano, di Sulmona, di Teramo, di Pescara, e il reparto di onco-ematologia pediatrica di Pescara.
Completano la rete una serie di laboratori che garantiscono a livello della rete regionale standard diagnostici in linea con i requisiti nazionali, e una rete specifica per il trattamento delle Malattie emorragiche congenite (Mec).
Al centro hub sono assegnate le seguenti funzioni: “diagnosi e trattamento dei pazienti con emopatie acute e croniche in regime di ricovero ordinario, di Day-Hospital o ambulatoriale”, “trapianto di cellule staminali emopoietiche da donatore autologo e allogenico”, “terapie cellulari”, “diagnosi e terapia delle coaugulopatie congenite ed acquisite”, “diagnosi e terapie delle anemie congenite ed acquisite” , “assistenza domiciliare”, “elaborazione di protocolli sperimentali per lo sviluppo di terapie e tecnologie avanzate”, infine le attività di didattica e di formazione del personale specialistico.
Gli spoke regionali dovranno invece gestire i programmi di prevenzione, di diagnosi e cura, di riabilitazione e trattamento non intensivo dei pazienti ematologici ed onco-ematologici, nei rispettivi territori di provenienza, attraverso l’utilizzo di strutture specialistiche ambulatoriali, Day-Service, Day- Hospital e, ove fosse necessario, dei posti letto di area funzionale medica.
Le prestazioni erogate dalla rete specialistica di primo livello comprendono: diagnosi, stadiazione e impostazione del programma terapeutico sulla base di protocolli condivisi, somministrazione di chemioterapia e immunoterapia, somministrazione di terapie di supporto, follow-up, assistenza domiciliare e terapie riabilitative, supporto per la gestione della fase terminale.
Viene infine istituito il gruppo di lavoro della Rete ematologica regionale, coordinato dal responsabile del Centro Hub regionale e costituito da tutti gli ematologi dei centri Spoke e se necessario, da altre figure professionali collaterali, con il compito di favorire la formazione continua, la redazione dei Percorsi diagnostico terapeutici e assistenziali (Pdta), per garantire il coordinamento attività ed altre eventuali proposte strategiche.






