L’AQUILA – Da settembre Vasco Errani non sarà più commissario per la ricostruzione del terremoto del Centro Italia.

Èquanto emerge da indiscrezioni riportate oggi dai quotidiani Qn e Corriere Adriatico, dopo l’annuncio di ieri di Impaginato.it.

Nei piani del governo, Errani dovrebbe essere sostituito, secondo quanto si è appreso. Non solo: i presidenti delle Regioni Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo, già oggi suoi vice, potrebbero vedersi attribuire nuove responsabilità.

La novità sarà comunicata lunedì prossimo a Palazzo Chigi in una riunione tra il premier Paolo Gentiloni, il capo della Protezione civile, fresco di nomina, Angelo Borrelli, e i quattro governatori.

Nessun commento per adesso da parte di Errani sulla conclusione del suo mandato di commissario.

Da fonti del governo si ricorda che, comunque, il mandato commissariale scadeva proprio il prossimo settembre.

Errani, a quanto trapela, sarebbe pronto a candidarsi alle politiche con i bersaniani di Articolo 1, completando lo ‘strappo’ già chiacchierato con il Partito democratico.

LE REAZIONI

DI STEFANO: “NOMINATO SENZA MOTIVO E NON CONCLUDE IL COMPITO”

“Ormai, a un anno dal primo sisma, si delinea chiaramente come i governi di sinistra non abbiano gestito il post-sisma e la ricostruzione con criteri di operatività, ma con logiche prettamente politiche”.

È il commento del deputato abruzzese di Forza Italia Fabrizio Di Stefano alla notizia delle probabilil dimissioni.

“Errani non fu nominato per gestire l’emergenza, ma direttamente per la ricostruzione, quando l’emergenza era ancora nel vivo, visto che neanche le macerie sono state a oggi rimosse – prosegue – Evidentemente lo scopo politico della sua nomina si era esaurito: tacitare, all’epoca, la corrente bersaniana del Partito democratico, che oggi è fuoriuscita nel Movimento democratico e progressista”.

“Quali risultati ha prodotto Errani? È forse concluso il suo compito? Forse non è nemmeno iniziato. Una cosa è certa – conclude – a differenza di Bertolaso nel sisma del 2009 all’Aquila, Errani non sarà rimpianto e forse nemmeno ricordato”.

CINQUE STELLE: “E’ UN FALLIMENTO DI RENZI E GENTILONI, CHIARISCA”

“La notizia dell’addio del commissario per la ricostruzione post sisma, riportata da diversi organi di stampa, è un fallimento dei governi Renzi e Gentiloni che ricade sul Paese e, in particolare, sulle zone colpite. Fu Renzi, quando era presidente, a scegliere un uomo di partito per il ruolo di commissario. A distanza di un anno quella ricostruzione nei fatti non è nemmeno iniziata. In attesa di avere spiegazioni dai soggetti direttamente interessati, l’addio di Errani sembrerebbe dovuto a sua volta a ragioni politiche, dal momento che l’ex governatore dell’Emilia Romagna non è più in quota Pd. Se la notizia venisse confermata saremmo di fronte all’ennesima dimostrazione di come Renzi ragioni in termini di pura spartizione”.

Così i deputati del MoVimento 5 stelle.

“Dopo le dimissioni del capo della protezione Civile, l’addio del commissario alla ricostruzione non potrebbe essere liquidato come una normale operazione di avvicendamento. Stiamo parlando delle figure chiave del post sisma nel Centro Italia. Proprio Errani – proseguono – non è esente da responsabilità: la macchina ha mostrato enormi lacune organizzative e burocratiche e il ritorno a una vita normale per le zone più colpite è ancora un miraggio. Siamo alla vigilia dell’anniversario del sisma dello scorso agosto, crediamo che il commissario Errani debba chiarire immediatamente la sua posizione”, concludono i Cinque Stelle.